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A voler ripercorrere tutti i luoghi di Venezia scelti quale location naturale per pellicole che hanno contribuito alla storia del cinema, c’è da perdersi. Proponiamo allora un pratico tour via Canal Grande, selezionando le tappe più intriganti, ma anche più comode da raggiungere. Si parte dalla stazione dei treni Santa Lucia, in gondola, in taxi, o – meglio – in battello (il numero 1, basta un biglietto giornaliero). Ci accompagna lungo il Canale un “ganzo” Alberto Sordi nei panni di gondoliere, con tanto di parlata veneziana, che trasporta le due avvenenti turiste americane del film di Dino Risi “Venezia, la luna e tu” (1958).

1a fermata San Marcuola: è quella più vicina per raggiungere Ca’ Vendramin Calergi, il Casinò, nei cui tavoli verdi gioca la spregiudicata ed affascinante Virna Lisi del film “Arabella” di Mauro Bolognini (1967).

2a fermata Ca’ D’Oro: il bellissimo palazzo quattrocentesco è stato scelto per alcune riprese del film “Giulietta e Romeo” di Renato Castellani (1954), vincitore del Leone D’Oro alla Mostra del Cinema dello stesso anno. Siamo nel sestiere di Cannaregio, non lontani dal Canale della Misericordia, una delle location scelte per il film “Pane e Tulipani” di Silvio Soldini (1999) – insieme all’Ospedale, ponte e campiello dei Miracoli, campo Due Pozzi, S. Francesco della Vigna, che vede protagonista la solare Licia Maglietta, dimenticata dal marito in autogrill, che continua da sola la sua vacanza in una Venezia popolare e fiabesca.

3a fermata Rialto Mercato: tra un banchetto e l’altro si aggira un giovane Heath Ledger in veste di Casanova – film di Lasse Hallstrong del 2005, prodotto dalla Walt Disney – in cerca di una fanciulla della “Venezia Bene” da prendere in moglie, condizione imposta dal Papa piuttosto dell’esilio.

4a fermata Rialto: “Il mercante di Venezia” di Michael Radford del 2004, ambientato nella città lagunare, è stato ricostruito in gran parte in studio a Lussemburgo, ma ciò non ha evitato ad uno stuntman il tuffo in Canale dal ponte di Rialto, quello vero, al posto di Al Pacino (tra l’altro ricordo che era inverno!). Sul set di “Casino Royale” di Martin Campbell (2006) una grande barca a vela si mette a passare sotto lo stesso ponte ed un antico palazzo in restauro lì vicino crollò all’improvviso.Sempre a Rialto una delle scene indimenticabili di Tutti dicono I Love You di Woody Allen quando Joe fa vivere a Von tutti i momenti romantici che ha sempre sognato (grazie alle dritte della figlia Dj che a origliato le sue sedute di psicanalisi)

5a fermata Sant’Angelo: è utile per raggiungere velocemente il Teatro La Fenice, dove palcoscenico, logge e scalone fanno da cornice all’incipit di “Senso” di Luchino Visconti (1954), sulle note del Trovatore di Verdi.

6a fermata San Tomà: l’imbarcadero si intravede nell’intramontabile film “Io non vedo, tu non parli, lui non sente” di Mario Camerini (1971), tra delitti e comicità.

7a fermata Accademia: scendendo e tenendosi a destra, si trova a pochi passi lo Squero di San Trovaso, uno dei pochi “ricoveri” per gondole rimasto attivo. Spettacolare la scena del film “Italian Job” dove, durante un inseguimento, una gondola viene tranciata in due da un motoscafo proprio qui davanti.

8a fermata S. M. Del Giglio: è quella consigliata ai clienti per raggiungere l’Hotel Gritti, area d’azione di Roger Moore in versione 007 veneziano per gli spettacolari inseguimenti in “Moonraker” di Lewis Gilbert (1979).

9a fermata Salute: nei pressi della chiesa si aggira preoccupato un  archeologo alla ricerca del padre, rapito per aver scoperto i segreti del Sacro Graal (“Indiana Jones e líultima crociata”, 1989, di Steven Spielberg, con Harrison Ford). La stessa chiesa fa da sfondo all’intervista della scrittrice Susan Sontag sul mistero dell’identità di Zelig nell’omonimo film (1983) di Woody Allen. Dalla riva opposta a quella dell’imbarcadero, si può ammirare l’isola della Giudecca con la sua chiesa del Redentore, davanti alla quale nel 1983 il veneziano Tinto Brass ha ambientato il film erotico “La chiave”, ricostruendo una Venezia degli anni ‘30 con tanto di neve finta.

10a fermata San Marco: Palazzo Ducale è protagonista nelle trasposizioni cinematografiche dell’”Otello” di Shakespeare, ad esempio delle versioni realizzate da Orson Welles (1952) o Franco Zeffirelli (1986), ma anche, di nuovo, del “Casanova” disneyano. Sotto le sue logge vi passeggiano il Doge  – Tim McInnerny  – e Casanova – Heath Ledger – che successivamente tenteranno di decapitare nella Piazzetta sottostante. Sotto il Ponte dei Sospiri l’affascinante 007 Sean Connery porta in gondola la sua conquista in “Dalla Russia con amore” di Terence Young (1963). Nel vicino Hotel Danieli, Veronica Pivetti si suicida gettandosi dal balcone, esasperata già alla prima notte di nozze dai ricordi assillanti dell’ex moglie dell’illustre professore “Raniero Cotti Borroni” che, assieme agli altri due episodi, “Giovannino e Valeriana” e soprattutto “Ivano e Jessica”, è tra le interpretazioni più spassose di Carlo Verdone. Più austero il clima creato nell’Isola di San Giorgio che si ammira di fronte, scelta da Saverio Costanzo per ambientarvi il film drammatico “In memoria di me” (2007). A due minuti a piedi si arriva alla Fenice, il teatro dove lavora Enrico, lo sfortunato protagonista di Anonimo Veneziano, il film del 1970 diretto da Enrico Maria Salerno con Florinda Bolkan e Tony Musante.

11a fermata Giardini: vale la pena ricordare ancora Alberto Sordi, in età avanzata ed ammogliato con Anna Longhi: due fruttivendoli romani costretti dai figli a trascorrere “Vacanze intelligenti” (felice episodio di “Dove vai in vacanza?”, 1978, di A. Sordi). Indimenticabile la scena in cui lei si siede su una sedia che in realtà è un’opera d’arte in esposizione e viene fotografata da altri visitatori.

12a fermata Lido: la facciamo capolinea del tour, ma non solo per la sede della prima e più importante Mostra d’Arte cinematografica italiana. Percorrendo il Gran Viale fino alla fine e svoltando a destra, si può scorgere l’imponente Hotel De Bains dove Luchino Visconti ha girato alcune scene del suo celebre film “La morte a Venezia” (1971), ispirato all’omonimo capolavoro di Thomas Mann. Si intravede sullo sfondo di questa storia di amore ed ossessione, dai salotti e dalle terrazze, una Venezia invasa dalla peste. Il set, trasformato in Long Island e Atlantic City, è stato fruttato anche da Sergio Leone per alcune sequenze della mitica saga “C’era una volta in America” (1984).

A cura di Elena Ferrarese / Foto di Edoardo Luppari