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Segreti e curiosità della città lagunare sestiere per sestiere. Lontano dai luoghi comuni


Sestiere di SAN POLO…

Un viaggio attraverso una Venezia lontana dai luoghi comuni, quella più nascosta e pittoresca, tra usanze di oggi e di ieri. Il percorso non può che partire dal mercato di Rialto, cuore pulsante e fulcro della più verace vita cittadina, storico e strategico punto di scambio tra Oriente ed Occidente, dove si viene a comprare la frutta e la verdura dell’isola di Sant’Erasmo, o il pesce fresco lagunare e a “spettegolare” tra “un’ombra” e l’altra nei bacari della zona.

Da qui, ci accingiamo ad attraversare il celebre ponte di pietra costruito da Andrea Da Ponte nel 1592, dopo aver subìto diverse trasformazioni, da ponte di legno a ponte levatoio. Nessuno all’epoca avrebbe potuto credere in  questa grande impresa, lo testimoniano i capitelli del vicino Palazzo dei Camerlenghi, sotto i quali vi consigliamo vivamente di sostare. In uno c’è un bassorilievo raffigurante una donna con ali e zampe animali che sta seduta su un braciere che le brucia il sesso: una leggenda vuole che questa sia stata la sua penitenza per aver scommesso che il Ponte di Rialto non sarebbe mai stato realizzato in pietra. Nell’altro capitello si può scorgere un uomo, forse turco, con i baffi arruffati e “tre” zampe artigliate: questo illustra un antico detto locale secondo cui il ponte sarebbe stato fatto in pietra il giorno che il “casso metarà l’ongia”.

Sestiere di SAN MARCO…

Usciamo così dal SESTIERE DI SAN POLO e ci addentriamo nel SESTIERE DI SAN MARCO. Vi accorgerete di aver cambiato sestiere proprio in cima al Ponte di Rialto perchè noterete, se fate attenzione, che i numeri civici ricominciano da capo!  Dirigendosi a destra, verso l’Accademia, si passa davanti al Teatro Carlo Goldoni, una volta chiamato Teatro San Luca. Qui il famoso commediografo, impegnato dal 1753 nella produzione di commedie e tragicommedie, vi ha trovato fortuna diventando una celebrità nazionale, in particolare nell’ultima stagione, con la messa in scena di “La trilogia della villeggiatura”, “Sior Todero brontolon”, “Le baruffe chiozzotte” e “Una delle ultime sere di carnovale”.

Proseguendo, si arriva in Campo Manin, dove una stretta calle sulla sinistra vi può condurre davanti ad una costruzione che lascia letteralmente senza fiato per la sua bellezza ed imponenza, ma anche proprio perchè là si ritrova all’improvviso, in una zona interna e di poco passaggio: si tratta della Scala Contarini del Bovolo, uno dei più singolari esempi di architettura veneziana di stile rinascimentale, influenzato dal più datato gotico locale. Una serie di logge sovrapposte unisce i vari piani alla scala a chiocciola – in dialetto veneziano “bovolo” – all’interno di una torre cilindrica traforata. Salendo fino al belvedere a cupola, si può ammirare uno speciale panorama sulla città lagunare.
Proseguendo, saprete di essere arrivati in Campo SantoStefano – prima che per la targa – per la presenza della statua del letterato Niccolò Tommaseo, ribattezzato scherzosamente dai veneziani “il caga libri”, dal momento che appoggia il fondoschiena su una folta pila di testi ed è rappresentato in un atteggiamento pensoso, con una penna in mano. Poco più in là vi ha sede il Conservatorio, fondato nel 1876, che ha visto insegnare maestri del calibro di Bruno Maderna o Arturo Benedetti Michelangeli e che ha formato noti musicisti, tra i quali Luigi Nono e Giuseppe Sinopoli.

Sestiere di DORSODURO…

Sempre avanti, si attraversa il Ponte dell’Accademia e ci si trova nel SESTIERE DI DORSODURO. Al n. 352 è collocato Ca’ Dario, la “Casa che uccide”: tutti i proprietari di questo palazzo, progettato da Giovanni Dario nel 1487, hanno avuto una morte violenta, o per incidente o per suicidio. I primi possessori della casa – la figlia illegittima di Giovani Dario e il marito – sono finiti in miseria e successivamente morti; Charles Briggs, un americano che fuggì dall’Italia per un presunto scandalo, morì suicida; anche il manager degli Who, Raul Gardini e Fabrizio Ferrari, tutti morti tragicamente. Le vicine Gallerie dell’Accademia, con le opere dei più importanti pittori veneziani e veneti, sono sicuramente degne di visita. Tra queste, c’è “Il Convito in casa Levi” di Paolo Caliari, detto il Veronese, per il quale l’artista fu protagonista del primo processo sulla libertà di espressione della storia. Il dipinto doveva infatti essere un’Ultima Cena, ma scatenò l’ira dei committenti – i frati di San Zanipolo – per la presenza tra i soggetti di cani, nani e germanici. Il Veronese sfuggì all’Inquisizione semplicemente cambiando il titolo alla propria opera. Ma se si vuole scoprire altri lavori meno noti del Caliari, vi consigliamo di visitare la non lontana chiesa di San Sebastiano dove, si dice, l’artista vi fu imprigionato per un lungo periodo e dove anche vi chiese ed ottenne di essere sepolto.

Sestiere di S. CROCE…

Da San Sebastiano, si fa presto ad arrivare, passando per i famosi Tre Ponti, al SESTIERE DI SANTA CROCE, nel quale rientra Riva de Biasio (con relativa fermata di battello), una denominazione questa volta che non ha niente a che vedere con santi e madonne, ma con il più celebre assassino della laguna. Siamo intorno al 1520 quando questa riva diviene frequentatissima per la presenza dell’Hostaria di Biagio Cargnio, un “luganegher” della Carnia che diventa famoso per il suo delizioso “squazeto” di carne, fino a quando un cliente vi ci trova dentro una falange… e da lì si risolvono i misteri di vent’anni di sparizioni di bambini!

Sestiere di CANNAREGIO…

Dalla sponda del Canal Grande opposta a Riva De Biasio, si è già nel SESTIERE DI CANNAREGIO, dove si può fare shopping lungo la frequentata Strada Nuova – sfregio ottocentesco voluto da Napoleone che ha cancellato canali e piccole calli caratteristiche – che finisce in Campo Santi Apostoli. Girando a sinistra, si può facilmente raggiungere le Fondamenta Nuove, luogo indicato per una romantica e suggestiva passeggiata davanti ad un’affascinante laguna e alle sue misteriose isole, come quella di San Michele, camposanto dei veneziani, fondamenta che terminano nel SESTIERE DI CASTELLO.

Sestiere di CASTELLO…

Oltre, ad esempio, allo storico Arsenale e all’imponente Basilica di San Pietro dell’omonima isola, in questo sestiere vale la pena spingersi fino alla colorita popolarità di Via Garibaldi, forse il luogo che maggiormente conserva il proprio aspetto originario e le tradizioni dei veneziani. Dall’inizio di Via Garibaldi a Piazza San Marco il tratto è breve (Riva degli Schiavoni), ma intervallato da ben sette ponti. Castello termina circa all’altezza del Ponte dei Sospiri, costruzione barocca in pietra d’Istria, realizzata agli inizi del XVII secolo su progetto dell’architetto Antonio Contin per ordine del doge Marino Grimani. Collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove e serviva da passaggio per i reclusi dalle Prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato. Tra i prigionieri più noti, Giordano Bruno, Silvio Pellico, Daniele Manin, Niccolò Tommaseo e Giacomo Casanova. Solo ora che si è proprio a pochi metri e non se ne può fare a meno, e che, magari, nel frattempo si è fatta notte e anche i piccioni sono andati a dormire, visitate pure una magica Piazza San Marco, tutta illuminata!

(a cura di Elena Ferrarese, foto di Edoardo Luppari)