HOTELS, RESTAURANTS, SHOPPING, ARTS AND EVENTS IN VENICE & VENETO

Venezia, città ricca di storia, racchiude in sé piccole e grandi curiosità. Andiamo alla scoperta.

Perché il leone San marco è il simbolo della città?

La simbologia del leone di san Marco deriva da un’antichissima tradizione delle Venezie, secondo la quale un angelo in forma di leone alato avrebbe rivolto al Santo, naufrago nelle lagune, la frase: “Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum.”(“Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo”) preannunciandogli che in quelle terre avrebbe trovato un giorno riposo e venerazione il suo corpo.

Quanti ponti ci sono a Venezia?

Con la costruzione dell’ultimo ponte, quello progettato dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava nel 2008 (Ponte della Costituzione, quarto sul Canal Grande), a Venezia sono saliti a 417 i ponti complessivi, 72 dei quali sono privati. 300 sono stati costruiti in pietra, 60 in ferro, 57 in legno. Fino al 1500 era consentito attraversarli con i cavalli, dunque erano senza gradini.

Come si regola il traffico acqueo?

Come per la terraferma, anche quella in acqua a Venezia deve rispettare regole e segnali. Esistono infatti i cartelli di senso unico e divieto di accesso, mentre esiste un solo semaforo a Venezia su un canale (il Rio Nuovo), anche se non viene più attivato da tempo. Altra regole: le imbarcazioni a motore devono sempre tenere la destra, tranne quando transitano nel Rio Nuovo, qui è d’obbligo la sinistra. Le imbarcazioni a remi hanno l’obbligo di tenere la sinistra. Questo si deve al remo del poppiere, posizionato a destra, che deve essere libero di muoversi.

Quali sono i nomi e cognomi più diffusi?

In assoluto il cognome più diffuso a Venezia è Vianello, a seguire Scarpa. Se ci spostiamo a Burano troviamo Dei Rossi, mentre a Murano è Toso. A Chioggia-Sottomarina la fanno da padrone Boscolo e Tiozzo. I nomi tipici veneziano sono Marco, Alvise, Niccolò e Jacopo. Se invece guardiamo i diminutivi: Bepi (Giuseppe), Toni (Antonio) e Nane (Giovanni).

Chi è stata la prima donna laureata al mondo?

E’ la veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia la prima donna al mondo ad essere laureata. Era il 25 giugno 1678. Elena aveva 32 anni ed esiste una lapide che la ricorda a Palazzo Loredan, una delle sedi del municipio di Venezia.

Perché i soldi si chiamano “schei”?

Il termine “schei” deriva dalla moneta scambiata durante la dominazione asburgica a Venezia, chiamata “Scheidenmunze”. All’epoca veniva abbreviata con il termine, schei. In dialetto veneziano si una anche il termine “franchi”: derivanti dalla denominazione francese.

Come si fa uno spritz perfetto?

A Venezia, ma ora ha conquistato tutta l’Italia, l’aperitivo per antonomasia chiama Spritz. La ricetta è semplice: 1/3 di vino bianco, 1/3 di acqua minerale gasata (o selz) ed 1/3 di liquore. A piacimento si possono aggiungere: limone o oliva. L’origine del nome arriva direttamente dalla dominazione austriaca della città, dal verbo tedesco “spritzen”, che significa “innaffiare”. Questo lo si deve all’alta gradazione dei vini della zona, che venivano “allungati” con minerale o selz. Non potete lasciare la città senza averlo provato.

Come si chiamano le campane di San Marco?

Sono cinque le campane nel Campanile di San Marco, ognuna delle quali con una funzione ben precisa. La “Maleficio” aveva il compito di annunciare alla città le sentenze capitali che venivano eseguite. Spettava alla “Marangona” invece, la campana più grande, indicare l’orario di inizio e fine del lavoro dei “marangoni” (carpentieri) dell’Arsenale. Nel crollo del campanile 1902 fu solo lei a non andare distrutta. Poi c’è la “mezzana”, che rintoccava solo a mezzogiorno, mentre la “Pregadi” annunciava l’orario delle riunioni ai senatori in Palazzo Ducale. La “Trottera” dava il via alle carrozze dei nobili per la convocazione in Palazzo Ducale.

Quando è entrato in servizio il primo vaporetto?

Era 1881 quando il “Regina Margherita”, primo vaporetto della storia veneziana, è entrato in servizio, in occasione del “Congresso di Geografia”. Il nome lo si deve al suo sistema di trazione, quello a vapore. Dalla sua creazione l’estetica non è cambiata molto nel corso degli anni diventando uno dei simboli della Serenissima. Ora è diventato il sistema principale di spostamento tra le isole veneziane.

Cosa sono le “bricole” e “paline”?

Sono nati nel 1439 e da allora indicano i limite tra un canale navigabile e la secca. Si tratta di pali di legno (Acacia “Robina”) piantati nel fondo della laguna. Si possono trovare singoli (detto “palina”) oppure gruppi di tre o più (“bricola”). Si possono trovare all’interno di canali cittadini come ormeggio per le  barche.

Quanto misura la calle più stretta?

Nelle vicinanze di Campo San Canciano c’è la calle più stretta di tutta Venezia: si tratta della Calletta Varisco: ben 53 centimetri.

Dati utili