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La città lagunare racchiude storie e misteri in ogni suo angolo e lungo tutta la sua mitica storia. Lo sa bene Alberto Toso Fei, che da più di dieci anni si occupa con dovizia d’argomenti di questo tema, così come si può notare nel suo prezioso ultimo libro “Misteri di Venezia, sette notti tra storia e mito, leggende, fantasmi, enigmi e curiosità” (Studio LT2, 2011).

Proprio da questa fonte si può osservare come una zona particolarmente curiosa e misteriosa sia, ad esempio, quella intorno a Campo Santo Stefano, a partire dalla chiesa stessa che dà nome al campo: sapevate che è stata riconsacrata ben sei volte? Probabilmente per i fatti di sangue avvenuti all’interno, ma c’è chi sostiene sia per la continua comparsa di macchie di sangue sul soffitto.

Svoltate ora in Calle delle botteghe: quest’area era molto frequentata dai tedeschi che erano soprattutto “calegheri” (calzolai): ne si trova riscontro in una lapide e nel capitello di una colonna, dove si possono notare esempi di calzature del ‘500 e ‘600. In tema di antichità, già che ci siete, non potete non soffermarvi un pochino in questa calle a dare un’occhiata alla galleria d’arte e antiquariato di Federico Gorini, Kleine Galerie, dove scovare libri rari, preziose stampe antiche e maioliche; alla Giorgio Mastinu Fine Art (disegni, stampe, fotografie, documenti di arte moderna e contemporanea); agli originali tappeti e tessuti antichi ed arte orientale di Augusto Rillosi.

Da Calle delle botteghe si può poi entrare a destrain Campiello Novo o dei Morti. Già il nome non promette bene… ma non è l’unica località che possiede questa lugubre denominazione: si chiama così perché vi esisteva un cimitero, prima degli editti di Napoleone. Qui in particolare venivano sepolti i frati della Chiesa di Santo Stefano. Il fatto che il campiello sia rialzato ha fatto supporre che, dopo la pestilenza del 1630, sia stato fatto per i molti cadaveri da seppellire, quindi per questioni igieniche.

Sarebbe davvero un po’ forzato dirvi che i vicini specchi a forma di teschio di Stefano & Sandro Zanin – il cui negozio si trova ad un minuto di distanza, in Salizada San Samuele – abbiano forse preso ispirazione da queste storie, ma di certo possiamo assicurarvi che vale la pena fare due passi ad ammirare anche le altre loro creazioni che mescolano la tradizione del vetro con figure moderne e creative.