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La tendenza dell’estate 2011 è quella di connettersi alle reti Wi-Fi sotto l’ombrellone, ed anche la spiaggia di San Nicoletto del Lido di Venezia è stata dotata di connessione senza fili. Ma agli ‘spiaggiomani‘ di fine stagione, o a chi staziona per la 69° Mostra del Cinema – assorbito da proiezioni di anteprime e turni di picchetto suoi luoghi di arrivo dei VIP – nella stretta isola veneziana, consigliamo di utilizzare le pause anche per andare a scoprire i tesori nascosti nelle zone meno frequentate.

Il Lido, raggiungibile dalla città e dalla terraferma solo con motonavi e vaporetti di linea, si estende per circa 12 km dal porto di San Nicolò fino a Malamocco, le due bocche che mettono a contatto laguna e mare e che consentono il passaggio delle navi. È diviso in dieci zone che si differenziano per caratteristiche fisiche e per essere state popolate in periodi spesso lontani tra loro da comunità di origini diverse.

A dispetto della sua esiguità, è curiosamente fornita di strade carrozzabili e di un aeroporto. Nemmeno il suo valore storico è rapportabile al suo metraggio, avendo avuto per secoli funzione difensiva a protezione di Venezia. È solo a partire dalla seconda metà dell’800 che viene riconosciuta quale località balneare, caratterizzata dalle tipiche capanne composte da cabina e veranda e dalla sabbia fine e dorata. Il primo stabilimento balneare è stato aperto dal cavalier Giovanni Busetto detto “Fisola”, che ha dato il via al turismo vero e proprio, e successivamente all’era delle costruzioni di alberghi esclusivi, dedicati agli aristocratici europei.

Ma il mito vuole che il primo ad invaghirsi del Lido sia stato il poeta e politico inglese George Byron, che percorreva al galoppo le spiagge deserte dell’isola, fino ad arrivare davanti alla chiesa di S. Nicolò, tuffarsi nel bacino e tornare a Venezia a nuoto fino a Palazzo Mocenigo, affacciato sul Canal Grande, dove viveva.

L’attuale fase di rifacimento del look – il nuovo Palazzo del Cinema, la riconversione dei volumi dell’ex Ospedale al Mare, il Terminal del servizio pubblico di linea in Piazzale Santa Maria Elisabetta – non intaccherà il fascino dello stile Liberty delle ville lidensi, che da sole possono bastare ad una lezione di storia dell’arte. Se ne trovano diverse percorrendo la Riviera San Nicolò.

Inoltre, partendo dal centro di S. Maria Elisabetta, il solo percorso della Riviera San Nicolò vi permetterà di incrociare più monumenti di valore: il Tempio Votivo, sede delle spoglie di Nazario Sauro, Sacrario militare eretto dopo la prima guerra mondiale in memoria dei caduti su progetto dellʼarchitetto Giuseppe Torres; l’Antico Cimitero Ebraico, spazio concesso dalla Repubblica di Venezia ai rappresentanti della comunità israelitica, di cui la prima lapide conservata, quella di Samuel den Shinshon, risale al 1389; il Ridotto, la più grande fortificazione dell’isola dove, nel giorno dell’Ascensione, si celebra tutti gli anni l’antica cerimonia dello Sposalizio del Mare.

Torniamo in Piazzale S. Maria Elisabetta (punto di riferimento per turisti e ‘nuovi’ del Lido) per percorrere il Gran Viale, il corso principale che attraversa perpendicolarmente l’isola portandovi dalla laguna al mare. Circa a metà strada, si può ammirare sulla destra il Grande Albergo Ausonia & Hungaria, spettacolare opera d’Art Nouveau, costruita nel 1905 e restaurata di recente. La sua facciata (1914) è la più grande d’Europa ed è ricoperta interamente di maiolica policroma: più di 7000 piastrelle tutte modellate a bassorilievo.

Giriamo a destra alla fine del Gran Viale. Il Lungomare Marconi ci riporta alla mondanità degli anni ’20 con lo storico “Hotel dei bagni”, chiamato poi Grand Hotel Des Bains, celebre location decadente del finale del film “Morte a Venezia” di Luchino Visconti con Dirk Bogarde. È anche meta di registi e attori nel periodo della Mostra del Cinema insieme al Grand Hotel Excelsior, capolavoro neoclassico orientaleggiante che ha ospitato sulla sua terrazza le proiezioni della prima Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1932, ideata dal conte Giuseppe Volpi di Misurata.

Se, respirando la brezza di mare ed il profumo di bagnoschiuma proveniente dalle docce dei bagnanti, vi fosse venuta voglia di un tuffo, vale la pena spingersi fino agli Alberoni. Più che in autobus, vi consigliamo di arrivarci in bicicletta, proseguendo lungo i caratteristici Murazzi che costeggiano il mare. I Murazzi costituiscono una muraglia di blocchi di pietra d’Istria creata nel ‘700 per proteggere l’isola dalle mareggiate, perfezionata nell’800 dall’ingegnere idraulico Pietro Paleocapa, autore anche delle dighe alle bocche di porto.

L’Oasi degli Alberoni è un’area protetta, nota per le dune di sabbia modellate dai venti e dalle maree, per la vegetazione spontanea, per la fauna caratteristica (allodole, gruccioni, fratini e piovanelli, ballerine e garzette) e per la frequenza di… tintarelle integrali. Chissà che anche qualche attrice del cast dei film in Mostra non segua i nostri consigli…

Testo e foto di Elena Ferrarese