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La zona di San Samuele


Ci sono personaggi che, per storia o leggenda, rimangono in tal maniera impressi nella memoria comune da diventare appellativi. È il caso di Casanova, il seduttore per eccellenza. Nonostante abbia vissuto in varie città europee, la sua figura è strettamente legata a Venezia, città dove è nato, cresciuto, dove si sono sviluppate le sue incalcolabili imprese amorose e le sue convinzioni sulle arti occulte e dov’è stato imprigionato. La città lagunare, rimasta in certi aspetti immutata rispetto agli anni di Giacomo Casanova, permette di respirarne ancora il fascino e il mistero.

Invitiamo allora le donne in particolare a recarsi nella zona più segnata dal passaggio del seduttore, quella di San Samuele, a pochi passi dall’Accademia, lì dove tutto è iniziato (anche perché si trovano interessanti negozi per fare un po’ di shopping…). Nel campo omonimo, a fianco a Palazzo Grassi, la chiesa dove si sono celebrate le nozze di Gaetano e Giovanna Maria Farussi (detta Zanetta o La Buranella), genitori di Giacomo, ed il battesimo dello stesso. Qui ha inizio la sua mancata ‘carriera ecclesiastica’, spinto dal protettore, nonché probabile padre naturale, Michele Grimani. Di lato, s’imbocca calle della Commedia, oggi Calle Malipiero, dove da un epigrafe si legge: “In una casa di questa calle/ già calle della Commedia/ nacque il 2 aprile 1725/ Giacomo Casanova”. Da qui, girando a destra, potete fare tappa da Cashmeandgo per trovare il vostro originale, unico ed esclusivo pezzo in cashmere, pelle, seta, disegnato da Orsola Foscari e Giovanna Cipriani.

Poco distante, verso destra, calle e Corte De Le Muneghe, dove abitava la nonna Marzia Baldissera in Farussi che l’ha cresciuto, essendo orfano di padre a soli otto anni e con la madre, attrice, sempre in viaggio. In questa zona, prima degli studi di diritto all’università di Padova, il protagonista frequentava la casa di una maestra di ricamo, dove giovani fanciulle lavoravano al tombolo: il suo cuore era stato rapito da Angela (1742) ma, vista l’inflessibilità della fanciulla, aveva ripiegato sulle sorelle Marton e Nanette, che gli avevano fatto recapitare un pacco con lo stampo di cera con l’impronta della chiave della camera da letto di entrambe: “Alla fine dissi loro: ciò che abbiamo fatto è stato opera dell’amore, e nessuno mi parli più di Angela”. A Casanova non servivano gioielli per conquistare le donne, ma quelli dell’artista Alessandro Palwer, qualche passo più avanti, in Salizada San Samuele, vi affascineranno quanto Casanova. Tra poco è Natale…

Testo e foto di Elena Ferrarese