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L’acqua vien su per i turisti xe beo, domandeghe a me mare che va sott’acqua col careo’.

Citazione della recente canzone ‘Degheio a Venexia’ (traduzione: “Disastro a Venezia”) dei veneziani Big Mike e Giallo (La Stanzetta Production) che esplicita in modo semplice il confronto tra l’impressione dei turisti e le difficoltà quotidiane dei residenti.

Residenti e commercianti sono consci dell’evento naturale legato alle maree (ma aggravato purtroppo alla disarmante incuria dell’uomo, si pensi al moto ondoso) e sanno come gestirlo, con tutti i disagi connessi ai trasporti e al traffico acqueo, seppur con rassegnazione e con la speranza che l’acqua non raggiunga mai livelli disastrosi.

Turisti: quando i media annunciano l’arrivo dell’acqua alta, c’è chi disdice le prenotazioni alberghiere e chi, invece, prenota apposta per assistere ad un fenomeno così peculiare della città lagunare. Si percepisce una certa confusione ed ignoranza sull’argomento.

Trovandoci nei mesi più colpiti dal fenomeno, proponiamo una breve ‘Guida all’acqua alta’, più curiosa che tecnica, più utile che polemica.

Cos’e’

L’acqua alta non è un’alluvione, non è altro che una marea elevata che si verifica con regolarità nell’Adriatico settentrionale, frequente soprattutto nel periodo autunnale-invernale, quando danno man forte anche i venti di scirocco e le piogge. Sembrano contribuire all’avvento del fenomeno le fasi lunari e solari di novilunio e plenilunio e gli equinozi.

“Acqua Alta a Venezia” vuol dire che una parte della città è sommersa dall’alta marea. Venezia è un insieme di isole la cui altezza varia da zona a zona (da circa 80 fino a 170 centimetri sul livello del mare). Spesso i telegiornali accompagnano i servizi riguardanti l’argomento con riprese di Piazza San Marco, la zona più bassa e quindi che si allaga più facilmente, magari usando immagini di repertorio che enfatizzano la realtà. (Ed ecco che i parenti da lontano telefonano preoccupati, pensando che sia possibile muoversi solo nuotando, mentre il veneziano, come è il più delle volte, non si è accorto di nulla perché è successo mentre dormiva).

Sotto gli 80 centimetri non si può neanche parlare di acqua alta. A 100 centimetri la superficie del Centro Storico è invasa al 5%. Se il livello previsto è superiore ai 110, tre ore prima dell’arrivo dell’acqua suonano le sirene e vengono inviati sms a chi si è iscritto all’apposito servizio informativo del Centro Maree comunale. Dai 130 centimetri si copre il 43% della superficie e la situazione inizia ad essere critica. A 140 si parla di emergenza (si fa riferimento al livello medio del mare del 1897 misurato a Punta della Salute).

Dai dati forniti dal Comune di Venezia (campione 1966-2009), sappiamo che l’acqua alta supera i 110 cm in media circa quattro  volte all’anno. Non bisogna dimenticare, comunque, che l’acqua segue il ciclo della marea (sei ore cresce e sei cala), quindi dura solo per le ore centrali della fase crescente, in genere per circa 3-4 ore. Una volta calata, la città ritorna alla sua normalità. Nel frattempo, vengono predisposte le passerelle per assicurare il transito dei flussi principali (e quelli più turistici).

La Storia

Il 4 novembre 1966 l’acqua crebbe fino a tal punto che non si ricorda a memoria d’uomo (+194 cm). Altri eventi eccezionali si sono verificati il 22 dicembre 1979 (+166 cm), il 1 febbraio 1986 (+158 cm), l’1 dicembre 2008 (+156 cm, anche se si parla di +170 cm secondo fonti non ufficiali). Ma prima di questi rilevamenti?

Significativo è il calendario tratto dal volume “Venezia e il problema delle acque alte” di A. Giordani Soika pubblicato nel 1976, di cui riportiamo qualche dato:

589
“Un antichissima cronaca rappresenta che nel sesto secolo crebbero a dismisura le acque e così durevole fu l’inondazione che què popoli dicevano non in terra neque in aqua sumus viventes”

782
“c’era tanta abbondanza d’acqua che tutte le isole furono somerse”

885
“Diluvium aquarum maximum ecclesias et domos penetravit”

9 marzo 1102
“Grande inondazione con bufera e turbine”

20 dicembre 1283
“Orribile inondazione; la città è salva per miracolo”

25 febbraio 1341
“l’acqua crebbe più che si ricordasse, guastando pozzi infiniti e arrivando fino alla Loggia di Mestre”

10 agosto 1410
“aqua grande crescente per tutta la terra, che non fu mai veduto plui a questo tempo inondazion de aque. Perirono molte barche, e di quelli che venivano dalla fiera di Mestre e altri luoghi s’annegarono quasi mille persone. Caddero molti camini, il campanile di S. Fosca con rovina di molte case…”

16 ottobre 1521
“Vi fu alta marea, per cui si difficoltava l’uscir di casa”

18-19 dicembre 1600
“crebbe il mare con tanto impeto che, rotto in diversi luoghi ilLido, corsero così alte l’acque nella città che le barche andavano per la piazza S. Marco, e per altre strade con danno notevolizzimo di molte merci, guastando quasi tutti i pozzi, e non c’era memoria che l’acque sieno state per l’addietro a tal segno”

28 novembre 1742
“Acqua altissima”

31 ottobre 1749
“Andavasi in barca per la piazza”

5 dicembre 1839
“Acqua alta fino ai primi gradini della porta del Seminario alle Zattere”

1867
“L’acqua arriva a 153 cm.”

Come comportarsi

Prima cosa: informarsi. Ottima fonte d’informazione sulle previsioni di marea è il sito ufficiale del Comune di Venezia, disponibile anche in inglese. E’ attivo un servizio telefonico di previsioni (tel. 0412411996) e di informazioni generali (tel. 0412748787) a cura del Centro Previsioni e Segnalazioni Maree.

Seconda cosa: fate come fanno i veneziani. I negozi e i residenti nei pianoterra si attrezzano con delle paratie o alzando in ripiani la merce per evitare che l’acqua rovini tutto. Ai cittadini basta portarsi dietro gli stivali, ma spesso per un eccessivo ottimismo aggiunto alla pigrizia li lasciano a casa. Ecco allora i rimedi più comuni se ci s’imbatte all’improvviso in calli impraticabili: allacciarsi sacchetti intorno alle scarpe, possibilmente non bucati; aggrapparsi agli altri amici che hanno gli stivali; provare con l’arrampicata sulle pareti delle case che incorniciano la calle; domandarsi: ‘ma siamo sicuri che non ci sia proprio un’altra strada?’.

Invece, dove si può approfittare delle passerelle, sappiate che bisogna camminarci sopra rispettando il doppio senso di circolazione, senza fermarsi: non intralcerete chi ha fretta e chi deve lavorare.

Curiosità

Sirene

Dal 7 dicembre 2007 esiste un nuovo sistema di segnali acustici. Una sirena simile a quella tradizionale richiama l’attenzione sull’allarme-marea. Segue un segnale che indica il livello di marea previsto, basta contare i suoni. I ‘livelli sonori’ sono quattro:

110 cm: un suono prolungato sulla stessa “nota”
120 cm: due suoni in scala crescente
130 cm: tre suoni in scala crescente
140 cm e oltre: quattro suoni in scala crescente

L’acqua alta non è un disagio per tutti…

Ricordiamo l’impresa del surfer olandese Duncan Zuur, atleta Red Bull, che nel dicembre del 2008 ha realizzato il suo sogno: attraversare Piazza San Marco a Venezia a bordo del suo wakeboard.

La libreria “Acqua Alta” di Luigi Frizzo

In Calle longa S. Maria Formosa 5176 esiste una libreria unica nel suo genere, dove perdersi tra pubblicazioni su Venezia in tutte le lingue e case editrici, libri di seconda mano, letteratura antica e moderna, saggi, fumetti, monografie, tutti accatastati su barche, gondole e vasche da bagno. Non si chiama così per caso: essendo il locale situato sotto il piano stradale, in caso di alta marea l’acqua entra dall’”Uscita di Sicurezza”, un portone dove finisce la libreria. Insieme all’acqua, anche i pesci qui si permettono spesso una gita culturale!

Testo e foto di Elena Ferrarese