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Il paese più rappresentato a Venezia è la Francia, con quattro lungometraggi, segue l’Italia con tre. C’è tanta Europa nella rassegna che è pronta a partire. Tra i fuori concorso ci saranno, tra gli altri, The sound and the fury di James Franco, La trattativa di Sabina Guzzanti e Nymphomaniac volume II director’s cut di Lars Von Trier. Nella sezione Orizzonti saranno proiettati The president di Mohsen Makhmalbaf, Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, e Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco.

Questi i film in gara a Venezia 71: The Cut (Fatih Akin), A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence (Roy Andersson), 99 Homes (Ramin Bahrani), (Tales) (Rakhshan Bani-Etemad Ghessha), La rancon de la gloire (Xavier Beauvois), Hungry Hearts (Saverio Costanzo), Le dernier coup de marteau (Alix Delaporte), Pasolini (Abel Ferrera), Manglehorn (David Gordon Green), Birdman or the Unexpected Virtue of Ignorance (Alejandro Gonzalez Inarritu), 3 coeurs (Benoit Jacquot), The Postman’s White Nights (Andrei Konchalovsky), Il giovane favoloso (Mario Martone), Sivas (Kaan Mujdeci), Anime nere (Francesco Munzi), Good Kill (Andrew Niccol), Loin des hommes (David Oelhoffen), The Look of Silence (Joshua Oppenheimer), Nobi-Fires on the Plain (Shinya Tsukamoto) e Red Amnesia (Wang Xiaoshuai).

E’ stato affidato ad Alexandre Desplat, compositore francese di musiche da film internazionalmente riconosciuto, la presidenza della giuria internazionale. Assieme a lui ci saranno Joan Chen, attrice e regista cinese nota per la sua partecipazione a “L’ultimo imperatore” di Bertolucci e alla serie “Twin Peaks”, il regista tedesco Philip Groning, la regista austriaca Jessica Hausner, la scrittrice statunitense di origine indiana Jhumpa Lahiri (premio Pulitzer con “L’interprete dei malanni”), la costumista inglese Sandy Powell, vincitrice di tre premi Oscar. Atteso anche l’attore inglese Tim Roth e il regista palestinese Elia Suleiman. A rappresentare l’Italia il regista e attore Carlo Verdone. La giuria dovrà assegnare: Leone d’Oro per il miglior film; Leone d’Argento per la migliore regia; Gran Premio della Giuria; Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile; Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergenti; Premio per la migliore sceneggiatura; Premio Speciale della Giuria.

Glamour e star sono attese sul red carpet veneziano. Tra concorso e altre sezioni anche quest’anno il tappeto rosso sarà superfotografato, grazie soprattutto alle star made in Usa. Sono attesi Edward Norton, Emma Stone, Michael Keaton, Naomi Watts, Al Pacino, Holly Hunter, David Gordon Green, Andrew Garfield, Michael Shannon. E ancora Ethan Hawke, Viggo Mortensen, Owen Wilson, Jennifer Aniston, Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Bill Murray e James Franco. Ed inoltre Michele Alhaique, Pierfrancesco Favino, Renato De Maria e Isabella Ferrari.

La mostra di Venezia, per bocca del direttore Alberto Barbera, intende offrire “non solo una fotografia del presente, ma la capacità di vedere le cose in altro modo, di percepire ciò che talvolta risulta invisibile o poco chiaro, di venire a contatto con un altro cinema possibile, di intuire percorsi alternativi o semplicemente prossimi a venire”.

“Rendere conto della complessità del presente senza semplificazioni riduttive, guardarsi intorno con curiosità priva di pregiudizi e la speranza di scoprire l’affiorare del nuovo, predisporsi a decifrare i segni della diversità sin dentro la superficie apparentemente omologata, intuire l’emergere di un nuovo autore o di un’inedita strategia produttiva dalla quale scaturirà la scintilla di un rinnovamento da tutti auspicato e non ancora dispiegato”, prosegue Barbera. A due cineasti statunitensi, alla montatrice Thelma Schoonmaker e al regista e documentarista Frederick Wiseman, sono andati i Leoni d’oro alla carriera.

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