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	<title>2venice &#187; Itinerari</title>
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	<description>Your guide to Venice and more</description>
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		<title>Fortuny</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[un’azienda storica veneziana di tessuti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/fortuny-Colourismo-2012-FINAL-1712.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4482" title="fortuny-Colourismo-2012-FINAL-171" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/fortuny-Colourismo-2012-FINAL-1712-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Fortuny è un’azienda storica veneziana di tessuti aperta nel 1922 sulle spoglie di un vecchio convento nell’Isola della Giudecca a Venezia. La fondò Mariano Fortuny y Mandrazo, pittore, scenografo, fotografo, collezionista ma soprattutto disegnatore di tessuti e abiti che sono diventati capisaldi nella storia della moda, come l&#8217;abito Delphos o lo scialle Knossos. Questi capi in seta, così come i mantelli o le vestaglie in velluto, erano interamente realizzati nel laboratorio di Palazzo Pesaro degli Orfei a Venezia, dove Mariano Fortuny abitava: la lavorazione dei tessuti, la loro tintura e stampa, e infine la decorazione con elementi accessori, come le perle di Murano che decoravano i bordi dei Delphos. Non appena le attività si estesero all’allestimento di spazi espositivi e alla progettazione di interni, furono necessari nuovi spazi per la produzione, abbastanza ampi da contenere le lunghe pezze di cotone con cui realizzare tendaggi, parati e rivestimenti in tessuto. Fu su queste basi che venne aperta la grande fabbrica della Giudecca, la cui ampia struttura poteva contenere tessuti stesi ad asciugare all’aria anche per più giorni.</p>
<p>Oggi Palazzo Pesaro degli Orfei è diventato il Museo Fortuny e ha mantenuto intatti gli arredi del suo proprietario, pur ospitando importanti ed innovative mostre d’arte contempo- ranea. La fabbrica, invece, continua a produrre con le stesse tecniche e le stesse macchine inventate da Mariano Fortuny. Anche se il suo quartier generale si trova in uno storico grattacielo di Manhattan, il Decoration and Design Building, Fortuny sta ridando centralità a Venezia e si sta rivolgendo nuovamente al mercato europeo. A Venezia la fabbrica, i cui spazi di produzione sono tutt’ora chiusi al pubblico ospita al piano terra un elegante showroom che ripropone cent’anni dopo quell’atmosfera di accoglienza di alta gamma e di in- formalità elegante che caratterizzava l’atelier Fortuny di Pa- lazzo Pesaro degli Orfei.</p>
<p><strong>Orari d’apertura:</strong></p>
<p>da Maggio ad Ottobre: da Lunedì a Sabato 10 – 13; 14 – 18 da Novembre ad Aprile: da Lunedì a Venerdì 10 – 13; 14 – 18</p>
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		<title>Leggende e Curiosità attorno a Campo Santo Stefano</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[La città lagunare racchiude storie e misteri in ogni suo angolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/photo-from-flickr-by-James-Macdonald.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4469" title="photo from flickr by James Macdonald" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/photo-from-flickr-by-James-Macdonald-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La città lagunare racchiude storie e misteri in ogni suo angolo e lungo tutta la sua mitica storia. Lo sa bene <strong>Alberto Toso Fei</strong>, che da più di dieci anni si occupa con dovizia d’argomenti di questo tema, così come si può notare nel suo prezioso ultimo libro “<strong>Misteri di Venezia, sette notti tra storia e mito, leggende, fantasmi, enigmi e curiosità</strong>” (Studio LT2, 2011).</p>
<p>Proprio da questa fonte si può osservare come una zona particolarmente curiosa e misteriosa sia, ad esempio, quella intorno a <strong>Campo Santo Stefano</strong>, a partire dalla <strong>chiesa</strong> stessa che dà nome al campo: sapevate che è stata riconsacrata ben sei volte? Probabilmente per i fatti di sangue avvenuti all’interno, ma c’è chi sostiene sia per la continua comparsa di macchie di sangue sul soffitto.</p>
<p>Svoltate ora in <strong>Calle delle botteghe</strong>: quest’area era molto frequentata dai tedeschi che erano soprattutto “calegheri” (calzolai): ne si trova riscontro in una lapide e nel capitello di una colonna, dove si possono notare esempi di calzature del ‘500 e ‘600. In tema di antichità, già che ci siete, non potete non soffermarvi un pochino in questa calle a dare un’occhiata alla galleria d&#8217;arte e antiquariato di Federico Gorini, <strong>Kleine Galerie,</strong> dove scovare libri rari, preziose stampe antiche e maioliche; alla <strong>Giorgio Mastinu Fine Art</strong> (disegni, stampe, fotografie, documenti di arte moderna e contemporanea); agli originali tappeti e tessuti antichi ed arte orientale di <strong>Augusto Rillosi</strong>.</p>
<p>Da <strong>Calle delle botteghe</strong> si può poi entrare a destra<a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/photo-from-flickr-by-stevecadman.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4472" title="photo from flickr by stevecadman" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/photo-from-flickr-by-stevecadman-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>in <strong>Campiello Novo o dei Morti</strong>. Già il nome non promette bene… ma non è l’unica località che possiede questa lugubre denominazione: si chiama così perché vi esisteva un cimitero, prima degli editti di Napoleone. Qui in particolare venivano sepolti i frati della Chiesa di Santo Stefano. Il fatto che il campiello sia rialzato ha fatto supporre che, dopo la pestilenza del 1630, sia stato fatto per i molti cadaveri da seppellire, quindi per questioni igieniche.</p>
<p>Sarebbe davvero un po’ forzato dirvi che i vicini specchi a forma di teschio di <strong>Stefano &amp; Sandro Zanin</strong> – il cui negozio si trova ad un minuto di distanza, in <strong>Salizada San Samuele</strong> &#8211; abbiano forse preso ispirazione da queste storie, ma di certo possiamo assicurarvi che vale la pena fare due passi ad ammirare anche le altre loro creazioni che mescolano la tradizione del vetro con figure moderne e creative.</p>
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		<title>Le Sagre a Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 06:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Spazio alle feste dell’estate più popolari e meno turistiche
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spazio alle feste dell’estate più popolari e meno turistiche</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/1photo-from-flickr-by-silvia_c771.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4459" title="1photo from flickr by silvia_c77" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/1photo-from-flickr-by-silvia_c771-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Cos’è per i veneziani sinonimo di ‘estate’?</strong> Spiaggione, barchino, Murazzi del Lido, spritz al sole. Ma aggiungerei qualcosa a questo elenco, qualcosa che forse chi non abita in isola non penserebbe di poter trovare anche qui: <strong>sagra</strong>!</p>
<p>Ebbene si, anche in una delle città più visitate del mondo, la più turistica e sempre più turismo-strumentale, non sono ancora fortunatamente andate perdute le feste paesane &#8211; anzi, in questo caso è più giusto dire di quartiere &#8211; che prendono vita in particolar modo nella stagione estiva.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/2photo-from-flickr-by-pedro-prats1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4460" title="2photo from flickr by pedro prats" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/2photo-from-flickr-by-pedro-prats1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Le sagre sono legate a manifestazioni religiose, caratterizzate per la maggiore da giornate di <strong>messe, processioni, regate,</strong> <strong>spettacoli, specialità gastronomiche locali</strong>, ma si sa che alla sera, ad un certo punto, tra musica e birre degli stand, la religione si perde un po’ di vista&#8230; forse si arriva a dire una preghierina per avere la forza di tornare a casa!</p>
<p>Andiamo per ordine. Solitamente <strong>intorno alla metà di giugno</strong> c’è la <strong>FESTA DI SANT’ANTONIO </strong>a <strong>San Francesco della Vigna (Sestiere di Castello)</strong> con un programma di spettacoli che si rinnova ogni anno. Organizzata dall&#8217;Associazione San Francesco della Vigna, propone serate di ballo, teatro e concerti dal vivo. Tra le band quasi sempre presenti in programma, Il Collettino, il cui leader è il mitico Massimo Tuia, con il suo repertorio ironico e demenziale in veneziano. Pesce fritto e ‘pasta e fasioi’ sono in genere i piatti più in voga tra chi si ferma a cena.</p>
<p>Segue la Festa di Sant’Antonio quella <strong>de SAN PIERO DE CASTEO </strong>a <strong>fine giugno</strong>, <strong>primi di luglio</strong>. È forse una delle più suggestive perché si svolge davanti alla chiesa omonima e nell’unico ‘<strong>campo</strong>’ che ha mantenuto il manto erboso da cui deriva il nome (visto che i campi a Venezia sono stati pavimentati in cotto, in mattoni o selciato). I veneziani si preparano ore prima in coda davanti allo stand gastronomico per mangiare ‘bigoi in salsa’, fritture, ‘pasta e peoci’, costicine e salsicce, mentre chi arriva tardi e non ha voglia di aspettare si ferma al bar sotto il campanile per un panino o un gelato. I gruppi musicali ospitati sono spesso cover band.</p>
<p>L’origine della <strong>FESTA DELLA MADONNA DI MARINA di Malamocco</strong> <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/3photo-from-flickr-by-Torcello-Trio1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4461" title="3photo from flickr by Torcello Trio" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/3photo-from-flickr-by-Torcello-Trio1-300x254.jpg" alt="" width="300" height="254" /></a>risale ad un racconto legato alla devozione popolare che vuole che un tronco di legno, portato a casa da un abitante di Malamocco, sparisse per tre volte, per ricomparire dove era stato trovato e materializzarsi nell’immagine della Vergine Maria. Dal XIV secolo si ricorda il miracolo della Madonna &#8220;del zocco&#8221;, detta poi &#8220;Madonna di Marina&#8221; e <strong>a luglio</strong>, oltre alle iniziative legate alla tradizione religiosa, <strong>in Piazza Maggiore e nel Piazzale di Malamocco</strong> si allestiscono mercatini, mostre artistiche e di artigianato, musica, ballo, teatro, fuochi d&#8217;artificio e la tombola finale.</p>
<p>&#8220;<em>A Venexia se divertimo ancora cussì&#8230;&#8221;,</em> è il motto della <strong>FESTA BENEFICA DI SAN GIACOMO DA L&#8217;ORIO</strong> che si tiene nel campo <strong>omonimo (Sestiere di Santa Croce) </strong>circa <strong>a metà luglio</strong> e che finora ha riscosso con grande successo, in barba ad alcuni poco tolleranti abitanti della zona. Sul palco della sagra si sono alternate le migliori band della città lagunare (ma non solo) per intrattenere la gente che si ferma a banchettare tra una grigliata e un buon vino. I volontari ce la mettono tutta per un’ottima resa della festa: come minimo, bisogna giocare alla Pesca di Beneficenza. Forse la famosa ‘bicicletta’ è ancora in palio…</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/4photo-from-flickr-by-mcalamelli1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4462" title="4photo from flickr by mcalamelli" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/4photo-from-flickr-by-mcalamelli1-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>Ad agosto</strong>, tutti a <strong>Pellestrina</strong>! La <strong>FESTA DI SANTO STEFANO PORTOSECCO</strong> è un’ottima occasione per visitare questa caratteristica isola di pescatori (e, appunto, farsi magari una bella scorpacciata di pesce). L’anno scorso, tra gli spettacoli in cartellone c’era quello dei noti comici veneziani “Carlo e Giorgio”.</p>
<p>Chissà se anche quest’anno si potrà degnamente chiudere la stagione delle sagre con la mitica <strong>FESTA DEL MOSTO DI SANT’ERASMO</strong>, <strong>la prima domenica di ottobre</strong>. Il mosto che si degusta qui proviene dalle vendemmie effettuate alcuni giorni prima nell&#8217;isola, così come negli stand si possono trovare prodotti e piatti preparati con ingredienti del posto, come quelli dei carri agricoli che il parroco benedice la mattina della festa. L’<strong>Isola di Sant’Erasmo </strong>è raggiungibile con i vaporetti Actv dalle Fondamenta Nuove ed è proprio considerata ‘<em>l’orto di Venezia</em>’ per la sua vigorosa produzione di frutta e ortaggi.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/5photo-from-www.comune.venezia.it_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4463" title="5photo from www.comune.venezia.it" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/04/5photo-from-www.comune.venezia.it_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>(Informazioni su www.elforce.altervista.org).</p>
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		<title>Made in Venice: Arti e Mestieri nella Zona di San Samuele</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 14:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arte del vetro, quella del ricamo e del merletto, le maschere di cartapesta, il pavimento alla veneziana, i tessuti, i gioielli…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/03/photo-from-flickr-by-Son-of-Groucho-copy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4319" title="photo-from-flickr-by-Son-of-Groucho copy" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/03/photo-from-flickr-by-Son-of-Groucho-copy-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a>L’arte del vetro, quella del ricamo e del merletto, le maschere di cartapesta, il pavimento alla veneziana, i tessuti, i gioielli… Questi ed altri prodotti artigianali ancora oggi rendono la città lagunare celebre in tutto il mondo, prodotti che troviamo tra gli arredi delle residenze reali o della Casa Bianca.</p>
<p>Sono poche però ancora le attività che resistono alle minacce della globalizzazione di massa o all’incapacità di tramandare un mestiere. Un buon esempio è quello di <strong><a href="http://www.2venice.it/gallerie-darte-e-antichita/stefano-sandro-zanin/" target="_blank">Stefano &amp; Sandro Zanin</a></strong>: nella zona di San Samuele trovate, vicino a Palazzo Grassi e all’Accademia, sia il loro laboratorio (in Salizada Malipiero), dove si praticano le antiche arti della doratura, argentatura, laccatura, decorazione, tramandate di padre in figlio, che il negozio (in Salizada San Samuele), dove ammirare in particolare come la tradizione del vetro si incontri con forme moderne e creative.</p>
<p>Due veneziane d.o.c., Giovanna Cipriani ed Orsola Foscari, hanno scelto la stessa zona, ricca di gallerie artistiche e negozi di artigianato, per un progetto all’insegna del “tutto fatto a mano”. Nel loro negozio, <strong><a href="http://www.2venice.it/shopping/cashmeandgo/" target="_blank">Cashmeandgo</a></strong>, si possono ordinare pezzi su misura grazie ad una produzione artigianale, realizzata con materiali di prima qualità, a cominciare dai filati cachemire, fino alla seta e alla pelle, recuperando ed rimarcando il valore del tessuto. Grazie ai contatti con Bisanzio, Venezia è sempre stata caratterizzata da una raffinata produzione di tessuti, sete e velluti, basti pensare ai tessuti Fortuny, i cui motivi si rifanno a disegni orientali e ai dipinti del rinascimento veneziano, o ai prodotti delle tessiture Rubelli.</p>
<p>Tra i tessuti della tradizione veneziana, l’arazzo fu da sempre considerato un elemento importante nell’arredo delle dimore dei ricchi borghesi, insieme ai tappeti. In tema di tappeti, fermatevi lì vicino a dare un’occhiata all’esposizione di <strong><a href="http://www.2venice.it/shopping/augusto-rillosi-antique-textiles-carpets/" target="_blank">Augusto Rillosi</a></strong>, in Calle delle Botteghe. Qui ne potete trovare sia di contemporanei che di vecchi, nonché tessuti antichi ed arte orientale. Si effettuano inoltre interventi di restauro e di conservazione.</p>
<p>Forme non convenzionali, ellissi e curve affascinanti, pietre abbandonate in punti inusuali, si possono apprezzare nei gioielli artistici di <strong>Alessandro Palwer</strong>. Anche Palwer, in Salizada San Samuele, porta avanti con originalità ed eleganza un’arte della quale in laguna se ne conosce l’esistenza almeno dal 1233, data della “Mariegola” che disciplinava l’“Arte degli Orèsi, Giogelieri e Diamanteri”. Pensate che tra le nobildonne veneziane lo sfoggio di gioielli era tanto imbarazzante da costringere il Senato ad emanare una legge per vietare l’uso di “zaffiri, smeraldi, diamanti, rubini, topazi e perle per decorare il capo ed i capelli…”. Il motivo comunque potrebbe essere stato facilmente di altra natura: le pietre preziose erano un capitale non trasformabile in moneta…</p>
<p><strong>Stefano &amp; Sandro Zanin<br />
</strong> Salizada San Samuele, San Marco 3337. Info: 3491278760</p>
<p><strong>Palwer</strong><br />
Salizada San Samuele, San Marco, 3151, Info: 0415245835</p>
<p><strong>Cashmeandgo</strong><br />
Salizada Malipiero, Marco, 3190. Info: 0418943086.</p>
<p><strong>Augusto Rillosi Antique Textiles &amp; Carpets<br />
</strong> Calle delle Botteghe, San Marco, 3127/3128. Info: 3474353667</p>
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		<title>Guida alla&#8230;Polpetta</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’utile bussola per "far bàcara" come si deve
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/1_shutterstock_72412633.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4241" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/1_shutterstock_72412633-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p><strong>Un’utile bussola per &#8220;far bàcara&#8221; come si deve</strong></p>
<p>Parliamo di cicchetti, e di uno dei più amati: la <strong>polpetta</strong>. La più fedele compagna dell’“ombra” di vino, basilare componente da tenere sempre in abbondanza sul bancone del bacaro.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/4_shutterstock_54394186.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4213" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/4_shutterstock_54394186-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non si vantino troppo i veneziani: la<strong> polpetta</strong>, a differenza del tramezzino, non è una specialità nostrana, ma un “piatto povero” conosciuto in tutto il mondo (in Albania vengono fritte e viene aggiunta la feta; in Cina vengono preparate con carne di maiale e cotte a vapore con salsa di soia; in Grecia le polpette fritte includono carne macinata, cipolle e foglie di menta; in Giappone una polpetta/hamburger viene fatta con manzo, pangrattato bagnato nel latte e cipolle sauté…), quale metodo per riciclare gli avanzi di carne, anche se oggi si utilizzano materie prime ricche, come la carne macinata fresca, il Parmigiano grattugiato, il prosciutto; oppure si fanno con il pesce o le verdure.</p>
<p>Siamo nel XV secolo quando si parla per la prima volata di “polpette”, <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/7_shutterstock_73362952.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4216" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/7_shutterstock_73362952-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>anche se la procedura ci sa pensare di più ad un involtino: “<em>Per fare polpette di carne di vitello, o d&#8217;altra carne pregiata. Per prima cosa prendi della carne magra dalla coscia e tagliala in fette lunghe e sottili e battile bene sopra un tagliere, o un tavolo, usando la costa del coltello. Prendi sale e finocchio macinato e mettili sulla suddetta fetta di carne. Dopodiché prendi del prezzemolo, maggiorana e del buon lardo e trita insieme questi ingredienti aggiungendo poche e buone spezie, e spalma questo trito sulla fetta di vitello. Poi arrotola la fetta con tutto il suo contenuto e mettila sullo spiedo a cuocere. Ma non lasciarla asciugare troppo al fuoco</em>”. (Da: Maestro Martino da Como, Libro de arte coquinaria, secolo XV).</p>
<p>Per i gourmet della pallina di cibaria macinata, vogliamo qui segnalare alcuni posti dove trovarla e gustarla nelle sue varianti, per un succulento viaggio nella Venezia dei “viziosi”, sestiere per sestiere!</p>
<p><strong>DORSODURO – GIUDECCA</strong></p>
<p><strong> </strong>
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</p>
<p>Osti! Guardate che noi, usuali e ghiotti consumatori, ce ne siamo accorti che fate le polpette sempre più piccoline allo stesso prezzo! È la crisi? Questo non vale per l’imbattibile <strong>RENATO</strong>: ha un piccolo bar che si trova nella calle che da <strong>Campo Santa Margherita</strong> porta a Piazzale Roma. Lode al merito per le sue grandi polpette di carne, o di tonno, con patate, verdure, prosciutto, pesto, gorgonzola, e chi più ne ha più ne metta! Nelle vicinanze, in direzione dell’Accademia, ai piedi del <strong>Ponte dei Pugni</strong>, trovate l’osteria omonima, <strong>AI PUGNI</strong>. Ve la consigliamo, oltre che per la simpatia dei gestori, più che per le polpette classiche, per quelle alle verdure. Inseriamo nel sestiere di Dorsoduro anche la <strong>Giudecca</strong> per non farci sfuggire l’<strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/aperitivi-cocktail-bar/osteria-ae-botti/" target="_blank">OSTERIA AE BOTTI </a></strong>(vicino alla <strong>Palanca</strong>), tappa giudecchina obbligata per il rito sociale dell’aperitivo alla veneziana, con le sue gustose “polpettine della nonna”.</p>
<p><strong>RIALTO &#8211; SAN POLO</strong></p>
<p><strong>
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</strong></p>
<p>Siete nel posto giusto, zona fulcro di osterie e bacari, dove aver finito le polpette è un sacrilegio. Difficile indicarli tutti. Volendo disegnare un percorso per una serata “vino e purpette”, vi facciamo partire dall’<strong>OSTARIA DAI ZEMEI </strong>in <strong>Rughetta del Ravano</strong>, direzione Campo San Polo, per una consumazione al banco (polpette di tonno o carne) e due “ciacole” con Giovanni e Franco, per poi fermarsi, dirigendosi verso Rialto, all’<strong>ANTICA OSTERIA RUGA RIALTO, </strong>e<strong> </strong>gustare il delizioso fritto dello chef Willy. Da qui, ci si può imbucare al primo sottoportico che trovate a sinistra, per arrivare alla <strong>CANTINA DO SPADE</strong> ed assaggiare le polpette piccanti! Se non siete sazi, passate in <strong>Ruga degli Oresi</strong>, ai piedi del <strong>Ponte di Rialto</strong>, a trovare Valerio dell’<strong>OSTERIA AL SACRO E PROFANO </strong>e provare le particolari polpette/frittatine. Ma in quest’area potete davvero sbizzarrirvi.</p>
<p><strong>CASTELLO</strong></p>
<p><strong>
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</strong></p>
<p>Le polpette al sugo dell’<strong>OSTERIA AL PORTEGO </strong>di <strong>San Lio</strong> sono una vera delizia, ma vale la pena muoversi di qualche passo verso l&#8217;ospedale per provare pure quelle dell&#8217;<strong>OSTERIA ALLA STAFFA</strong>, in <strong>Calle de l&#8217;Ospedaleto</strong>, vicino alla Barbaria delle Tole, alle quali si possono abbinare ottimi vini biologici. Abbiamo scoperto da poco anche la <strong>TRATTORIA AI CORAZZIERI</strong>, vicino Campo Bandiera e Moro e all’Arsenale, dove vi mandiamo per provare in particolare le polpette di patate e speck, belle calde!</p>
<p><strong>CANNAREGIO</strong></p>
<p>Alcuni la identificano quale “tempio della polpetta” per eccellenza. È l&#8217;<strong>ANTICA OSTERIA ALLA VEDOVA</strong>, o Trattoria Ca&#8217; d&#8217;oro, ma vicino a <strong>Strada Nuova</strong> vi raccomandiamo altri due locali, quasi uno di fronte all&#8217;altro, in <strong>Calle dell&#8217;Oca</strong>: la <strong>BOTTEGA AI PROMESSI SPOSI </strong>per gli spiedini di ottima carne, e la rustica <strong>OSTERIA AE SOREE</strong>, dove colpiscono soprattutto le polpette di tonno (non quello della “scatoletta”), ma anche le mozzarelle in carrozza o i fiori di zucca fritti. E che dire delle polpettine al berberè dell&#8217;<strong>ANTICA ADELAIDE</strong>? La trovate in <strong>Calle Racchetta</strong>, zona San Felice.</p>
<p><strong>SAN MARCO</strong></p>

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<p>Se siete vicino all&#8217;Accademia, ricordatevi dell&#8217;<strong>OSTERIA AL BACARETO</strong>, in <strong>Salizada San Samuele</strong>: i suoi 40 anni di “ombre” e cicchetti casalinghi sono una garanzia e non si fa economia sulle polpette, soprattutto su quelle di riso. Avvicinandosi a Piazza San Marco, a due passi da Campo San Luca, in <strong>Calle Cavalli</strong>,  c&#8217;è l&#8217;<strong>ENOTECA AL VOLTO</strong>, ma fate attenzione: una volta avvicinati al bancone, farete davvero fatica a staccarvi.</p>
<p><strong>SANTA CROCE</strong></p>
<p>Le polpette si sposano con il vino. In questo sestiere i bacari scarseggiano, ma per compensare ci sono numerose buone pizzerie. Che sia il caso, dopo tante “ombre”, di sedersi un attimo a stemperare l&#8217;aperitivo rinforzato?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/12_shutterstock_74429248.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4229" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2012/02/12_shutterstock_74429248-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>A cura di Elena Ferrarese</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Shopping a Venezia: la zona di San Samuele</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie d'arte e Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[può essere forse paragonata al quartiere degli artisti di Montmartre di Parigi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ridotta in scala, in proporzione rispetto alla grandezza della città, la <strong>zona di San Samuele di Venezia</strong> può essere forse paragonata al <strong>quartiere degli artisti</strong> di Montmartre di Parigi per la sua concentrazione di artisti, gallerie, negozi di artigianato.</p>
<p style="text-align: left;">Si trova vicino a <strong>Campo Santo Stefano</strong>, al <strong>Ponte dell&#8217;Accademia</strong>, nonché a <strong>Palazzo Grassi</strong> (<a href="http://www.palazzograssi.it/">www.palazzograssi.it</a>), una delle più importanti sedi di mostre temporanee con particolare vocazione per l&#8217;arte contemporanea, essendo stato acquisito dal collezionista francese François Pinault.</p>
<p style="text-align: left;">Camminando da queste parti<strong> </strong>è impossibile non soffermarsi davanti alle vetrine dei <strong>negozi di artigianato</strong> ad osservare gli esperti al lavoro oppure non perdersi dentro le numerose e svariate <strong>gallerie artistiche</strong>, piuttosto che addentrarsi nei <strong>negozi di preziosi e originali articoli fatti a mano</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Pensando che Venezia<strong> </strong>non<strong> </strong>sia solo il paradiso degli appassionati di arte e cultura, ma anche un punto di riferimento per gli<strong> </strong>amanti dello <strong>shopping</strong> più esclusivo e ricercato, vi abbiamo selezionato <strong>qualche &#8216;chicca&#8217; della zona</strong> da non farsi sfuggire.</p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>GALLERIE</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/1primo-piano-DSC_0009.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3812" title="1primo piano DSC_0009" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/1primo-piano-DSC_0009-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Primo Piano Venice Art Gallery</strong><br />
<strong> </strong>Un ventaglio di artisti nazionali ed internazionali con l&#8217;obiettivo di dare visibilità al loro lavoro attraverso mostre personali, collettive, eventi istituzionali e sinergie con partner privati.<br />
Salizada San Samuele, San Marco, 3145. Info: 3384354587, 3936770463 <a href="http://www.primopianovenice.com/">www.primopianovenice.com/</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Kleine Galerie Art Gallery </strong><br />
Galleria d&#8217;arte e antiquariato di <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/3klein-DSC_0021.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3813" title="3klein DSC_0021" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/3klein-DSC_0021-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Federico Gorini di Sambuy. Dipinti, libri, stampe antiche e preziose porcellane veneziane.<br />
Calle delle Botteghe, San Marco, 2972. Info: 0415222177.</p>
<p><strong>Giorgio Mastinu Fine Art</strong><br />
Arte moderna e contemporanea: disegni, stampe, fotografie, documenti. Consulenze e cura di mostre tematiche con particolare riferimento alle opere su carta, alla fotografia e ai libri illustrati.<br />
Calle delle Botteghe, San Marco, 3126. Info: 3471828553. <a href="http://www.giorgiomastinufineart.it/">www.giorgiomastinufineart.it/</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Perl’A</strong><strong> </strong> Opere di maestri italiani e internazionali, spazialisti <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/5perla-dentista-e-varie-353.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3814" title="5perla dentista e varie 353" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/5perla-dentista-e-varie-353-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>veneziani, il movimento Optical. Senza barriere di tendenza, ma sotto il comune denominatore della professionalità.<br />
Salizada San Samuele, San Marco, 3216. Info: 0412400001. <a href="http://perlagalleryvenice.it/index.html">http://perlagalleryvenice.it/index.html</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Salizada Galleria</strong><br />
Vendita di riproduzioni fotografiche di vario tipo, stampe e incisioni, con l’intento di promuovere iniziative culturali, mostre ed eventi . “Un occhio nel passato” con i prodotti fotografici dell’archivio dei Fratelli Alinari.<br />
Calle delle Botteghe, San Marco, 3448. Info: 0412410723. <a href="http://www.lasalizada.it/">www.lasalizada.it/</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ARTIGIANATO E ANTICHITA&#8217;</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/6zanin-maggio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3817" title="6zanin maggio" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/6zanin-maggio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Stefano &amp; Sandro Zanin</strong><br />
Le arti antiche della doratura, argentatura,  laccatura, decorazione, restauro, tramandate in famiglia, assumono anche su vetro forme moderne ed originali per oggetti di arredamento esclusivi.<br />
Salizada San Samuele, San Marco 3337. Info: 3491278760</p>
<p><strong>Augusto Rillosi Antique Textiles &amp; Carpets</strong><br />
Calle delle Botteghe, San Marco, 3127/3128. Info: 3474353667<br />
Orari: 10 &#8211; 12 e 16 -19<br />
Tappeti contemporanei e vecchi, tessuti antichi ed arte orientale. Interventi di restauro e di conservazione di tappeti e tessuti.<br />
San Marco, 3127. Info: 3474353667. <a href="http://www.augustorillosi.com">www.augustorillosi.com</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>NEGOZI</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/7palwer-384T8429-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3820" title="7palwer 384T8429-1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/7palwer-384T8429-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Palwer </strong><br />
Gioielli artistici non convenzionali di Alessandro Palwer. Strutture che compongono ellissi e curve, pietre abbandonate in punti inusuali. Inspirazione classica.<br />
Salizada San Samuele, San Marco, 3151, Info: 0415245835 <a href="http://www.palwer.com">www.palwer.com</a></p>
<p><strong>Cashmeandgo</strong><br />
Per trovare il proprio originale, unico ed esclusivo pezzo in cashmere, pelle, seta, disegnato da Orsola Foscari e Giovanna Cipriani. <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/8cashmeandgoDSC027881.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3826" title="8cashmeandgoDSC02788" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/8cashmeandgoDSC027881-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Borse di design che diventano giacche. Tutto italiano e fatto a mano. Si può anche portare il proprio vecchio vestito preferito e farlo diventare di cashmere.<br />
Salizada Malipiero, Marco, 3190. Info: 0418943086.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E TRA UNA TAPPA E L&#8217;ALTRA…</strong></p>
<p><strong>Osteria Al Bacareto</strong><br />
I piatti veneziani senza tempo, come le sarde fritte e in saor, il baccalà in tecia e mantecato, bigoli in salsa, seppie nere, fegato alla veneziana, in una tipica osteria dall&#8217;atmosfera familiare.<a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/9bacareto-VIS_2611m.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3824" title="9bacareto VIS_2611m" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/12/9bacareto-VIS_2611m-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Salizada San Samuele, San Marco, 3447. Info: 0415289336. <a href="http://www.osteriaalbacareto.com">www.osteriaalbacareto.com</a></p>
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		<item>
		<title>Sposi a Venezia: per un matrimonio da favola firmato Antonia Sautter</title>
		<link>http://www.2venice.it/itinerari/sposi-a-venezia-per-un-matrimonio-da-favola-firmato-antonia-sautter/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 09:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Raffinatezza, gusto, fantasia nella città più artistica del mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/6-sautter-tessuti-8.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3657" title="6 sautter-tessuti-(8)" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/6-sautter-tessuti-8-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" /></a></p>
<p>Non esiste città più romantica per immortalare uno dei momenti più belli della propria vita. Venezia, con i suoi storici palazzi sul Canal Grande, con i magici riflessi dell’acqua, con le architetture che disegnano un tempo che si è fermato, è la cornice più raffinata per celebrare il proprio matrimonio.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/1-sautter-particolari-18_elab.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3650" title="1 sautter-particolari-(18)_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/1-sautter-particolari-18_elab-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Perché sia davvero un momento indimenticabile, tutto deve essere perfetto, dalla scelta dell’abito alla location, dalla pianificazione dell’evento al coordinamento, dall’allestimento agli intrattenimenti e spettacoli. E’ per questa ragione che molti decidono di affidarsi alle mani di chi ha gusto, creatività e praticità organizzativa come Atonia Sautter.</p>
<p>La creatività di Antonia Sautter è rinomata in tutto il mondo, sia per quanto riguarda la sua apprezzata fantasia ed attitudine verso il bello, la raffinatezza e l’eleganza, che per quanto concerne lo sviluppo creativo delle sue creazioni . Ne sono testimonianza attiva le diciassette edizioni de <strong>Il Ballo del Doge</strong>, connubio fra il Carnevale di Venezia e quanto da esso Antonia Sautter ha tramutato in sogno e magia.</p>
<p>Antonia Sautter, titolare di <strong>Atelier Venetia</strong>, traduce in creatività artistica la stessa Storia: costumi filologici ed iconografici cinquecenteschi e settecenteschi reinterpretati dalla fantasia, dalla conoscenza delle forme e dei tessuti, dalla profonda sapienza dell’arte stilistica e sartoriale. Così le linee “Fashion” e “Home Collection” di Antonia Sautter propongono, tra l’altro, una serie di accessori realizzati a mano, preziosi nella loro originalità e confezione, come le stoffe da arredamento stile Fortuny, che lei tinge e stampa nel suo laboratorio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/2-sautter-borse.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3651" title="2 sautter-borse" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/2-sautter-borse-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per Antonia Sautter ogni cliente<a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/4-sautter-tessuti-3.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3653" title="4 sautter-tessuti-(3)" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/4-sautter-tessuti-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> è prima di tutto un amico, con il quale dar voce e materia  alla fantasia, seppur legata alle esigenze. Fra queste, non solo le creazioni di costumi, accessori ed arredamento, ma anche l’ideazione e la realizzazione di <strong>Eventi internazionali</strong> firmati “Antonia Sautter” siano essi ricorrenze personali, feste per la promozione d’immagine, party raffinati ed indimenticabili, promozioni individuali ed aziendali.</p>
<p>Oltre alle attività nell’ambito della moda e dell’organizzazione di eventi, Antonia Sautter presenta le sue creazioni a Venezia nelle sue quattro boutique a pochi passi da Piazza San Marco. E’ proprio in queste suggestive realtà, situate nel cuore del centro storico di Venezia, che si possono ammirare le sue creazioni e prendere spunto per arredare in maniera squisitamente, elegante ed originale la casa degli sposi novelli. La lista nozze può essere anche personalizzata e si può scegliere tra oggetti, maschere e miniature che testimoniano la grande tradizione e l’alta qualità artistica ed artigiana di Venezia filtrate e spesso interpretate col suo gusto ed il suo sguardo sognante.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/3-sautter-tessuti-10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3652" title="3 sautter-tessuti-(10)" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/3-sautter-tessuti-10-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p>Ma ci sono anche preziose stoffe dipinti e stampate a mano nella Maison Sautter predilezione particolare di Antonia Sautter che fa sognare anche con i complementi d’arredo e la sua linea di moda, appositamente da lei disegnata, che si può vedere, come se si fosse all’interno dei un museo del costume. I suoi straordinari e spettacolari costumi  d’epoca, grazie anche al suo evento giugnto quest’anno alla sua diciassettesima edizione, Il Ballo del Doge intitolato Sette Sogni r e Sette Peccati, l’hanno resa una celebre costumista.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/5-sautter-tessuti-47_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3655" title="5 sautter-tessuti-(47)_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/5-sautter-tessuti-47_elab-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Un caffe&#8217; nel salotto più bello del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 10:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[...non c’è cosa più gradevole in questa stagione che rifugiarsi in un bar e prendere un caffé...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/caffe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3593" title="caffe" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/caffe-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>“<em>Ecco il caffé, signore, caffé in Arabia nato, | E dalle carovane in Ispaan portato. | L&#8217;arabo certamente sempre è il caffè migliore; | &#8230; A farlo vi vuol poco; | Mettervi la sua dose, e non versarlo al fuoco. | Far sollevar la spuma, poi abbassarla a un tratto | Sei, sette volte almeno, il caffé presto è fatto</em>”. (Carlo Goldoni)</p>
<p>Venezia d’inverno significa mistero, romanticismo, ma anche nebbia, vento, pioggia, acqua alta e non c’è cosa più gradevole in questa stagione che rifugiarsi in un bar e prendere un caffé, un tè, o una cioccolata. <strong>Qui, pare, sia stato per la prima importato in Italia il caffé, intorno al 1570.</strong></p>
<p>All&#8217;inizio questa bevanda tratta da una semente chiamata &#8220;Kahvè&#8221; era molto costosa, un lusso per nobili, venduto in farmacia. Poi iniziarono ad aprire le &#8220;<strong>botteghe del caffé</strong>&#8221; ed in breve tempo divenne una bibita modaiola. Si dice addirittura che agli inizi del Settecento i corteggiatori regalassero all’amata quantità di caffé e cioccolata per dimostrarle il loro amore.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/florian.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3579" title="florian" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/florian-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per rivivere quell’atmosfera di cui parla <strong>Carlo Goldoni</strong> ne “<strong><em>La Bottega del Caffè</em></strong>”, dovete sedervi ai tavolini dei caffé storici di <strong>Piazza San Marco</strong>, in mezzo al ‘salotto’ più elegante d&#8217;Europa. Farete piangere il vostro portafoglio, ma sostando ad esempio al <strong>Caffé Florian</strong>, potrete dire di essere stati nel più antico caffé italiano, inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome di “Alla Venezia Trionfante”. Qui, oltre a Goldoni, non a caso si faceva vedere <strong>Giacomo Casanova</strong>, essendo l’unico locale del tempo che consentiva l’ingresso alle donne. L’intima atmosfera delle sale ha ispirato incontri tra personalità di spessore, come <strong>Lord Byron, Sivio Pellico, Daniele Manin, Ugo Foscolo, Goethe, Gabriele D’annunzio, Antonio Canova</strong>, per citarne solo alcuni.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/quadri.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3569" title="quadri" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/quadri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>Grancaffè Quadri</strong>, <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/quadri2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3570" title="quadri2" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/quadri2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>che mantiene il fascino antico di una casa patrizia, vanta invece il passaggio <strong>di Stendhal, Dumas, Proust</strong>, ma forse vi interesserà sapere che, in tempi recenti, ci sono stati anche <strong>Robert de Niro, Woody Allen, Angelina Jolie </strong>e<strong> Brad Pitt</strong>. Fu Naxina, moglie di Giorgio Quadri, ad avere l’idea, attorno la seconda metà del 1700, di investire i beni familiari in un’attività di vendita de “<em>l’acqua negra bollente</em>”.</p>
<p>Accanto al Quadri sorgeva il <strong>Lavena</strong>, dove si davano appuntamento ad esempio <strong>Richard Wagner</strong> (che si intratteneva in chiacchiere con il proprietario Carlo Lavena nella loggia superiore assieme alla moglie Cosima, alle figlie e al celebre suocero <strong>Franz Liszt </strong>e prendeva un tè con pasticcini o un bicchiere di cognac), <strong>Honoré de Balzac</strong> o <strong>Gabriele D&#8217; Annunzio</strong>, spesso in compagnia della famosa <strong>Contessa Casati</strong>, quella che portava pitoni veri intorno al collo, passeggiava con leopardi dai collari tempestati di diamanti, quella che, insomma, faceva di tutto per essere “un’opera d’arte vivente”.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/lavena_cc_photo_from_flickr_by_viZZZual.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3575" title="lavena_cc_photo_from_flickr_by_viZZZual" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/11/lavena_cc_photo_from_flickr_by_viZZZual-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p><em>photo from flickr by ViZZZual.com</em></p>
<p>In tema di locali considerati una leggenda a Venezia, sempre a ridosso di Piazza San Marco, all&#8217;imbocco di Calle Vallaresso, non si può tralasciare l’<strong>Harry’s Bar</strong>, fondato nel 1931  da Giuseppe Cipriani, dove però ordinare solo un caffé è un peccato: prendete almeno un Bellini, creazione originale dello stesso Cipriani. Tra le firme del Libro degli Ospiti, quella di <strong>Arturo Toscanini, Truman Capote, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, Barbara Hutton, Orson Welles</strong> (che divorava sandwich di gamberetti con Dom Perignon ghiacciato), ma il cliente più affezionato della storia del locale resta indiscutibilmente lo scrittore americano <strong>Ernest Hemingway</strong>, il quale durante l&#8217;inverno tra il 1949 e il 1950 (Premio Nobel pochi anni dopo) aveva addirittura il suo tavolo personale, in un angolo.</p>
<p>Che tempi quelli! Riuscite a immaginarvi di sorseggiare un macchiato seduti in quell’angolo con Hemingway piuttosto che scaldare il caffé a George Clooney con la macchinetta dell’espresso? Gusti sono gusti, ma lo stesso Hemingway ci risponderebbe: “<em>un fucile, una sella o una persona, tutti sono migliori quando sono usati e hanno perso la lucentezza del nuovo, acquistando il valore del tempo</em>”.</p>
<p>A cura di Elena Ferrarese</p>
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		<title>Casanova: dove tutto è iniziato</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 08:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Invitiamo allora le donne in particolare a recarsi nella zona più segnata dal passaggio del seduttore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La zona di San Samuele</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/EPIGRAFE_CASANOVA_foto_∏_elena_ferrarese.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3529" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/EPIGRAFE_CASANOVA_foto_∏_elena_ferrarese-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a><br />
</strong></p>
<p>Ci sono personaggi che, per storia o leggenda, rimangono in tal maniera impressi nella memoria comune da diventare appellativi. È il caso di Casanova, il seduttore per eccellenza. Nonostante abbia vissuto in varie città europee, la sua figura è strettamente legata a Venezia, città dove è nato, cresciuto, dove si sono sviluppate le sue incalcolabili imprese amorose e le sue convinzioni sulle arti occulte e dov’è stato imprigionato. La città lagunare, rimasta in certi aspetti immutata rispetto agli anni di Giacomo Casanova, permette di respirarne ancora il fascino e il mistero.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/CHIESA_S_SAMUELE_foto_∏_elena_ferrarese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3524" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/CHIESA_S_SAMUELE_foto_∏_elena_ferrarese-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Invitiamo allora le donne in particolare a recarsi nella zona più segnata dal passaggio del seduttore, quella di <strong>San Samuele</strong>, a pochi passi dall’Accademia, lì dove tutto è iniziato (anche perché si trovano interessanti negozi per fare un po’ di shopping…). Nel campo omonimo, a fianco a Palazzo Grassi, la chiesa dove si sono celebrate le nozze di Gaetano e Giovanna Maria Farussi (detta Zanetta o La Buranella), genitori di Giacomo, ed il battesimo dello stesso. Qui ha inizio la sua mancata ‘carriera ecclesiastica’, spinto dal protettore, nonché probabile padre naturale, Michele Grimani. Di lato, s’imbocca calle della Commedia, oggi <strong>Calle Malipiero</strong>, dove da un epigrafe si legge: “<em>In una casa di questa calle/ già calle della Commedia/ nacque il 2 aprile 1725/ Giacomo Casanova</em>”. Da qui, girando a destra, potete fare tappa da <strong>Cashmeandgo</strong> per trovare il vostro originale, unico ed esclusivo pezzo in cashmere, pelle, seta, disegnato da Orsola Foscari e Giovanna Cipriani.</p>
<p>Poco distante, verso destra, <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/CORTE_DE_LE_MUNEGHE_foto_∏_elena_ferrarese.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3525" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/CORTE_DE_LE_MUNEGHE_foto_∏_elena_ferrarese-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>calle e <strong>Corte De Le Muneghe</strong>, dove abitava la nonna Marzia Baldissera in Farussi che l’ha cresciuto, essendo orfano di padre a soli otto anni e con la madre, attrice, sempre in viaggio. In questa zona, prima degli studi di diritto all’università di Padova, il protagonista frequentava la casa di una maestra di ricamo, dove giovani fanciulle lavoravano al tombolo: il suo cuore era stato rapito da Angela (1742) ma, vista l’inflessibilità della fanciulla, aveva ripiegato sulle sorelle Marton e Nanette, che gli avevano fatto recapitare un pacco con lo stampo di cera con l’impronta della chiave della camera da letto di entrambe: “<em>Alla fine dissi loro: ciò che abbiamo fatto è stato opera dell’amore, e nessuno mi parli più di Angela</em>”. A Casanova non servivano gioielli per conquistare le donne, ma quelli dell’artista Alessandro Palwer, qualche passo più avanti, in <strong>Salizada San Samuele</strong>, vi affascineranno quanto Casanova. Tra poco è Natale…</p>
<p><em>Testo e foto di Elena Ferrarese</em></p>
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		<title>Slow Tourism: Alla Scoperta della Magia della Laguna</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[...progetto europeo per la promozione del turismo lento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/cropped-lagoon-5.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3471" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/10/cropped-lagoon-5-300x121.jpg" alt="" width="300" height="121" /></a>Non solo Venezia. Tutta la Provincia è ricca di luoghi ed itinerari ricchi di storia, cultura e fascino come ha ben evidenziato il <strong>Laguna Sunset Tour</strong> del 29 settembre scorso, il primo degli otto appuntamenti organizzati dalla Provincia nell&#8217;ambito del progetto europeo per la promozione del turismo lento.</p>
<p><strong>«Slow Tourism»</strong> coinvolge 30 partner di Italia e Slovenia con l&#8217;obiettivo di valorizzare e promuovere gli itinerari turistici coinvolgendo i territori caratterizzati da peculiarità naturalistico-ambientali di pregio e dall&#8217;elemento acqua. Un viaggio emozionante <strong>alla scoperta della Laguna Nord veneziana </strong>che dalla darsena di Portegrandi permetterà al turista di conoscere (a partire dal 2013) in maniera inedita le <strong>isole di Mazzorbo, Burano e Torcello</strong> ripercorrendo le antiche via d&#8217;acqua sperimentando in prima persona profumi, panorami e tramonti mozzafiato.</p>

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<p>Attualmente per chi fosse interessato ad un&#8217;esperienza di questo tipo segnaliamo la <strong>Compagnia di Navigazione Stefanato</strong> che, da diversi anni, partendo sempre dalla darsena di Portegrandi, propone gite giornaliere in motonave nella laguna con <strong>visita a Torcello, Burano e Murano</strong> con guida storico-naturalistica a bordo. Da metà aprile a maggio le partenze sono giornaliere mentre da maggio ad ottobre concentrate nel fine settimana. In entrambi i casi l&#8217;imbarco è alle 08.30 del mattino con ritorno alle ore 19. Il prezzo del viaggio è di 25 euro a persona. La sosta per il pranzo è prevista in quel di Burano e può essere libera (ovvero sarà il turista a scegliere dove e cosa mangiare) oppure convenzionata con il Ristorante “Raspo de Ua” che al prezzo di 28 euro a persona propone un menu a base di pesce con 2 primi, 2 secondi, contorno, dolcetti tipici, acqua, vino e caffè.</p>
<p>Per ogni altra informazione contattare la Compagnia di Navigazione Stefanato al numero <strong>0422 788663</strong>.</p>
<p><em>Foto e articolo di Roberta Brozzola</em></p>
<p>ottobre 2011</p>
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		<title>Treviso: Marca Gioiosa Et Amorosa</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Treviso e la sua provincia custodisono storia, cultura, tradizione, vino e buona cucina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/piazza_signori_sera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3321" title="piazza_signori_sera" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/piazza_signori_sera-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Benvenuti nella “marca gioiosa et amorosa”. Così, a partire dal Medioevo, viene definita Treviso, una deliziosa città ancora oggi a misura d’uomo, ricca di fascino e di storia, dove è piacevole passeggiare semplicemente tra le vie ammirando case affrescate, chiese e palazzi o fermarsi nelle celebri osterie per ritrovare il gusto dell&#8217;allegria e della cortesia.</p>

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<p>Il punto di partenza ideale per una visita alla città è <strong>la centralissima Piazza dei Signori</strong>, il salotto in cui si ritrovano volentieri i trevigiani. Tutto intorno si affacciano il <strong>Palazzo dei Trecento</strong>, così chiamato perché vi si riuniva il Consiglio Comunale formato da 300 cittadini, la<strong> Torre Civica, </strong>detta <strong>“il Campanon”</strong>, ed il <strong>Palazzo della Prefettura</strong>. Dalla piazza si può imboccare via Calmaggiore (probabilmente un antico cardo romano), la più nobile strada cittadina, caratterizzata da portici, case signorili del ‘400 e del ‘500 e negozi alla moda. All&#8217;inizio di questa strada un tempo sorgeva la <strong>Fontana delle tette</strong>, che dopo la caduta della Repubblica Veneta fu rimossa e attualmente si trova in una loggia della laterale Galleria della Strada Romana. Si dice che toccarla porti fortuna. Percorrendo via Calmaggiore si giunge in <strong>Piazza Duomo, dove si trovano il battistero romanico del XI secolo e il Duomo</strong> dalle sette cupole e dall’imponente facciata neoclassica. All&#8217;interno conserva una pala d&#8217;altare raffigurante l’Annunciazione del Tiziano e la cripta risalente al 1100.</p>

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<p>Camminando per la città, addentrandosi per le pittoresche stradine medievali, fra ponti e portici, si trovano altri gioielli architettonici: la <strong>Loggia dei Cavalieri</strong>, una costruzione romanico-gotica che serviva da piazzetta coperta per la nobiltà medievale, le porte monumentali di San Tommaso e Santi Quaranta, l’isola della Pescheria con il mercato del pesce su cui si affaccia <strong>Ca’ dei Carraresi, un’antica casa-magazzino oggi sede di importanti mostre</strong>.</p>
<p>Assolutamente da vedere anche <strong>l’ex Chiesa di Santa Caterina. I suoi affreschi di eccezionale valore</strong>, vivacità e splendore cromatico costituiscono uno dei più interessanti esempi di pittura murale medievale in Veneto. Al suo interno sono ospitati anche i telai con gli affreschi staccati delle celebri storie di Sant&#8217;Orsola di Tommaso da Modena, uno dei capolavori assoluti dell&#8217;arte italiana del Trecento. Il resto del complesso di Santa Caterina ospita il museo di archeologia (300 mila anni di presenza e attività umana documentati nel territorio trevigiano) e la <strong>galleria d&#8217;arte medievale, rinascimentale e moderna</strong> con dipinti di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Tiziano, Tiepolo e molti altri.</p>

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<p><em>A cura di Marco Lucchetta, foto di Alice Brunello</em></p>
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		<title>Il Vetro di Murano: una tradizione lunga oltre mille anni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 07:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Erede di tradizioni islamiche e bizantine, il vetro veneziano vanta una storia millenaria...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/seguso148.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3283" title="seguso148" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/seguso148-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Erede di tradizioni islamiche e bizantine, il vetro veneziano vanta una storia millenaria. Il primo documento che testimonia la presenza di una vetreria attiva a Venezia risale al 982. A tutt&#8217;oggi non sono state inventate tecniche più avanzate della canna da soffio, i maestri vetrai plasmano il vetro con pochi attrezzi in ferro e solo da loro i giovani possono apprenderne l&#8217;arte. Il risultato dipende dall&#8217;improvvisazione dell’artigiano vetraio e dalla temperatura della pasta vitrea, perciò non ci sarà mai un oggetto perfettamente identico ad un altro ed ogni pezzo si rivaluta nel tempo. I rivenditori di articoli in vetro sono numerosi, ma per essere certi di acquistare un autentico Vetro Artistico di Murano, occorre controllare che ci sia il marchio di garanzia.</p>
<p><strong>INTERVISTA AL PRESIDENTE DI PROMOVETRO, GIANFRANCO  ALBERTINI</strong></p>

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<p><strong>PERCHÉ E&#8217; NATO IL CONSORZIO?</strong></p>
<p>Il Consorzio nasce nel 1985 per volere della Confartigianato Venezia per permettere alle piccole aziende di presentarsi ai mercati internazionali. Siamo l&#8217;unico consorzio che promuove il vetro e che aiuta le aziende di Murano.</p>
<p><strong>OBIETTIVI RAGGIUNTI</strong></p>
<p>L&#8217;inserimento nei mercati internazionali anche delle aziende che non ne avevano la possibilità, partecipando ad esempio ad esposizioni a New York, Parigi, Londra, Francoforte.</p>
<p>La legge che nel 2001 ha dato in gestione a Promovetro il marchio Vetro Artistico di Murano: benché il Consorzio negli ultimi anni si sia allargato ed abbia acquisito importanza, non ci sentivamo sufficientemente tutelati per garantire il vetro muranese, perché questo prodotto, a differenza degli altri, è sì più bello, ma anche più costoso. Avendo una concorrenza spietata, si è fatto in modo che la Regione Veneto creasse una legge ad hoc per tutelare questo prodotto con un marchio.</p>
<p><strong>IL MARCHIO: COME FUNZIONA?</strong></p>
<p>Le aziende che operano nell&#8217;isola di Murano, secondo le vecchie tradizioni muranesi, devono apporre il marchio di garanzia Vetro Artistico di Murano sui loro prodotti. Sono stati istituiti due tipi di marchio, un bollino rosso per le prime lavorazioni, per chi produce vetro partendo dalla sabbia e la soda nei forni, ed un bollino blu per le seconde lavorazioni, cioè per chi usufruisce del vetro già fatto dai maestri muranesi e lo decora o ne fa specchi, ad esempio. Perchè il marchio decolli ed il cliente non si porti a casa vetro di altra provenienza, spacciato per vetro muranese, abbiamo bisogno di agire con campagne costose ed iniziative.</p>
<p><strong>EVENTI / INIZIATIVE</strong></p>
<p>Il porcellino di vetro &#8211; e non più un maialino vero &#8211; come premio al quarto classificato della Regata Storica, per la categoria uomini su gondolini a due remi: un&#8217;iniziativa promozionale minore, ma che fa bene alla città.</p>
<p>Manifestazioni di routine, come i presepi (due anni fa a Cracovia, ad esempio, quest&#8217;anno a Mantova) o decorazioni di palazzi.</p>
<p>In vista del coinvolgimento nel mercato internazionale, a cui si mira maggiormente, partecipiamo a Milano all&#8217;appuntamento annuale con il MACEF, il Salone Internazionale della Casa, o a Parigi alla Maison Object, una delle più grandi fiere dedicate all&#8217;oggettistica e agli accessori per la casa. Inoltre, grazie alla Regione Veneto, manderemo il grande albero creato per Natale, l&#8217;Albero delle Quattro Stagioni, alto 4 metri e mezzo, tutto illuminato e decorato con addobbi di vetro di Murano, a New York per il Columbus Day e lo doneremo alla città statunitense.</p>
<p><strong>PROGETTI FUTURI</strong></p>
<p>Si punta allo scambio di operatori economici internazionali con le nostre aziende. Coinvolgeremo compratori russi, indiani ed americani. Attualmente non sono rose e fiori in termini economici, è un periodo in cui si sente forte la crisi soprattutto per le piccole attività, noi imprese dobbiamo quindi rimanere uniti e uniti dobbiamo andare avanti: a Murano si lavora il vetro da mille anni e vogliamo continuare a farlo per altri mille anni.</p>

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<p><em><strong>Per informazioni: </strong></em>Consorzio Promovetro Murano</p>
<p><strong><em>Sede legale: </em></strong>Campo San Bernardo, 1 • 30141 Murano Venezia</p>
<p><strong><em>Sede operativa: </em></strong>Calle Marco da Murano 4 • 30141 Murano Venezia, tel. ++39.041.5275074 • fax ++39.041.5274351, E-Mail: promovetro@promovetro.com</p>
<p><strong>www.promovetro.com • www.muranoglass.com</strong></p>
<p><em>A cura di Elena Ferrarese</em></p>
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		<title>Viaggio tra le Isole Più Sconosciute</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo Venezia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0065_DOPPIA_DEFINIT.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3238" title="DSC_0065_DOPPIA_DEFINIT" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0065_DOPPIA_DEFINIT-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p>Una spensierata giornata estiva, senza macchina e senza orologio sempre sott’occhio. Una buona dose di voglia di camminare (perché saranno i piedi il vostro ‘veicolo’ principale) e di andare alla scoperta di luoghi nascosti e ricchi di storia e mistero. Magari una fotocamera a portata di mano. E via, tra le isole meno conosciute di Venezia, che solcano gli specchi d&#8217;acqua poco profondi della Laguna, insieme a canali naturali ed artificiali e ad altre terre continuamente sommerse dalla marea.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SANTERASMO2_elab.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3236" title="SANT'ERASMO2_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SANTERASMO2_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>‘Meno conosciuto’ non è necessariamente <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SANTERASMO1_elab.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3237" title="SANT'ERASMO1_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SANTERASMO1_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>sinonimo di ‘minore’, ne è prova <strong>SANT’ERASMO</strong>, la seconda isola più grande, dopo Venezia, in termini di superficie. La si raggiunge prendendo la  Linea 13 dalle Fondamenta Nuove del centro storico veneziano. La fermata appena prima di quella di <strong>SANT’ERASMO</strong> è quella delle <strong>VIGNOLE</strong>, l’isola ‘delle sette vigne’ dalla lussureggiante vegetazione, dove vale la pena soffermarsi a visitare l’antica chiesa di S. Erosia (quel che ne rimane) e le fortificazioni militari dei tempi della Serenissima, ma anche sostare per il pranzo in trattoria, all’ombra dei pioppi. Le isole di <strong>SANT’ERASMO</strong> e delle <strong>VIGNOLE</strong> sono considerate ‘gli orti di Venezia’ per la loro vigorosa produzione di frutta e ortaggi. La prima, in particolare, è nota per le tipiche ‘castraure’, piccoli carciofi con maturazione a fine aprile, dopo la quale si organizza una festa popolare attorno alla Torre Massimiliana, massiccia fortificazione militare asburgica, con assaggi e vendita di piatti a base di questa specialità.</p>
<p>Un canale largo circa venti metri separa le <strong>VIGNOLE</strong> dalla <strong>CERTOSA</strong> (vi si può arrivare con la Linea 41 da San Marco). Quest’isola ha visto il passaggio dei canonici Agostiniani (nel ‘400) che vi eressero tempio e monastero, l’edificazione di nuove costruzioni e della chiesa con opere del Tintoretto da parte dei Padri Certosini (da cui il nome), lo spoglio di tutto ciò nell’era napoleonica per diventare sede militare di lavorazione di esplosivi (di cui rimane il cinquecentesco Casello delle polveri) e poligono di tiro. Oggi, dopo un periodo di abbandono e degrado ed un successivo recupero mirato alla rivitalizzazione dell’isola, la <strong>CERTOSA</strong> è animata da un Polo nautico realizzato da giovani professionisti appassionati del mare e della nautica, ma anche da altre attività, come i corsi dell’Istituto Europeo di Design IED.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/MAZZORBO_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3234" title="MAZZORBO_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/MAZZORBO_elab-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ammirando il suo paesaggio solitario e surreale, fatto d’orti e vigneti, non si direbbe, eppure <strong>MAZZORBO</strong> – altra isola della laguna Nord, collegata a Burano da un ponte di legno, raggiungibile con la Linea 12 dalle Fondamenta Nuove &#8211; vantava cinque parrocchie, sei monasteri e diverse ville nobiliari. Ora rimane soltanto la chiesa di Santa Caterina del ‘300, ma recentemente vi è sorto un ristorante ed un elegante ostello, nati intorno al recupero di un’antica vigna.</p>
<p>Anche se non ci si arriva con i mezzi pubblici, vi segnaliamo la vicina <strong>SAN FRANCESCO DEL DESERTO</strong>, di fronte a Burano, perché il tempo della ricerca di una barca per visitare quest’isola leggendaria, circondata da cipressi e pini marittimi, non risulterà sprecato. Il mito vuole che San Francesco D’Assisi, da cui il nome, vi approdò dopo un nubifragio. Avendo conservato un bastone, ricavato da un ramo di pino, di ritorno da un viaggio in Siria e in Egitto, lo piantò qui, e da questo ramo spoglio nacque un pino tanto grande da tenere in ombra tutta l’isola. Sopravvive un convento con due chiostri, uno risalente al 1200 e l’altro al 1400.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-FRANCESCO_elab.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3233" title="SAN-FRANCESCO_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-FRANCESCO_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A <strong>SAN MICHELE</strong> si arriva in pochi minuti, <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-MICHELE_elab.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3232" title="SAN-MICHELE_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-MICHELE_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>sempre prendendo il battello  dalle Fondamenta Nuove, ma può anche essere una comoda fermata di ritorno da Murano, Burano, o Torcello. È l’isola che funge da cimitero cittadino dal 1807, attualmente bisognoso di restauri, tanto da indurre i parenti dei defunti e i visitatori ad indossare un elmo protettivo per recarsi in alcune aree del camposanto. All’entrata vi accoglie l’Arcangelo Michele in atto di trafiggere un dragone. All’interno, i sepolcri di personaggi veneziani e non, che hanno fatto parte della storia della città lagunare degli ultimi due secoli, come Igor Stravinskij, Luigi Nono, Emilio Vedova.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-GIORGIO-VISTA_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3231" title="SAN-GIORGIO-VISTA_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-GIORGIO-VISTA_elab-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Ci spostiamo dalle isole settentrionali a quelle meridionali di Venezia per una visita a <strong>SAN GIORGIO MAGGIORE</strong> (Linea 2 da San Marco), chiamata inizialmente ‘Isola dei Cipressi’ per l’abbondante presenza di alberi di questo tipo, oltre a orti, vigneti e ai mulini del doge. La Basilica di San Giorgio, con il suo campanile simile a quello di San Marco, ne è l&#8217;immagine più nota: è un’opera del Palladio, insieme al monastero, terminata dopo la sua morte. L’isola ha una forte valenza culturale ospitando oggi la Fondazione Giorgio Cini, istituita dal conte Vittorio Cini, che accoglie attività di ricerca, mostre e convegni, spettacoli e concerti, congressi e convegni di respiro internazionale.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-SERVOLO_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3235" title="SAN-SERVOLO_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/SAN-SERVOLO_elab-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a></p>
<p>Oltre <strong>SAN GIORGIO</strong>, l’isola di <strong>SAN SERVOLO</strong> (Linea 20 da San Marco). È sede dell&#8217;Amministrazione Provinciale di Venezia, della Venice International University e di altre attività e manifestazioni culturali, come Circuito Off – Venice International Short Film Festival. La storia dell’isola, come spesso accade, è legata a edificazioni sorte per motivi religiosi, come conventi e chiese, ma la caratteristica principale di questo luogo è l’aver ospitato dal 1725 un ricovero per disabili mentali (inizialmente solo per nobili, poi dal 1797 esteso a tutti i malati, in seguito, nel 1873, limitato ai soli uomini, perché le donne furono trasferite presso l’isola di <strong>SAN CLEMENTE</strong>). Ne rimane testimonianza grazie al Museo del Manicomio, inaugurato nel 2006, che sottolinea la dimensione emarginante della vita manicomiale. Se si pensa che tra i ‘pazzi’ venivano inclusi epilettici, donne depresse, alcolisti… se ne esce domandandosi chi, tra medici e pazienti, sia stato veramente normale!</p>
<p>A cura di Elena Ferrarese. Foto di Elena Ferrarese.</p>
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		<title>Guida al Lido per Cinefili e Curiosi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 18:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri i tesori nascosti nelle zone meno frequentate dell'isola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La tendenza dell&#8217;estate 2011 è quella di connettersi alle reti Wi-Fi sotto l&#8217;ombrellone, ed anche </strong>la spiaggia di San Nicoletto del Lido di Venezia è stata dotata di connessione senza fili. Ma agli &#8216;<strong>spiaggiomani</strong>&#8216; di fine stagione, o a chi staziona per la 68° <strong>Mostra del Cinema</strong> – assorbito da proiezioni di anteprime e turni di picchetto suoi luoghi di arrivo dei VIP &#8211; nella stretta isola veneziana, consigliamo di utilizzare le pause anche per andare a scoprire i tesori nascosti nelle zone meno frequentate.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/EXCELSIOR-MOSTRA-CINEMA_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3111" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/EXCELSIOR-MOSTRA-CINEMA_elab-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Lido, raggiungibile dalla città e dalla terraferma solo con motonavi e vaporetti di linea, si estende per circa 12 km dal porto di <strong>San Nicolò</strong> fino a <strong>Malamocco</strong>, le due bocche che mettono a contatto laguna e mare e che consentono il passaggio delle navi. È diviso in dieci zone che si differenziano per caratteristiche fisiche e per essere state popolate in periodi spesso lontani tra loro da comunità di origini diverse.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0145_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3100" title="Lido" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0145_elab-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A dispetto della sua esiguità, è curiosamente fornita di strade carrozzabili e di un aeroporto. Nemmeno il suo valore storico è rapportabile al suo metraggio, avendo avuto per secoli funzione difensiva a protezione di Venezia. È solo a partire dalla seconda metà dell’800 che viene riconosciuta quale località balneare, caratterizzata dalle tipiche capanne composte da cabina e veranda e dalla sabbia fine e dorata. Il primo stabilimento balneare è stato aperto dal cavalier <strong>Giovanni Busetto</strong> detto “Fisola”, che ha dato il via al turismo vero e proprio, e successivamente all’era delle costruzioni di alberghi esclusivi, dedicati agli aristocratici europei.</p>
<p>Ma il mito vuole che il primo ad invaghirsi del Lido sia stato il poeta e politico inglese <strong>George Byron</strong>, che percorreva al galoppo le spiagge deserte dell&#8217;isola, fino ad arrivare davanti alla chiesa di S. Nicolò, tuffarsi nel bacino e tornare a Venezia a nuoto fino a Palazzo Mocenigo, affacciato sul Canal Grande, dove viveva.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0141_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3101" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_0141_elab-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>L’attuale fase di <strong>rifacimento del look</strong> &#8211; il nuovo Palazzo del Cinema, la riconversione dei volumi dell&#8217;ex Ospedale al Mare, il Terminal del servizio pubblico di linea in Piazzale Santa Maria Elisabetta – non intaccherà il fascino dello <strong>stile Liberty</strong> delle ville lidensi, che da sole possono bastare ad una lezione di storia dell’arte. Se ne trovano diverse percorrendo la Riviera San Nicolò.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/tempio-votivo1_elab.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3102" title="Il Tempio Votivo" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/tempio-votivo1_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Inoltre, partendo dal centro di S. Maria Elisabetta, <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/cimitero-ebraico1_elab.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3103" title="L'Antico Cimitero Ebraico" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/cimitero-ebraico1_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>il solo percorso della Riviera San Nicolò vi permetterà di incrociare più monumenti di valore: il <strong>Tempio Votivo</strong>, sede delle spoglie di Nazario Sauro, Sacrario militare eretto dopo la prima guerra mondiale in memoria dei caduti su progetto dellʼarchitetto Giuseppe Torres; l&#8217;<strong>Antico Cimitero Ebraico</strong>, spazio concesso dalla Repubblica di Venezia ai rappresentanti della comunità israelitica, di cui la prima lapide conservata, quella di Samuel den Shinshon, risale al 1389<strong>; il Ridotto, </strong>la più grande fortificazione dell&#8217;isola dove<strong>, </strong>nel giorno dell&#8217;Ascensione, si celebra tutti gli anni l’antica cerimonia dello Sposalizio del Mare.</p>
<p>Torniamo in Piazzale S. Maria Elisabetta (punto di riferimento per turisti e ‘nuovi’ del Lido) per percorrere il Gran Viale, il corso principale che attraversa perpendicolarmente l&#8217;isola portandovi dalla laguna al mare. Circa a metà strada, si può ammirare sulla destra il <strong>Grande Albergo Ausonia &amp; Hungaria</strong>, spettacolare opera d’Art Nouveau, costruita nel 1905 e restaurata di recente. La sua facciata (1914) è la più grande d’Europa ed è ricoperta interamente di maiolica policroma: più di 7000 piastrelle tutte modellate a bassorilievo.</p>
<p>Giriamo a destra alla fine del Gran Viale. Il Lungomare Marconi ci riporta alla mondanità degli anni ’20 con lo storico “Hotel dei bagni”, chiamato poi <strong>Grand Hotel Des Bains</strong>, celebre location decadente del finale del film “Morte a Venezia” di Luchino Visconti con Dirk Bogarde. È anche meta di registi e attori nel periodo della Mostra del Cinema insieme al<strong> Grand Hotel Excelsior</strong>, capolavoro neoclassico orientaleggiante che ha ospitato sulla sua terrazza le proiezioni della prima Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1932, ideata dal conte Giuseppe Volpi di Misurata.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/piscina-excelsior-mostra_elab.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3104" title="La piscina del Grand Hotel Excelsior durante la Mostra del Cinema" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/09/piscina-excelsior-mostra_elab-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Se, respirando la brezza di mare ed il profumo di bagnoschiuma proveniente dalle docce dei bagnanti, vi fosse venuta voglia di un tuffo, vale la pena spingersi fino agli<strong> Alberoni</strong>. Più che in autobus, vi consigliamo di arrivarci in bicicletta, proseguendo lungo i caratteristici <strong>Murazzi </strong>che costeggiano il mare. I Murazzi costituiscono una muraglia di blocchi di pietra d’Istria creata nel ‘700 per proteggere l’isola dalle mareggiate, perfezionata nell&#8217;800 dall’ingegnere idraulico Pietro Paleocapa, autore anche delle dighe alle bocche di porto.</p>
<p style="text-align: left;">L’<strong>Oasi degli Alberoni </strong>è un’area protetta, nota per le dune di sabbia modellate dai venti e dalle maree, per la vegetazione spontanea, per la fauna caratteristica (allodole, gruccioni, fratini e piovanelli, ballerine e garzette) e per la frequenza di… tintarelle integrali. Chissà che anche qualche attrice del cast dei film in Mostra non segua i nostri consigli…</p>
<p><em>Testo e foto di Elena Ferrarese</em></p>
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		<title>Venezia, un Set a Forma di Pesce</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 07:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[A bordo del vaporetto della linea 1 per scoprire le location del cinema nella Serenissima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A voler ripercorrere tutti i luoghi di Venezia scelti quale location naturale per pellicole che hanno contribuito alla storia del cinema, c&#8217;è da perdersi. Proponiamo allora un pratico tour via Canal Grande, selezionando le tappe più intriganti, ma anche più comode da raggiungere. Si parte dalla stazione dei treni Santa Lucia, in gondola, in taxi, o &#8211; meglio &#8211; in battello (il numero 1, basta un biglietto giornaliero). Ci accompagna lungo il Canale un &#8220;ganzo&#8221; Alberto Sordi nei panni di gondoliere, con tanto di parlata veneziana, che trasporta le due avvenenti turiste americane del film di Dino Risi &#8220;Venezia, la luna e tu&#8221; (1958).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5326_11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3015" title="IMG_5326_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5326_11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>1a fermata San Marcuola</strong>: è quella più vicina per raggiungere Ca&#8217; Vendramin Calergi, il Casinò, nei cui tavoli verdi gioca la spregiudicata ed affascinante Virna Lisi del film <strong>&#8220;Arabella&#8221;</strong> di Mauro Bolognini (1967).</p>
<p><strong>2a fermata Ca&#8217; D&#8217;Oro</strong>: il bellissimo palazzo <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5339_1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3016" title="IMG_5339_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5339_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>quattrocentesco è stato scelto per alcune riprese del film <strong>&#8220;Giulietta e Romeo&#8221;</strong> di Renato Castellani (1954), vincitore del Leone D&#8217;Oro alla Mostra del Cinema dello stesso anno. Siamo nel sestiere di Cannaregio, non lontani dal Canale della Misericordia, una delle location scelte per il film <strong>&#8220;Pane e Tulipani&#8221;</strong> di Silvio Soldini (1999) &#8211; insieme all’Ospedale, ponte e campiello dei Miracoli, campo Due Pozzi, S. Francesco della Vigna, che vede protagonista la solare Licia Maglietta, dimenticata dal marito in autogrill, che continua da sola la sua vacanza in una Venezia popolare e fiabesca.</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina_casanova.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3031" title="locandina_casanova" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina_casanova-210x300.jpg" alt="" width="147" height="210" /></a>3a fermata Rialto Mercato</strong>: tra un banchetto e l&#8217;altro si aggira un giovane Heath Ledger in veste di <strong>Casanova</strong> &#8211; film di Lasse Hallstrong del 2005, prodotto dalla Walt Disney &#8211; in cerca di una fanciulla della &#8220;Venezia Bene&#8221; da prendere in moglie, condizione imposta dal Papa piuttosto dell&#8217;esilio.</p>
<p><strong>4a fermata Rialto</strong>: <strong>&#8220;Il mercante di Venezia&#8221;</strong> di <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5359_1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3017" title="IMG_5359_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5359_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Michael Radford del 2004, ambientato nella città lagunare, è stato ricostruito in gran parte in studio a Lussemburgo, ma ciò non ha evitato ad uno stuntman il tuffo in Canale dal ponte di Rialto, quello vero, al posto di Al Pacino (tra l&#8217;altro ricordo che era inverno!). Sul set di <strong>&#8220;Casino Royale&#8221;</strong> di Martin Campbell (2006) una grande barca a vela si mette a passare sotto lo stesso ponte ed un antico palazzo in restauro lì vicino crollò all&#8217;improvviso.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina_senso_visconti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3018" title="locandina_senso_visconti" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandina_senso_visconti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>5a fermata Sant&#8217;Angelo</strong>: è utile per raggiungere velocemente il Teatro La Fenice, dove palcoscenico, logge e scalone fanno da cornice all&#8217;incipit di<strong> &#8220;Senso&#8221; </strong>di Luchino Visconti (1954), sulle note del Trovatore di Verdi.</p>
<p><strong>6a fermata San Tomà</strong>: l&#8217;imbarcadero <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5362_1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3019" title="IMG_5362_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5362_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>si intravede nell&#8217;intramontabile film <strong>&#8220;Io non vedo, tu non parli, lui non sente&#8221;</strong> di Mario Camerini (1971), tra delitti e comicità.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/EP_9284.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3020" title="EP_9284" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/EP_9284-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>7a fermata Accademia</strong>: scendendo e tenendosi a destra, si trova a pochi passi lo Squero di San Trovaso, uno dei pochi &#8220;ricoveri&#8221; per gondole rimasto attivo. Spettacolare la scena del film <strong>&#8220;Italian Job&#8221;</strong> dove, durante un inseguimento, una gondola viene tranciata in due da un motoscafo proprio qui davanti.</p>
<p><strong>8a fermata S. M. Del Giglio</strong>: è quella consigliata<a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandinapg3_moonraker.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3021" title="locandinapg3_moonraker" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/locandinapg3_moonraker-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> ai clienti per raggiungere l&#8217;Hotel Gritti, area d&#8217;azione di Roger Moore in versione 007 veneziano per gli spettacolari inseguimenti in <strong>&#8220;Moonraker&#8221;</strong> di Lewis Gilbert (1979).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5384_1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3022" title="IMG_5384_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5384_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>9a fermata Salute</strong>: nei pressi della chiesa si aggira preoccupato un  archeologo alla ricerca del padre, rapito per aver scoperto i segreti del Sacro Graal (<strong>&#8220;Indiana Jones e líultima crociata&#8221;</strong>, 1989, di Steven Spielberg, con Harrison Ford). La stessa chiesa fa da sfondo all’intervista della scrittrice Susan Sontag sul mistero dell’identità di <strong>Zelig</strong> nell’omonimo film (1983) di Woody Allen. <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5374_1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3023" title="IMG_5374_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5374_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dalla riva opposta a quella dell&#8217;imbarcadero, si può ammirare l&#8217;isola della Giudecca con la sua chiesa del Redentore, davanti alla quale nel 1983 il veneziano Tinto Brass ha ambientato il film erotico <strong>&#8220;La chiave&#8221;</strong>, ricostruendo una Venezia degli anni &#8216;30 con tanto di neve finta.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5389_1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3024" title="IMG_5389_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/IMG_5389_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>10a fermata San Marco</strong>: Palazzo Ducale è protagonista nelle trasposizioni cinematografiche dell’<strong>”Otello”</strong> di Shakespeare, ad esempio delle versioni realizzate da Orson Welles (1952) o Franco Zeffirelli (1986), ma anche, di nuovo, del <strong>&#8220;Casanova&#8221; </strong>disneyano. Sotto le sue logge vi passeggiano il Doge  &#8211; Tim McInnerny  &#8211; e Casanova &#8211; Heath Ledger &#8211; che successivamente tenteranno di decapitare nella Piazzetta sottostante. Sotto il Ponte dei Sospiri l&#8217;affascinante 007 Sean Connery porta in gondola la sua conquista in <strong>&#8220;Dalla Russia con amore&#8221;</strong> di Terence Young (1963). Nel vicino Hotel Danieli, Veronica Pivetti si suicida gettandosi dal balcone, esasperata già alla prima notte di nozze dai ricordi assillanti dell’ex moglie dell’illustre professore <strong>“Raniero Cotti Borroni”</strong> che, assieme agli altri due episodi, <strong>&#8220;Giovannino e Valeriana&#8221;</strong> e soprattutto <strong>&#8220;Ivano e Jessica&#8221;</strong>, è tra le interpretazioni più spassose di Carlo Verdone. Più austero il clima creato nell&#8217;Isola di San Giorgio che si ammira di fronte, scelta da Saverio Costanzo per ambientarvi il film drammatico <strong>&#8220;In memoria di me&#8221; </strong>(2007).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-di-fabio_ski.t-cc-flickr_3345878528_e37c5e875d_b.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3025" title="foto di fabio_ski.t cc flickr_3345878528_e37c5e875d_b" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-di-fabio_ski.t-cc-flickr_3345878528_e37c5e875d_b-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>11a fermata Giardini</strong>: vale la pena ricordare ancora Alberto Sordi, in età avanzata ed ammogliato con Anna Longhi: due fruttivendoli romani costretti dai figli a trascorrere <strong>&#8220;Vacanze intelligenti&#8221;</strong> (felice episodio di <strong>&#8220;Dove vai in vacanza?&#8221;</strong>, 1978, di A. Sordi). Indimenticabile la scena in cui lei si siede su una sedia che in realtà è un&#8217;opera d&#8217;arte in esposizione e viene fotografata da altri visitatori.</p>
<p><strong>12a fermata Lido</strong>: la facciamo capolinea del tour, ma non solo per la sede della prima e più importante Mostra d’Arte cinematografica italiana. <a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-di-Michael-Dawes-cc-flickr_2289676984_3063b21da9_b.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3026" title="foto di Michael Dawes cc flickr_2289676984_3063b21da9_b" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-di-Michael-Dawes-cc-flickr_2289676984_3063b21da9_b-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Percorrendo il Gran Viale fino alla fine e svoltando a destra, si può scorgere l&#8217;imponente Hotel De Bains dove Luchino Visconti ha girato alcune scene del suo celebre film <strong>&#8220;La morte a Venezia&#8221;</strong> (1971), ispirato all’omonimo capolavoro di Thomas Mann. Si intravede sullo sfondo di questa storia di amore ed ossessione, dai salotti e dalle terrazze, una Venezia invasa dalla peste. Il set, trasformato in Long Island e Atlantic City, è stato fruttato anche da Sergio Leone per alcune sequenze della mitica saga <strong>&#8220;C&#8217;era una volta in America&#8221; </strong>(1984).</p>
<p><em>A cura di Elena Ferrarese / Foto di Edoardo Luppari</em></p>
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		<title>Gondola e Gondolieri, di Oggi e di Ieri</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 15:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosciamo e mettiamo a confronto 2 generazioni di gondolieri...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima dell&#8217;interramento dei molti rii dell’<strong>800</strong>, e prima ancora, quando Venezia era una città molto più popolata di oggi,<strong> la gondola</strong>,<strong> </strong>veloce e non rovesciabile, composta da 280 pezzi diversi,<strong> costituiva il mezzo per il trasporto di persone più comune.</strong> La permanenza a bordo poteva essere anche lunga tanto che, durante l&#8217;inverno, la gondola veniva dotata di una cabina detta fèlze che concedeva riparo e intimità. Le famiglie nobili possedevano una o più gondole &#8220;de casàda&#8221; con cui si facevano trasportare per affari o per svago.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-2854 aligncenter" title="DSCF4420" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DSCF4420-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Oggi le gondole vengono utilizzate soprattutto per il classico &#8220;giro in gondola&#8221; sul Canal Grande (gondole &#8220;da nolo&#8221;), mentre le gondole &#8220;da parada&#8221; , adibite all&#8217;attraversamento da una riva all&#8217;altra, sono generalmente sfruttate in modo più assiduo dai residenti.</p>
<p>Ma chi, da 900 anni, della gondola non può proprio fare a meno sono i <strong>gondolieri</strong>, con i numerosi epiteti a seguito che gli sono stati attribuiti negli anni: “vociosi”, burberi, &#8220;marpioni&#8221; con le turiste, romantici, &#8220;beoni&#8221;, ricconi.</p>
<p>Ma oggi sono ancora così?</p>
<p>Conosciamo e mettiamo a confronto 2 generazioni di gondolieri, accomunati da una passione di famiglia, tramandata di padre in&#8230; figlia (la prima gondoliera della storia).</p>
<p><strong>IDENTIKIT DI DANTE E GIORGIA BOSCOLO, PADRE E FIGLIA GONDOLIERI</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2855" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0013-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><strong>NOME</strong><br />
D &#8211; Dante Boscolo<br />
G &#8211; Giorgia Boscolo</p>
<p><strong>SOPRANNOME</strong><br />
D &#8211; Il Maestro, perché faccio il pittore e perché sono &#8211; dicono gli altri, non io &#8211; il numero uno sott&#8217;acqua: mi chiamano per fare dei recuperi di oggetti caduti in canale (anelli, collane, orologi, telefonini&#8230;) con muta, pinne e maschera. Nel mio curriculum, vanto più di 4000 recuperi.<br />
G &#8211; Nessuno, magari mi chiamano &#8220;la gondoliera&#8221;.</p>
<p><strong>ETÀ</strong><br />
D &#8211; 56<br />
G &#8211; 25</p>
<p><strong>FAMIGLIA</strong><br />
D &#8211; Ho quattro figlie: Giorgia che abita a Marghera; Debora che vive a Cavallino; altre due che vivono ancora a casa.  Mia moglie, che oggi &#8211; 26 settembre &#8211; avrebbe compiuto gli anni, purtroppo è mancata lo scorso febbraio.<br />
G &#8211; Ho un marito, due bambini di 3 e 5 anni, papà e tre sorelle</p>
<p><strong>DOVE VIVI</strong><br />
D &#8211; Sestiere di Castello, vicino a San Pietro, una zona tranquilla.<br />
G &#8211; Marghera</p>
<p><strong>DA QUANTO TEMPO FAI IL GONDOLIERE</strong><br />
D &#8211; Ho iniziato a remare sul traghetto di San Felice nel lontano &#8216;69.<br />
G &#8211; Da due mesi.</p>
<p><strong>PERCORSO DI STUDI/PREPARAZIONE</strong><br />
D &#8211; Adesso per diventare gondoliere occorre fare il concorso e la scuola. Ai miei tempi la licenza veniva assegnata dal comune di Venezia dopo anni di praticantato. Se moriva un gondoliere e non aveva figli, il primo dei &#8220;sostituti&#8221; prendeva il suo posto.<br />
G &#8211; Dobbiamo cominciare i corsi a scuola per l&#8217;esame di gondoliere, corsi di inglese, francese, diritto, storia di Venezia ed altre materie, dare gli esami e superare l&#8217;esame pratico da &#8220;pope&#8221; (voga dalla poppa) della gondola.</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/GIORGIA1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2857" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/GIORGIA1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>PERCHÉ LA SCELTA DI FARE IL GONDOLIERE?</strong><br />
D &#8211; Mi sono innamorato delle gondole fin da ragazzo: portavo, la gondola, il sandalo, il s&#8217;ciopon. Ho capito che sono proprio nato per remare.<br />
G &#8211; Una passione che ho da quando ero piccola. Dicevo sempre a mia madre che da grande volevo fare il gondoliere, così come oggi mio figlio dice che da grande vuole fare il calciatore. Ho imparato a vogare grazie a mio padre, quando avevo appena sette anni e per ora sono riuscita almeno ad arrivare fino qua.</p>
<p><strong>CHE VALORE HA OGGI QUESTO MESTIERE E LA SUA DIVISA?</strong><br />
D &#8211; Siamo conosciuti in tutto il mondo, ma anche un pò invidiati e non capisco perché. Guadagnamo più di un operaio, questo è vero, ma lavoriamo di più in termini di ore e se c&#8217;è brutto tempo rimaniamo senza lavoro. Poi gli anni d&#8217;oro sono finiti per tutti. Però siamo liberi e quando c&#8217;è la libertà fai quello che vuoi. Qualche gondoliere, nonostante le tariffe, può approfittare della gente (vale per tutti i mestieri), ma ci sono anche quelli che lavorano sotto tariffa, pur di lavorare.<br />
G &#8211; Fa parte della tradizione e della storia di Venezia</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2888" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DANTE33-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><strong>CHE ALTRO AVRESTI FATTO, ALTRIMENTI?</strong><br />
D &#8211; Il rapinatore o forse il killer per uccidere la gente cattiva! Poi ho conosciuto mia moglie e ho fatto il gondoliere. Sono anche pittore (ci sono le mie opere esposte ad esempio al Bar Santa Sofia), ma non l&#8217;avrei fatto come mestiere perché gli artisti muoiono di fame.<br />
G &#8211; Nient&#8217;altro: mi sarei ripresentata al prossimo concorso da gondoliere fino a riuscire a diventarlo.</p>
<p><strong>IL LATO PIÙ BELLO DEL TUO LAVORO?</strong><br />
D &#8211; Non è il guadagno. E&#8217; bello lavorare, vivere la giornata, comprarmi il pesce fresco al mercato di fronte, le mie sigarette, la mia bella birra, ed essere libero.<br />
G &#8211; Il contatto con la gente ed essere sempre all&#8217;aria aperta.</p>
<p><strong>IL LATO PIÙ BRUTTO?</strong><br />
D &#8211; Niente, ora di brutto c&#8217;é solo la mancanza della mia àncora, mia moglie.<br />
G &#8211; Il caldo e il freddo, lavorare anche sotto il sole o sotto la pioggia</p>
<p><strong>SITUAZIONE/CLIENTE/GRUPPO PIÙ IMBARAZZANTE?</strong><br />
D &#8211; Due gay che, capisco che si volevano bene, però non la smettevano di sbaciucchiarsi e avere atteggiamenti un po’ spinti. Ma vale anche per le coppie bisessuali: certe cose bisogna farle a casa propria.<br />
G -  Turisti che ti chiedono &#8220;che giro fai?&#8221; pagando 50 centesimi (costo dell&#8217;attraversamento da una riva all&#8217;altra).</p>
<p><strong>COME VIENE GESTITO IL LAVORO?</strong><br />
D &#8211; I bancali, capi del traghetto, gestiscono giorno per giorno le rive che hanno e i turni dei gondolieri.<br />
G &#8211; Ci sono dei turni da rispettare. Io per il momento devo seguire orari particolari per la scuola.</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2871" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0015-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>IL RAPPORTO CON GLI ALTRI GONDOLIERI?</strong><br />
D &#8211; Ci chiamiamo con diversi soprannomi, in base ai propri pregi o difetti: ad esempio, se uno è lungo, lo chiamiamo &#8220;paina&#8221; (dai pali in acqua) ; lui (e mi indica il gondoliere seduto al tavolo vicino) è &#8220;baea de coco&#8221; perché ha la testa pelata; poi c&#8217;era &#8220;magna pugnai&#8221; perché si metteva i coltelli tra i denti.<br />
G &#8211; Bello, in particolare mi trovo molto bene a San Tomà perché i vecchi gondolieri mi hanno visto nascere, io sono cresciuta in mezzo a loro: avendo papà che lavorava qui, venivo già da piccola ad imparare a vogare. Mi sento in famiglia, tra gli &#8220;zii&#8221;.</p>
<p><strong>SI DICE CHE, SE UN LOCALE È FREQUENTATO DA GONDOLIERI, È  BUONO: CHE LOCALI FREQUENTI?</strong><br />
D &#8211; Perché sanno che i gondolieri non vengono fregati! Tra gli altri, io vado &#8220;Ae do soree&#8221; a Cannaregio, con cucina veneziana, dove sulle pareti si possono trovare i miei disegni a penna che eseguo in poco tempo, con due mani: non sono finiti, ogni volta che vado ci aggiungo qualcosa.<br />
G &#8211; Non frequento un locale in particolare. So che i giovani si trovano spesso al Muro per l&#8217;aperitivo: io, avendo due bambini, la sera torno da loro.</p>
<p><strong>COSA NE PENSI DI TUA FIGLIA/TUO PADRE GONDOLIERE?</strong><br />
D &#8211; Non lo vedevo come un mestiere da donna, così come il carabiniere o il vigile, e non la vedevo bene in questo ambiente. Il gondoliere, poi, ha un pò la nominata di &#8220;latin lover&#8221;&#8230; Ma anche Giorgia, come me, è sempre stata innamorata della gondola, e ha scelto la sua strada. Certo che, nel campo femminile, è una grande conquista: dopo ben 900 anni, è la prima gondoliera della storia (se entra, perché deve prima finire la scuola). Ne sono orgoglioso.<br />
G &#8211; Mi ha insegnato lui ha vogare, quindi mi ha trasmesso la sua passione. Ne sono fiera. E&#8217; forte, basti pensare anche ai recuperi degli oggetti caduti in canale che fa senza sbagliare un colpo. Mi ricordo quando ha recuperato anche degli spilli, vedendoli nel fondale lagunare dalla sola testina colorata! E&#8217; un po’ burbero con la gente, &#8220;leva la vita&#8221; a tutti, nel senso che ha sempre da dire qualcosa, anche scherzando, ma magari la persona che ha davanti può non gradire e prendersela.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DANTE5.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2890" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/08/DANTE52-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><br />
</a>FAI UNA RACCOMANDAZIONE A TUA FIGLIA/TUO PADRE!</strong><br />
D- Fai come il tuo papà: non innamorarti mai del dio denaro. E&#8230; tanta felicità.<br />
G &#8211; Un po’ meno burbero, papà!</p>
<p style="text-align: left;">
<p><em>Testo e foto di Elena Ferrarese</em></p>
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		<title>Spiagge Venete</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 10:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi km dai maggiori centri storico-artistici del Veneto (da Venezia a Verona, da Padova alla Riviera del Brenta)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/jesolo_Area-International.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2814" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/jesolo_Area-International-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Non solo mare ma anche arte, folklore, prestigiosa tradizione enogastronomica e vivace night life.</p>
<p>A pochi km dai maggiori centri storico-artistici del Veneto (da Venezia a Verona, da Padova alla Riviera del Brenta), le principali località balneari dell’alta riviera adriatica si distinguono tutte, ciascuna a suo modo, per un’intrinseca capacità di offrire al turista una vacanza che fonde sole e mare ad arte e folklore, il prestigio di una antica tradizione enogastronomica ad una vivace night life.</p>
<p>La prima tappa di un ipotetico viaggio alla loro scoperta ci porta a<strong> Chioggia e Sottomarina</strong>. Tra pittoreschi canali solcati da colorate imbarcazioni sui quali si specchiano calli, ponti e storici palazzi, c&#8217;è Chioggia, denominata da tutti la &#8220;piccola Venezia&#8221; per la sua straordinaria rassomiglianza con la città dei Dogi. La popolosa città marinara si snoda lungo una singolare struttura urbanistica che suggerisce l’immagine di una lisca di pesce. Sospesa tra la laguna veneta e il Delta del Po, regala bellezze naturali, arte e tradizioni popolari. Sottomarina, collegata a Chioggia da un ponte, ha scoperto la sua vocazione turistica grazie a un&#8217;aria ricca di iodio e ad una spiaggia di quasi 10 km costellata di moderni stabilimenti balneari. Ad animarne il giorno e la notte una lunga scia di negozi e vivaci locali. Accanto ad un rilevante patrimonio artistico, Chioggia e Sottomarina offrono a chi le visita anche una pregevole tradizione culinaria: dai piatti a base di pesce, esportato in tutta Italia e simbolo privilegiato della gastronomia locale, agli ortaggi tra i quali primeggia il celebre radicchio noto come &#8220;rosa di Chioggia&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/jesolo_Spiaggia-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2815" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/jesolo_Spiaggia-4-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Proseguendo nel nostro tour, la seconda tappa non può che condurci in quella che per tutti è la city beach veneta per antonomasia: <strong>Jesolo Lido</strong>. Sempre più europea e spalancata al cambiamento, da alcuni anni ha messo in cantiere un total restyling ad opera di importanti firme dell’architettura contemporanea che la hanno resa una città moderna e dinamica, palcoscenico, tutto l’anno, di eventi richiamo nazionale e costantemente animata da locali di tendenza. Ma non solo. Con i suoi 15 chilometri di spiaggia dorata finissima di origine dolomitica e fondali marini che degradano dolcemente così da permettere a tutti una balneazione sicura, Jesolo offre una gamma completa di piacevoli opportunità per rilassarsi e divertirsi a 360°. Se quella a cui mirate è una vacanza a stretto contatto con la natura e all’insegna del fitness outdoor non avrete che l’imbarazzo della scelta.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/caorle_spiaggia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2816 alignleft" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/caorle_spiaggia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Diversa, ma altrettanto fascinosa, la nostra terza tappa: <strong>Caorle</strong>, antica e caratteristica città marinara. Il centro storico, dominato dal maestoso campanile cilindrico e dalla cattedrale romanica del 1038, è caratterizzato da romantici campielli e vicoli su cui si affacciano palazzi e locali dai colori sgargianti. La sua scogliera è una delle più belle passeggiate dell&#8217;Alto Adriatico. L&#8217;immagine del centro storico di Caorle da un lato, ed il mare dall&#8217;altro, rappresentano una veduta tra le più suggestive, arricchita, al termine della diga, dall&#8217;antica ed affascinante chiesa della Madonna dell&#8217;Angelo. Su questa passeggiata, dal 1993, il Comune di Caorle ha ideato il Premio Internazionale &#8220;Scogliera Viva&#8221;, un simposio di scultura biennale al quale hanno partecipato, negli anni, numerosi scultori di fama internazionale. Il risultato è una singolare galleria di sculture ricavate dai blocchi di trachite euganea posti a difesa del centro storico dai flutti del mare che accompagnano il visitatore in un itinerario suggestivo, un museo all&#8217;aperto, lungo il quale si possono ammirare insolite opere d&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2817 aligncenter" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/07/caorle_chiesa1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>L’ultima tappa, ma non certo per importanza, è <strong>Bibione</strong>: insediamento nuovo e moderno. La sua vita di spiaggia particolarmente vivace, le attrezzature adatte a qualsiasi tipo di turismo sono frutto di un’accurata pianificazione che, a partire dagli anni Cinquanta, ha via via fatto sorgere a ridosso dell’arenile e nei grandi spazi verdi situati verso l’entroterra alberghi, edifici residenziali e villaggi turistici. Con 8 km di spiaggia finissima è una meta ideale per rilassarsi, passeggiare e fare sport nel verde della pineta e trascorrere giornate di relax, magari alle terme. La cucina locale vanta cibi genuini e vini di pregio. Tra i fiori all’occhiello, oltre al pesce, vi è l’asparago bianco dal sapore delicato e dalle numerose proprietà nutritive celebrato ogni anno, nel mese di aprile, con una Festa gastronomica dove poterlo degustare ed acquistare nei numerosi stand, allestiti per l’occasione.</p>
<p><em>A cura di Roberta Brozzola</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Terrazze, giardini, altane: l&#8217;estate di chi resta in città</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove passa l’estate chi non è proprio un ‘tipo da spiaggia’?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stacanovisti, pudichi, avversi al caos, allergici alla sabbia: dove passa l’estate chi non è proprio un ‘tipo da spiaggia’? Venezia offre numerose allettanti alternative per chi rimane a ‘prendere il fresco’ e a rilassarsi in città.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/pool-night-55.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2672" title="pool-night-5" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/pool-night-55-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>La piscina sul tetto del&#8217;Hilton Molino Stucky</em></p>
<p>Cominciamo dalle <strong>TERRAZZE</strong>, svelandovi da subito quella più alta che c’é. È quella all’8° piano del Molino Stucky Hilton, ovvero la terrazza dello <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/skyline-rooftop-bar/" target="_blank"><strong>Skyline Rooftop Bar</strong></a>: come se non bastasse l’incredibile vista panoramica dalla Giudecca verso tutto il Bacino di San Marco, rimarrete sbalorditi dalla fantastica piscina, dove si può fare un tuffo senza riempirsi di sale o ‘infarinarsi’ i piedi. Non scherza come altezza neanche il <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/ristorante-terrazza-danieli/" target="_blank"><strong>Ristorante Terrazza Danieli</strong></a>, vicino Palazzo Ducale, dove si cena in stile veneziano, ma si possono provare anche sapori orientali. Rimanendo in ambienti trendy-chic, dobbiamo citare le terrazze che si affacciano direttamente sul Canal Grande, a partire da quella dell’<a href="http://www.2venice.it/hotel-bb/hotel-bauer/" target="_blank"><strong>Hotel Bauer</strong></a>, dove vi suggeriamo di non perdervi i cocktail del ‘barman delle star’, Gennaro Florio. È indicata soprattutto per una cena romantica la terrazza del <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/ristorante-la-cusina/" target="_blank"><strong>Ristorante La Cusina</strong> </a>del The Westin Europa &amp; Regina, ma della stessa si può usufruire pure prendendo un aperitivo con ‘chic..chetti’ presso il bacaro all’interno dell’hotel, <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/bacaro-chic-chetteria/" target="_blank"><strong>La Chic..chetteria</strong></a>. La cucina veneziana si può gustare anche in campo, sotto le stelle, nell’ampio e fresco plateatico dell’<a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/hostaria-galileo/" target="_blank"><strong>Hostaria Galileo</strong></a>, vicino all’Accademia. A chi predilige luoghi meno turistici, segnaliamo l’affascinante terrazza del<a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/algiubagio/" target="_self"> </a><strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/algiubagio/" target="_self">Ristorante Algiubagiò</a> </strong>delle Fondamenta Nuove con il suo panorama misterioso sulle isole della laguna nord-est (San Michele, Murano, Burano, Torcello). Più informale come situazione quella dell’<strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/aperitivi-cocktail-bar/osteria-ae-botti/" target="_blank">Osteria Ae Botti</a></strong> in Giudecca (Palanca) dove, nella bella stagione, potete scegliere se mangiare e bere fronte canale o nell’elegante veranda interna, dove si possono tra l’altro organizzare eventi speciali.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/AE_BOTTI.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2663" title="AE_BOTTI" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/AE_BOTTI-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><em>Osteria Ae Botti</em></p>
<p>È una scoperta anche il giardino interno del cocktail bar <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/aperitivi-cocktail-bar/orange/" target="_blank"><strong>Orange </strong></a>di campo Santa Margherita, che &#8211; come la veranda dell’Osteria Ae Botti &#8211; non si vede finché non si entra nel locale e non si va alla toilette. In tema di <strong>GIARDINI</strong>, tra i più gettonati da veneziani e turisti per una pizza o un pasto tipico, c’è quello del<a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/aperitivi-cocktail-bar/nono-risorto/" target="_blank"> <strong>Nono Risorto</strong></a> che ha un giardino caratteristico, da ambientarci storie alla ‘Pane e Tulipani’ (Soldini, 2000). Il giardino del <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/ristorante-antico-pignolo/" target="_blank"><strong>Ristorante Antico Pignolo</strong></a> è noto per la vecchissima vite, ancora presente, che si dice fosse stata piantata qui inizialmente per dar ombra alle maestranze di San Marco che lavoravano le pietre nella corte, poi per regalare un posto al fresco agli ospiti dell’osteria, sotto la pergola e davanti ad un buon bicchiere di vino (‘ombra’, appunto, in veneziano). Occorre arrivare fino a Torcello, all’<a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/osteria-ponte-del-diavolo/" target="_blank"><strong>Osteria Ponte del Diavolo</strong></a> – ma vi assicuriamo che vale la pena – perché la cena in giardino si trasformi in un’esperienza sensoriale, in mezzo alla quieta natura dell’isola.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/Foto-giardino-Antico-pignolo1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2656" title="Foto-giardino-Antico-pignolo" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/Foto-giardino-Antico-pignolo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Ristorante Antico Pignolo</em></p>
<p>Un’altra situazione molto veneziana e molto estiva, ma per pochi fortunati, è l’<strong>ALTANA</strong>. A chi non è del luogo, dobbiamo spiegare che qui parlando di altana ci si riferisce a quella curiosa struttura in legno, tipico elemento dell’architettura veneziana, costruita in genere sopra il tetto delle case, alla quale si accede solitamente dall’abbaino. Quella che ci ha maggiormente conquistato è una delle più alte, da dove si ammirano diversi profili della città lagunare a 360 gradi, quella dell’<a href="http://www.2venice.it/hotel-bb/hotel-londra-palace/" target="_blank"><strong>Hotel Londra Palace</strong></a>. Dello stesso hotel, vi raccomandiamo anche la veranda fiorita del <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/ristorante-do-leoni/" target="_blank"><strong>Ristorante Do Leoni</strong></a>, in Riva degli Schiavoni, punto esclusivo per contemplare lo spettacolo serale di colori sull’acqua del Bacino di San Marco.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/LONDRA_Altana_011.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2654" title="LONDRA_Altana_01" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/LONDRA_Altana_011-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p><em>Hotel Londra Palace</em></p>
<p>‘Last but not the least’, la location considerata dai veneziani quale ‘spiaggia cittadina’, <a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/el-chioschetto/" target="_blank"><strong>El Chioschetto delle Zattere</strong></a>, con tavolini, sedie ed ombrelloni piazzati lungo il Bacino della Giudecca. Andateci quando il sole sta per tramontare e tenete a portata di mano – oltre a spritz e patatine – una fotocamera per immortalare le fantasiose sfumature del cielo che si specchiano a quest’ora sulla laguna.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/CHIOSCHETTO_DSC_00041.jpg"><img class="size-medium wp-image-2651 alignnone" title="CHIOSCHETTO_DSC_0004" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/06/CHIOSCHETTO_DSC_00041-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><em>El Chioschetto</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>A cura di Elena Ferrarese.</strong></p>
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		<title>Tutto gira intorno al Campo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 15:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicolabrillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[La chiesa, la vera da pozzo, il campanile (e soprattutto le campane), i palazzi prestigiosi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa, la vera da pozzo, il campanile (e soprattutto le campane), i palazzi prestigiosi intorno e spesso un rio. Mettendo insieme questi elementi, disegniamo un ‘campo’ veneziano.</p>
<p>I campi a Venezia sono luoghi d’incontro e punti di riferimento per chi si muove nel labirinto delle calli della città e riportano tutti, più o meno fedelmente, i componenti sopra elencati. Ecco perché, cari turisti, pendolari, studenti di passaggio, ‘terrafermisti’ distratti, veneziani senza senso dell’orientamento, spesso vi confondete e perdete!</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/Venezia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2316" title="Venezia" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/Venezia.jpg" alt="" width="510" height="382" /></a></p>
<p>Da un’altra parte, questi spazi urbani si chiamerebbero piazze. A Venezia, di piazza ce n’è una sola: S. Marco. Il termine ‘Campo’ deriva dalla sua natura inizialmente erbosa: prato, terra battuta, a volte anche orto coltivato. Dovete spingervi fino a S. Pietro di Castello per ammirare l’ultimo ‘superstite’ erboso. Negli anni, i campi sono stati pavimentati in cotto, poi in mattoni a ‘spina di pesce’ o ‘cestello’ (da vedere, ad esempio, Campo dell’Abbazia della Misericordia a Cannaregio). Nel nostro tempo, va di moda il selciato.</p>
<p>L’analisi degli elementi caratteristici dei campi veneziani ci guida a capire come in passato veniva organizzata la vita all’interno di questi spazi, come sono nati, per quale funzione. Il POZZO gioca un ruolo chiave nel sistema campo. Luogo di ritrovo delle donne che, con i secchi da riempire, si aspettavano a ridosso delle vere per i quotidiani pettegolezzi da sestiere, non è da confondere però con i pozzi comuni perché i veneziani non scavavano per trovare la falda d’acqua, ma raccoglievano qui l’acqua piovana attraverso delle fessure chiamate ‘pilelle’ o ‘musine’. Ragion per cui occorreva tenere costantemente igienico il campo, mansione affidata al ‘nettador di zona’, controllato a vista dalla Scuola del S. S. Sacramento, ospitata in ogni chiesa.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/venecanpo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2315" title="venecanpo" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/venecanpo.jpg" alt="" width="479" height="379" /></a></p>
<p>Per proteggere un bene prezioso come l’acqua, nel 1536 i Provveditori alla Sanità diedero in custodia le chiavi delle cisterne ai capi di contrada perché le aprissero solo due volte al giorno al suono delle campane. Sono quindi le CAMPANE che battono il tempo della collettività: la vita religiosa e quella quotidiana (oltre all’apertura dei pozzi, le campane avvisavano in caso di incendio) utilizzavano, così, lo stesso ‘metronomo’.</p>
<p>Venezia appariva una città policentrica, divisa per parrocchie, dove la comunità era pure spirituale, dove la domenica si andava a messa e si ascoltavano i fatti della settimana, pubblici e privati, annunciati direttamente dal pulpito. Alcuni campi (come S. Polo, Frari, Santo Stefano, Santi Giovanni e Paolo) per la loro ampiezza sono stati anche teatro di manifestazioni profane e spettacolari, come le feste carnevalesche, le giostre, i tornei di tiro alla balestra o di bocce, i mercati, fino alla ‘caccia al toro’ (quella del 22 febbraio 1802 in Campo Santo Stefano fu l’ultima realizzata in città perché provocò la rovinosa caduta degli spalti per gli spettatori).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/campo-.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2313" title="campo-" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/campo-.jpg" alt="" width="550" height="397" /></a></p>
<p>Avete mai notato, poi, che quasi ogni campo (che in genere trae il nome dalla chiesa, dai palazzi nobili che vi si affacciano, da attività che vi venivano praticate, come il Campo della Lana a Santa Croce, o da personaggi storici) ha il suo RIO? S. Barnaba, S. Angelo, Santi Giovanni e Paolo, S. Maria Mater Domini. Forse non è un caso. Fanno eccezione, ad esempio, S. Tomà o S. Giacometto a Rialto, che comunque si trovano a pochi metri dal Canal Grande.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/5363_venezia_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2312" title="5363_venezia_" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/5363_venezia_.jpg" alt="" width="425" height="290" /></a></p>
<p>Va da sé che da fine Ottocento, quando la città fu dotata di un acquedotto pubblico (giugno 1884), e una volta chiusi i pozzi, i campi hanno perso la loro funzione ed il loro fermento originari. Oggi, lo spezier, il frutariol, il biavarol, il marangon, il drapier, il gastaldo, il tiraoro non lavorano più all’aria aperta aiutandosi a vicenda ma… in campo si radunano lo stesso magari, la sera a bere un’‘ombretta’ nella solita osteria per sfogare le disavventure della giornata.</p>
<p>Le donne non s’incontrano più in campo per raccogliere a turno l’acqua del pozzo o per stendere la biancheria, ma… a bere uno spritz con le amiche affinché quell’antica tradizione (veneziana e non) del pettegolezzo rimanga viva e consolidata.</p>
<p>A cura di Elena Ferrarese.</p>
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		<title>Enogastronomia sul Lago di Garda</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 09:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[La sponda veneta del Lago di Garda è uno dei centri più importanti a livello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sponda veneta del Lago di Garda è uno dei centri più importanti a livello internazionale nella produzione di vini. Due sono le zone veronesi che offrono vino di pregio: la Valpolicella per i rossi e il Soave per i bianchi. Il punto di forza della prima è l&#8217;Amarone, rosso che viene fatto con uve appassite, mentre la seconda zona si è imposta a livello nazionale per le sue caratteristiche. Entrambi hanno però un comune denominatore, la tradizione nella produzione del Recioto.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/garda3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2294" title="garda3" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/garda3.jpg" alt="" width="480" height="302" /></a></p>
<p><strong>AGRITURISMO</strong></p>
<p><strong>Tenuta Musella</strong><br />
La tenuta è un complesso paesaggistico fra i più belli e intoccati della regione Veneto, ricco di boschi, coltivazioni specializzate e antiche dimore. L&#8217;Azienda Agricola ha la sua sede in una corte rurale del 1500, circondata da verdissimi prati bagnati dal fiume Fibbio, ed è stata trasformata parte in cantina di vinificazione e barricaia, parte in agriturismo con formula di B &amp; B. Sono presenti<br />
4 appartamenti e 11 camere matrimoniali, semplici e accoglienti. L&#8217;Azienda Agricola Musella offre la possibilità di visita e degustazione dei propri vini per piccoli gruppi.<br />
Via Ferrazzette, 2 &#8211; San Martino Buon Albergo (Verona). Info: 335-7294627 www.musella.it Camera da 90 euro</p>
<p><strong>Hotel Gritti ****</strong><br />
La posizione eccellente e una varia offerta di servizi di qualità rendono questo hotel una scelta interessante per una vacanza rilassante ed esclusiva. Si trova infatti a pochi passi dal centro storico di Bardolino e a qualche metro dalla spiaggia pubblica e dal Lido Mirabello attrezzato con sdraio e lettini. Il Parc Hotel Gritti è molto popolare per i suoi giardini e terrazze tranquille, per la piacevole zona piscina, oltre che per il suo centro benessere con piscina coperta, sauna e trattamenti estetici di vario genere.<br />
Lungolago F. Cipriani Bardolino (Vr). Info: 045 6210313 Camere da 69 euro</p>
<p><strong>Agriturismo Corte Italia</strong><br />
L&#8217;agriturismo si trova all&#8217;interno del vecchio Municipio di Sorgà dove sono state ricavate tre stanze da letto. La struttura offre pensione completa e formula bed and breakfast, anche per lunghi periodi. Il ristorante vi permette di passare una serata in un ambiente informale ed elegante, con ampio parcheggio e giardino per i bimbi. Il pane, le focacce, la pasta fresca, i salami, la polenta rossa, sono solo alcuni esempi di una scelta semplice ma curata. Il ristorante è aperto la sera del venerdì e del sabato; la domenica a pranzo e cena. Per gli ospiti delle camere a pensione o mezza pensione il servizio di ristorante è sempre in funzione.<br />
Via Roma, 3 &#8211; Sorgà (Verona). Info:  045-7370232  Ristorante aperto venerdì e sabato alla sera, domenica mezzogiorno e sera. Alloggio: tutto l&#8217;anno.  www.corteitalia.it Camere da 70 euro.</p>
<p><strong>Tenuta La Pila</strong><br />
E&#8217; un’antica corte rurale risalente al 1733, sorta intorno ad un mulino con pila da riso. Gli alloggi riservati agli ospiti sono stati ricavati nei vecchi granai. Si tratta di 5 ampie stanze (per 2/3 persone), di cui due attrezzate per portatori di handicap. A disposizione ci sono anche due mini-appartamenti (per 4/6 persone), ciascuno con due stanze. In azienda la produzione di miele, marmellate, uova, pollame, frutta fresca e verdura dell’orto può essere acquistata dagli ospiti, che potranno anche raggiungere facilmente i luoghi ricchi di storia e arte sparsi nei dintorni<br />
Via Pila, 42 &#8211; Spinimbecco Villa Bartolomea (Verona). Info: 0442-659289 Aperto tutto l&#8217;anno www.tenutalapila.it Camera da 50 euro</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/garda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2292" title="garda" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/garda.jpg" alt="" width="520" height="373" /></a></p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p><strong>Masi Agricola</strong><br />
L&#8217;azienda agricola Masi è celebre nel mondo per i suoi vini, in modo particolare per quelli prodotti nella Valpolicella con uve appassite, fra questi l&#8217;Amarone. Ma Masi non è solamente Amarone. La dinamica azienda possiede infatti vigneti nel Nord Italia e i suoi vini sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità. Il nome della cantina deriva infatti da “Vaio dei Masi” &#8211; cioè “piccola valle di Masi” &#8211; un vigneto che si trova a Negrar, in Valpolicella, e che la famiglia Boscaini &#8211; proprietari della cantina &#8211; acquistarono alla fine del diciottesimo secolo e che divenne il loro primo vigneto.<br />
Via Monteleone – Gargagnago (Verona) – Info: 045 6832511</p>
<p><strong>Allegrini </strong><br />
L&#8217;Azienda Agricola Allegrini ha sede in Fumane di Valpolicella, presso Corte Giara. Giovanni Allegrini, capostipite della nuova generazione, è considerato, per la sua competenza ed umanita&#8217;, un protagonista assoluto della storia enologica di questa terra. L&#8217;azienda vive quotidianamente il piacere di accogliere, nei suoi vigneti e nella sua cantina, tutti gli ospiti che desiderano conoscere, bere e capire il suo vino. E&#8217; possbile visitare la cantina e avere come cornici barriques e botti.<br />
Via Giare 9/11 &#8211; Fumane di Valpolicella (Verona). Info: 045 6832011</p>
<p><strong>Casa Vinicola Sartori</strong><br />
La Casa Vinicola Sartori é situata a nord di Verona fra le colline della Valpolicella, nel cuore della zona classica di produzione, famosa non solo per i suoi vini, ma anche per la piacevolezza del paesaggio. Proprio qui, nel 1898, Pietro Sartori acquistò la secentesca Villa Maria, già dimora dei conti Murari Brà, tuttora prestigiosa sede dell&#8217;azienda. Oggi Andrea, Luca e Paolo, la quarta generazione della famiglia, sono riusciti grazie al loro impegno a portare la produzione aziendale a livelli sempre più alti. Si tratta di risultati raggiunti attraverso un profondo rinnovamento tecnologico degli impianti, senza trascurare il patrimonio di conoscenze aziendali acquisite.<br />
Via Casette 2 &#8211; Negrar (Vr). Info: 045 6028011</p>
<p><strong>Azienda Agricola Romano Dal Forno</strong><br />
Uno dei personaggi più schivi, ma più affascinanti del mondo del vino è Romano Dal Forno, conosciuto da tutti come &#8220;il lupo solitario della Valpolicella&#8221;. Abita infatti in una zona remora ad est di Verona ed è poco incline ai compromessi. La tecnica più palesemente d&#8217;avanguardia utilizzata da Dal Forno è infatti l&#8217;uso delle barrique completamente nuove per far maturare i suoi vini, e le rese bassissime in vigna, che rendono i suoi vini dei monumenti alla grandezza. L&#8217;ultimo della serie è Amarone &#8216;95. Sul palato, le dimensioni epiche del vino emergono con sensazioni piene di frutta e cenni di prugne e ciliegie. Un sorso pieno non si tiene in bocca tanto è nutrito e potente questo vino.<br />
Località Lodoletta, 4 &#8211; Frazione Cellore &#8211; Illasi (Vr). Info: 045 7834923</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/Bardolino1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2293" title="Bardolino" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/Bardolino1.jpg" alt="" width="600" height="367" /></a></p>
<p><strong>Visita a Bardolino</strong><br />
Bardolino sorge a metà della sponda veronese, nel punto di maggior ampiezza del lago di Garda. La dolcezza del clima favorisce la crescita della flora mediterranea: ulivi, cipressi, oleandri, viti, prosperano sulle colline che fanno da corona al centro che si protende verso il lago con due caratteristiche punte. Negli ultimi decenni a supporto della tradizionale economia agricola si è sviluppata l&#8217;attività turistico-alberghiera con oltre 4000 posti letto tra hotel, alberghi, B&amp;B, appartamenti e residence.<br />
I prodotti tipici quali per esempio il vino, l&#8217;olio, il pesce, garantiscono una cucina tradizionalmente genuina, che si può gustare negli hotel, nei raffinati ristoranti e nelle numerose trattorie di campagna. E proprio il vino è il protagonista assoluto anche di importanti eventi quali la Festa del Vino Bardolino Chiaretto a maggio, la Festa dell&#8217;Uva e del Vino Bardolino DOC a ottobre, la Festa del Vino Novello a novembre e, nel periodo della vendemmia, della famosa &#8220;Cura dell&#8217;Uva&#8221;.<br />
Info turistiche: 045 6212586 &#8211; 045 6210654</p>
<p><strong>AZIENDE VITIVINICOLE</strong></p>
<p><strong>Fratelli Bolla</strong><br />
Fondate negli Anni Trenta le Cantine Bolla in Valpolicella sono collocate nel cuore degli edifici storici a Pedemonte. E&#8217; possibile visitare la Cantina del Nonno, dove sono custodite botti del XIX secolo di inestimabile valore, i fruttai dove vengono appassite le uve destinate a Recioto ed Amarone della Valpolicella, le sale destinate alla vinificazione. Qui tecnici e operai si avvicendano come in un&#8217;unica grande famiglia per verificare ogni singolo processo. Esperti vi illustreranno le tecniche di lavorazione e vi guideranno nella degustazione.<br />
Via A. Bolla, 3 &#8211; S.Pietro in Cariano (Fraz. Pedemonte) Verona. Info: 0458670911</p>
<p><strong>Conti Guerrieri Rizzardi </strong><br />
E&#8217; una storica azienda vitivinicola del Veneto, presente con cantine nelle quattro zone classiche di produzione dei vini veronesi: Bardolino, Valpolicella, Soave, Valdadige. La sede principale è a Bardolino, nel complesso storico appartenente ai Guerrieri e loro antenati a partire dal 1450. Tutte le uve provengono esclusivamente dai vigneti di proprietà e i vini sono vinificati ciascuno nella cantina situata nella zona di denominazione. E&#8217; possibile assaggiare e acquistare la produzione della cantina.<br />
Via Verdi, 4 &#8211; Bardolino (Vr). Info: 045 7210028</p>
<p><strong>Azienda agricola Cà Bottura </strong><br />
L’Azienda Agricola Cà Bottura che si espande su una superficie di 10 ettari di terreno coltivato a vigneti e oliveti, si trova sulle colline di Bardolino (Lago di Garda). La società tutt’ora è a conduzione famigliare e gestisce, anche se in modo separato ed indipendente, altre due realtà aziendali: l’Azienda agricola Cà Bottura che si occupa della gestione della cantina, dell’oliveto e dei vigneti e il sovrastante agriturismo La Zerla.<br />
Via San Colombano, 51 – Bardolino (Vr). Info: 0457211770</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/lago-di-garda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2295" title="lago-di-garda" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/lago-di-garda.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Visita Peschiera del Garda e dintorni</strong><br />
Peschiera del Garda Peschiera del Garda, l&#8217;antica Arilica dei romani, conserva ricche testimonianze della sua storia che ancora propone al visitatore curioso di scoprire i segni dell&#8217;opera dell&#8217;uomo. E accanto alle architetture difensive e militari ci sono le architetture civili e gli edifici religiosi, come il cinquecentesco Santuario della Madonna del Frassino, meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli. Ma oltre a tutto questo, Peschiera offre momenti di pace e relax nell&#8217;ambiente naturale che la circonda, come nell&#8217;oasi del laghetto del Frassino o nella vallata del Mincio, lungo la quale si sviluppa l&#8217;omonimo parco che offre innumerevoli opportunità di passeggiate a contatto con una natura incontaminata e rigogliosa. Il piccolo centro lacustre di Bardolino conserva due importanti edifici sacri: la chiesa di San Zeno, una delle migliori testimonianze italiane d’età carolingia, e la chiesa di San Severo, di matrice romanica. Scenografica la veste d’impronta tipicamente veneziana di Lazise, che si dichiara con orgoglio ‘primo comune d’Italia’ riferendosi all’autonomia di cui godette già nell’alto medioevo.<br />
Info: 045 6444700 &#8211; 045 7550555</p>
<p><strong>Ristorante Al Frassino </strong><br />
Il Ristorante al Frassino, situato alle spalle del santuario omonimo ed a pochi chilometri da Verona e’ adagiato in una splendida posizione collinare che domina dall&#8217;alto il fiume Mincio e la storica città di Peschiera del Garda. Immerso nel verde lussureggiante del suo splendido giardino, il ristorante offre pietanze della cultura culinaria veronse e non solo, con grande attenzione ai vini.<br />
Strada dei Frati, 3 &#8211; Peschiera del Garda (Vr). Info: 045/7551653</p>
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		<title>Eventi e cultura a Verona</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 11:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Verona: vederla e subito innamorarsene, e poi tornare per scoprirla. Da più di due millenni, le mura della città...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verona: vederla e subito innamorarsene, e poi tornare per scoprirla. Da più di due millenni, le mura della città proteggono preziose gemme di arte, storia e cultura, che brillano donando ai suoi cittadini e ai visitatori di tutto il mondo uno spettacolo unico e seducente. Patrimonio storico e culturale dell’umanità, ha incantato pittori, poeti, viaggiatori e personaggi illustri di ogni epoca. Verona, vera opera d’arte, affascina tutti: gioco di influenze tra epoche, culture, intreccio di saperi, commistione di cultura classica e germanica, nordica e solare, antica e dinamica allo stesso tempo. Passeggiando tra i vicoli un’inattesa armonia di scorci di epoche storiche diverse incanta ad ogni passo: le  tracce delle fastose origini romane, la definita impronta medievale e dei suoi cavalieri scaligeri, i grandiosi palazzi rinascimentali, assieme alle imponenti fortificazioni che la proteggono.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/foto-verona.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2230" title="foto verona" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/foto-verona.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><strong>HOTEL</strong></p>
<p><strong>B&amp;B Alle Torri</strong><br />
Il B&amp;B è in Borgo Milano sul canale Camuzzoni con molto verde attorno. Da una parte e dall’altra della casa ci sono due giardini verdi e fioriti. Il B&amp;B è insonorizzato. L&#8217;appartamento è nuovo elegante, con ascensore, due terrazze panoramiche, Bus sotto casa che porta in stazione in 4 min.<br />
Via Galvani, 63a – Verona. Tel. 045 56 33 21.  Camera da 35 euro</p>
<p><strong>B&amp;B Abacus</strong><br />
E&#8217; a pochi passi dal centro storico e dispone in un contesto elegante, di confortevoli camere con ingresso indipendente, aria condizionata personale e bagno interno. E’ prevista la pulizia giornaliera e il cambio periodico della biancheria. Possibilità garage e uso cucina su richiesta.<br />
Via Pindemonte, 2b Verona Tel. 045 83 50 557  Camera da 40 euro</p>
<p><strong>Hotel Mastino ***</strong><br />
Completamente rinnovato, elegante e confortevole, dispone di sala-meeting e di camere dotate di servizi, telefono automatico, frigobar, aria condizionata,TV color, american buffet e garage a richiesta. Un&#8217;accoglienza familiare ed un&#8217;ospitalità di prima classe vi attendono a Verona.<br />
Corso Porta Nuova, 16 Verona. Tel. 045 595388 Camera da 100 euro</p>
<p><strong>Hotel De&#8217; Capuleti ***</strong><br />
Un soggiorno confortevole nell&#8217;hotel De&#8217; Capuleti. Camere tranquille con telefono e servizi, ascensore, bar, garage, sala lettura. A pochi metri dal centro storico e dalla tomba di Giulietta.<br />
Via del Pontiere, 26 – Verona. Tel 045 8000154 Camera da 90 euro</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p><strong>Piazze delle Erbe</strong><br />
La piazza ricalca l’impianto dell’antico Foro Romano e per secoli è stata il centro della vita politica ed economica della città. La zona centrale (il cosiddetto &#8220;toloneo&#8221;) è ancor oggi animata da un colorato mercato. Tra le bancarelle con ombrelloni bianchi si ergono colonne e monumenti. La piazza è incorniciata da palazzi ed edifici che hanno segnato la storia di Verona. Sempre provenendo da Corso Mazzini, all’angolo sud-est della piazza si può osservare una serie di edifici che conservano ancora le linee strutturali delle case-torri d’età comunale, residuo dell’antico ghetto.</p>
<p><strong>Piazza dei Signori</strong><br />
Originata dallo sviluppo dei palazzi in cui si decideva la vita politica e amministrativa, soprattutto del periodo scaligero, la piazza è circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate, quasi a creare una specie di corte interna. Al centro della piazza di trova il monumento a Dante (1865), statua di 3 metri in marmo bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del poeta, che presso la corte di Cangrande trovò il suo primo rifugio dopo l’esilio da Firenze.</p>
<p><strong>Palazzo del Comune o della Ragione</strong><br />
Costruito alla fine del XII sec. fu sede del Comune, della Pretura e della Corte d’Assise (1875). Durante il dominio veneziano fu sede del Tribunale, delle carceri e del Collegio dei Notai, di uffici e depositi commerciali, del granaio pubblico e altro ancora. Il palazzo ha pianta quadrata e in origine presentava 4 torri angolari (ne restano solo due, delle altre sono presenti tracce nelle strutture interne del palazzo).</p>
<p><strong>Palazzo del Capitanio o del Tribunale</strong><br />
Residenza scaligera già dal XIII sec. e ricostruito da Cansignorio nella seconda metà del XIV sec.; la costruzione fu ristrutturata alla fine dell’800 per accogliere gli uffici giudiziari. Il palazzo presenta un massiccio torrione scaligero, un bel portale di Michele Sanmicheli, un cortile centrale del XV sec., chiuso e delimitato da una loggia a tre ordini con portico; da ricordare anche la porta dei Bombardieri, del XVII sec.</p>
<p><strong>Scavi archeologici</strong><br />
Gli scavi eseguiti hanno portato alla luce numerosi resti archeologici romani e medievali, ora lasciati in vista. L’area interessata è costituita dalla zona del cortile del palazzo, di Via Dante e di una parte del Palazzo del Comune ed è una delle aree archeologiche urbane più estese del Nord Italia. In età romana, la zona era occupata da case più volte ristrutturate, fino al V sec. d.C.<br />
Piazza dei Signori Tel. 045.8007490 Orari d’apertura da martedì a domenica ore 10-19 Chiuso il lunedì.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/arena-di-verona.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2242" title="arena-di-verona" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/arena-di-verona.jpg" alt="" width="550" height="367" /></a></p>
<p><strong>CENA</strong></p>
<p><strong>Michelangelo</strong><br />
La cucina del ristorante è un&#8217;interpretazione della cultura culinaria tradizionale, con particolare attenzione ai sapori originali dei prodotti accuratamente scelti delle migliori qualità. L&#8217;ambiente del ristorante è elegante, curato nei dettagli, raffinato. L&#8217;atmosfera coinvolgente, piena di charme, soffice e suggestiva, farà sì che, per un attimo, vengano tenuti lontani i rumori e la frenesia della vita quotidiana, regalandovi momenti indimenticabili..<br />
Via Giosuè Carducci, 34 – Verona. Aperto a pranzo e cena Chiuso la domenica Telefono: 045590909</p>
<p><strong>Vecio Mulin</strong><br />
Un ristorante che sa di intimo, di delicato, di uno chic non ostentato. L&#8217;atmosfera è ricercata e la saletta superiore si affaccia sull&#8217;Adige, che si scorge dalle enormi vetrate. L&#8217;amore per la cucina genuina e semplice pervade tutti i piatti, prevalentemente appartenenti alla cucina mediterranea. Le origini partenopee dei gestori, conducono le scelte culinarie a piatti semplici e gustosi, appena impreziositi da influssi creativi dati dallo chef. Il menù racchiude proposte principalmente di pesce, ma anche valide alternative di carne e contorni di verdure di stagione. La carta vini mostra una ricca varietà di etichette di aziende locali.<br />
Via sottoriva, 42/a &#8211; Verona Aperto pranzo e cena. Chiuso domenica a pranzo e mercoledì tutto il giorno. Telefono: 0458065146</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/arena_verona3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2243" title="arena_verona3" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/arena_verona3.jpg" alt="" width="562" height="367" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>MATTINO</strong></p>
<p><strong>Arena</strong><br />
L’anfiteatro Arena è il monumento più famoso di Verona, da sempre meta d’obbligo per visitatori che qui giungono da tutto il mondo. Incastonato in Piazza Bra’, l’anfiteatro di Verona fu costruito nella prima metà del I sec. d.C., tra la fine dell&#8217;Impero di Augusto e quella dell&#8217;Impero di Claudio. Terzo anfiteatro più grande d’Italia dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua, ha forma ellittica, per consentire un’acustica perfetta da tutti i punti e accogliere un gran numero di spettatori. Gli spettacoli si svolgevano proprio al centro del monumento, sull’ ”harena” (da cui il nome) sabbia usata come copertura della zona del combattimento per assorbire il sangue di gladiatori e animali. Tra platea e cavea, l’anfiteatro poteva contenere ben 30.000 persone. Oggi l’Arena si trova all’interno delle mura, ma un tempo, proprio come gli stadi odierni, si trovava appena fuori la cinta di mura, per motivi di sicurezza e per favorire l’accesso della gente anche dal contado e dalle zone limitrofe. Nel 265 d.c., la minaccia di orde di barbari, portò l’Imperatore Galieno a dover difendere la città di Verona e così l’Arena venne cinta da mura e inglobata nella città.</p>
<p><strong>Casa Capuleti</strong><br />
Casa Capuleti, meglio nota come casa di Giulietta, risale al XIII secolo. E&#8217; una casa torre, per lungo tempo di proprietà della famiglia Dal Cappello, il cui stemma è scolpito sull’arco inteno del cortile. La facciata in mattoni a vista è decorata da eleganti finestre, tra cui spicca il famoso balcone dal quale Giulietta si sarebbe affacciata per parlare con Romeo. Disposta su vari piani e visitabile acquistando un biglietto, offre una verosimile ricostruzione delle tipiche dimore signorili del quattordicesimo secolo, valorizzata da una vasta scelta di ceramiche medioevali.<br />
Via Cappello, 23 – Verona. Info: 045.8034303 Aperto da martedì a domenica ore 9-19. Lunedì dalle 13.30 alle 19.30</p>
<p><strong>PRANZO</strong></p>
<p><strong>La Taverna Del Mastino</strong><br />
Un ristorante particolare, una taverna piccola e raccolta, quasi uno scrigno del gusto da aprire con calma ed assaporare fino in fondo. All&#8217;ingresso dà il benvenuto una vasta esposizione di bottiglie, che mostra subito la qualità e la ricercatezza delle etichette, che comprendono vini di tutto il territorio nazionale. L&#8217;anticamera è una taverna nella taverna, con i suoi piccoli tavolini di legno chiaro e le botti che occhieggiano dagli angoli e fa da apripista alla sala ristorante, deliziosa e raccolta, elegante con modestia, ma cura evidente dei dettagli. Il menù presenta una cucina che predilige i piatti della tradizione, ma non disdegna proposte creative e ricercate. Notevoli le proposte di carne, che vanno dal brasato all&#8217;amarone al filetto di cervo con salsa al sambuco, dal fegato alla veneziana alla fiorentina.<br />
Stradone san fermo, 17 &#8211; Verona  Aperto a pranzo e cena chiuso sabato a pranzo Telefono: 0458006200</p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/verona2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2238" title="verona2" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/verona2.jpg" alt="" width="432" height="324" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Chiesa S. Zeno Maggiore</strong><br />
Capolavoro del romanico in Italia, fu fondata da re Pipino (o secondo alcuni rifondata) tra l’VIII e il IX sec., sulla tomba del patrono di Verona, attorno al quale si era sviluppato un culto con radici antiche (V sec.). Le attuali strutture romaniche sono dovute principalmente alle modifiche attuate nel XII sec., dopo il terremoto del 1117. Solo l’abside, rifatto alla fine del XIV sec., presenta forme gotiche. L’interno è a croce latina a 3 navate, divise da pilastri cruciformi, alternati a colonne con capitelli a motivi zoomorfi e capitelli corinzi provenienti da edifici romani. Il soffitto ligneo carenato è della fine del ‘300. La chiesa è ricca di opere d’arte: vi si trovano opere pittoriche dal XIII al XVI sec. e opere scultoree del XII, XIII e XIV sec.<br />
Piazza San Zeno – Verona . Info: 0458006120. Orari di visita: feriali ore 10-18; festivi ore 13-18</p>
<p><strong>Museo Storia Naturale</strong><br />
Il Museo Civico di Storia Naturale, il cui attuale nucleo di esposizione risale al 1962, è l&#8217;erede di una lunga tradizione di studi e di raccolte naturalistiche. Le collezioni del Museo, organizzate nelle sezioni di Botanica, Geologia e Paleontologia, Preistoria, Zoologia, comprendono milioni di oggetti naturali che costituiscono un patrimonio di eccezionale importanza e ricchezza.<br />
Palazzo Pompei Lungadige Porta Vittoria, 9 Verona Tel. 045 8079400 Apertura ore 9-17</p>
<p><strong>CENA</strong></p>
<p><strong>Al Mascaron</strong><br />
Situato nella bellissima Piazza di S.Zeno, è uno dei &#8220;salotti&#8221; più in di Verona. Arredato con gusto ricercato e giovanile, il Mascaron, da anni, è la tappa obbligatoria per il rito dell’aperitivo e non solo. E&#8217; possibile scegliere tra primi caldi, piatti freddi, carpacci,formaggi, toast e spiedini di frutta. Specializzato nei vini, con più di 80 maison presenti, propone bianchi, rossi e spumanti provenienti da varie regioni italiane (principalmente Veneto, Toscana, Campania, Abruzzo, Sicilia e Marche) a cui si aggiungono champagne e nettari esteri, in particolare francesi.<br />
Piazza S. Zeno, 16/a, Verona (Vr). Info: 045597081. Pranzo da 15 euro (vini esclusi)</p>
<p><strong>Trattoria Al Calmiere</strong><br />
Nell’ampia sala quadrata, i tavoli, ben disposti, si raccolgono attorno ad un massiccio camino di pietra nembro, sorretto da due figure mitologiche, la presenza di numerosi separè in vetro soffiato. Al ristorante Al Calmiere  trovate la semplicità di cibi, con paste fresche servite in bianco (burro o olio), lasciando la scelta al cliente di 4 sughi (ragù, pomodoro, piselli e fegatini di pollo), gli immancabili tortellini e la ben nota pasta e fagioli e infine tagliolini in brodo. Per i secondi piatti &#8216;esplosione&#8217; di carni bollite e poi carne di manzo, cavallo e maiale alla brace. Si aggiungono contorni misti di stagione e carrello dessert, con frutta e dolci.<br />
Piazza San Zeno, 10 &#8211; Verona (Vr). Info: 0458030765. Aperto a pranzo e a cena. Chiuso la domenica e lunedì.</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/valpolicella.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2239" title="valpolicella" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/04/valpolicella.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>MATTINO</strong></p>
<p><strong>Area archeologica del Teatro Romano</strong><br />
Il complesso teatrale è costituito da edifici di epoche diverse, inseriti in un suggestivo ambiente naturale collinare. In origine si estendeva, con terrazzamenti successivi, dalla riva dell’Adige alla sommità del colle ed era coronato da un tempio i cui resti sono venuti alla luce nel 1851, quando gli austriaci cominciarono gli scavi per la ricostruzione di Castel S. Pietro.<br />
Il Teatro Romano fu costruito all’inizio del I sec. d.C. e sulle sue rovine furono costruiti edifici religiosi e abitazioni che col tempo celarono completamente le strutture del Teatro. L&#8217;edificio è costituito dai resti dell’edificio scenico, dell’orchestra, della cavea, di due ordini di gallerie e di 3 terrazze di raccordo con la sommità del colle.<br />
L’edificio scenico (di cui oggi si conservano solo i muri portanti in tufo) in origine era alto quanto l’intera cavea ed era ornato da statue (ora conservate presso la portineria del Teatro) e da ricche decorazioni architettoniche. La prima grande terrazza, la più spaziosa, è in gran parte occupata dalle strutture dell’ex convento di S. Girolamo (sede del Museo) e conserva i resti di un ninfeo (finta grotta ornamentale) scavati nella parete di tufo all’estremità occidentale.<br />
A lato del complesso teatrale sono visibili i resti dell’Odeon, raccordato al Teatro.<br />
Rigaste Redentore 2 Tel. 045.8000360 Orari d’apertura: da martedì a domenica ore 9-19  Lunedì dalle 13.45 alle 19.30</p>
<p><strong>Museo Archeologico</strong><br />
Dalla loggia ricostruita del Teatro Romano si accede (con l’ascensore) al Museo, ospitato dal 1924 nell’ex convento di S. Girolamo. Sono esposte alcune sculture di marmo del I sec. d.C., mosaici del II e III sec. d.C. e, nelle vetrine, terrecotte dal periodo greco (alcune del V sec. a.C.) al periodo romano. Lungo il corridoio sono esposti ritratti marmorei. Nel refettorio (sulle pareti, resti di un affresco attribuito a Giovan Francesco Caroto) sono conservate sculture di marmo per lo più di provenienza veronese. Tra le altre, una copia romana di statua femminile greca seduta, del II sec. d.C., rinvenuta in piazza Duomo come le due notevoli figure femminili di grandi dimensioni e riccamente drappeggiate. Sul pavimento del refettorio è stato inserito un mosaico policromo della fine del III sec. d.C., rinvenuto a Verona, con motivi animali, vegetali e legati al culto dionisiaco. Nella Cappella di S. Girolamo si trovano affreschi del XV e XVI sec., fra cui un’Annunciazione di Giovan Francesco Caroto; il soffitto (XIV sec.) è costituito da pannelli di legno dipinti a motivi vegetali, alternati a scudi e rosoni.<br />
Sono inoltre esposti un crocifisso ligneo del tardo XV sec. e le iscrizioni dedicate alle Matrone, divinità celtiche venerate anche nel periodo romano.<br />
Rigaste Redentore 2 Tel. 045.8000360 Orari d’apertura: da martedì a domenica ore 9-19  Lunedì dalle 13.45 alle 19.30</p>
<p><strong>PRANZO</strong></p>
<p><strong>La Stueta</strong><br />
Un risorante che racchiude in sè tutta la magia e l&#8217;atmosfera di una vecchia osteria veronese che, attraverso la cucina tipica, racconta la storia della città. Molto nota tra gli stranieri, questa osteria è tutta da scoprire anche per noi veronesi. Atmosfera informale ed accogliente, gestione simpatica e disponibile, offerta di piatti di alta qualità preparati in casa con prodotti freschi di stagione; oltre a quelli tipicamente veronesi, troviamo anche piatti più creativi, come le varie insalate di farro, con verdure o con frutti di mare. Tutti i dolci sono fatti in casa (assolutamente da assaggiare la panna cotta preparata fresca ogni giorno). Da segnalare che, qui, un vegetariano può scegliere tra una grande varietà di proposte, componendo un menù che va dall&#8217;antipasto al secondo.<br />
Via Redentore, 4/b &#8211; Verona. Info: 0458032462. Aperto a pranzo dalle 12.00 alle 15.00 e a cena dalle 19.00 a mezzanotte. Chiuso venerdì a pranzo e martedì tutto il giorno.</p>
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		<title>Venezia gastronomica</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 21:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi vuole conoscere uno degli aspetti più interessanti della gastronomia veneziana si deve sottoporre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_6911.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2042" title="IMG_6911" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_6911-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Chi vuole conoscere uno degli aspetti più interessanti della gastronomia veneziana si deve sottoporre a una processione laica, un vero e proprio tour tra i &#8220;bàcari&#8221; di Venezia. Questo è infatti il nome del tipico locale veneziano, che può essere osteria, trattoria, bar, e che offre oltre all&#8217;immancabile &#8220;ombra&#8221; (bicchiere) di vino, una serie di stuzzichini (“cicheti”). Si possono infatti assaporare: baccalà mantecato e fritto, polipi e polipetti, seppie, polpette di carne e di pesce, fondi di carciofo, formaggio, acciughe, &#8220;sarde in saòr&#8221;, e molto altro. Quella che era una tradizione gastronomica presente in tutto il Veneto, resiste ora solo a Venezia. Il tutto con un prezzo modico e risultato garantito. L&#8217;orario corretto è dopo le 18. Il bacaro è un un locale dall’aria sapientemente trascurata, luogo per incontrarsi, parlare, socializzare. Alcune volte la serata nei bacari può sostituire la cena. In città ne esistono decine, e vagando senza meta tra i labirinti di calli e campielli se ne possono trovare un po&#8217; ovunque.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p>Punto di partenza è la stazione ferroviaria Santa Lucia. Sa qui occorre dirigersi verso Rialto, luogo della nightlife lagunare, dove si trova la Taverna da Baffo, non un vero e proprio bacaro ma piacevole per bicchiere on the road.</p>
<p><strong>HOTEL</strong></p>
<p><strong>Locanda Poste Vecie</strong><br />
Tra il Mercato e Rialto, il vero cuore veneziano, l&#8217;Hotel Locanda Poste Vecie vi accoglie in ambienti d&#8217;atmosfera ispirati al &#8216;700 ed arricchiti con moderni comfort. Gli ospiti hanno il privilegio di soggiornare dov&#8217;erano le antiche Poste della Serenissima e dove oggi c&#8217;è la prestigiosa Antica Trattoria Poste Vecie.<br />
S. Polo 1612 (Pescheria Rialto) -Venezia. Info: 041.718244</p>
<p><strong>Ca&#8217; San Polo</strong><br />
Piccolo complesso alberghiero composto da tre graziose strutture ricettive nel sestriere San Polo. Tutte le camere sono dotate di aria condizionata, bagno privato, cassaforte, asciugacapelli, minibar, TV satellitare, telefono diretto, riscaldamento e connessione ad Internet.<br />
Sestiere San Polo 2696/2697, Calle de la Malvasia – Venezia. Info: 041 24.40.331 Camera doppia a partire da € 90</p>
<p><strong>Locanda Sant&#8217;Agostin</strong><br />
L&#8217;hotel è situato a 400 metri dalla stazione ferroviaria Santa Lucia e a 300 metri dal Ponte di Rialto.<br />
La struttura, interamente rinnovata nel 2001, offre un ambiente d&#8217;epoca e oggetti d&#8217;arte, uniti ai comfort più moderni. Si trova all&#8217;interno di un palazzo del XVI secolo ed è decorato con gusto, garantendovi un soggiorno confortevole e tranquillo a Venezia.<br />
Campiello Sant&#8217;Agostin 2344 – Venezia. Info: 041.275.94.14  Camera doppia a partire da € 68</p>
<p><strong>Bed &amp; Breakfast Residenza Del Doge</strong><br />
Il Bed &amp; Breakfast Residenza Del Doge, in una delle zone più tranquille della città, offre al contempo il calore che solo a casa si può respirare, e la bellezza di un tipico appartamento veneziano, all&#8217; interno di un antico palazzo del &#8216;700.<br />
Castello, Borgoloco Pompeo Molmenti, Santa Maria Formosa – Venezia. Camera per persona da: 37 €</p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p><strong>MUSEO</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/musei-monumenti-chiese-palazzi/palazzo-ducale/" target="_blank">Palazzo Ducale</a></strong><br />
È il luogo simbolo della città, già sede del Doge e delle magistrature statali, rappresentazione altissima della civiltà veneziana in tutti i suoi aspetti. Capolavoro dell’arte gotica, l’edificio si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali. Gli interni, superbamente decorati da legioni di artisti tra cui Tiziano, Veronese, Tiepolo,  Tintoretto, Vittoria, consentono ampi, straordinari percorsi: dalle enormi sale della vita politica  alle preziose stanze dell’Appartamento del Doge, dalle inquietanti prigioni alle luminose logge sulla Piazza e sulla laguna.<br />
Piazza San Marco, 1 – Venezia. Info: 0412715911 Orario 9-17 Prezzo: intero 12 € , ridotto 6.50 €</p>
<p><strong>CENA</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/taverna-da-baffo/" target="_blank">Taverna Da Baffo</a></strong><br />
Il locale prende il nome dal celebre poeta erotico veneziano Giorgio Baffo, avvezzo alla bella vita e al divertimento.  La Taverna da Baffo è uno dei locali apprezzati e frequentati dai giovani veneziani. Ma la sapienza e l&#8217;esperienza dei gestori attirano anche una clientela adulta, che cerca intimità tra le vecchie mura del locale. Qui potete assaggiare prelibatezze veneziane.<br />
Sestiere San Polo, 2346 &#8211; Venezia. Info:. 041 520 88 62 Aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 2.30. chiuso la domenica e il sabato mattina.</p>
<p><strong>Da Pinto</strong><br />
Locale storico del Mercato di Rialto. Atmosfera di altri tempi, cordialità a volte un po rude degli avventori. Atmosfera da mercato del pesce, all&#8217;aperto d&#8217;estate. Ottimi vini e cucina veloce a base di pesce.<br />
Sestiere San Polo, 367 -Venezia. Info: 041 528 5140</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p><strong>Museo Correr</strong><br />
La raccolta ha sede dal 1922 in Piazza San Marco, negli spazi dell’Ala Napoleonica e di parte delle Procuratie Nuove.La progettazione e l’inizio della realizzazione dell&#8217;Ala Napoleonica, che chiude Piazza San Marco di fronte alla basilica, risalgono agli anni in cui Venezia fa parte di quel Regno d’Italia (1806-1814) di cui Napoleone è il sovrano, viceré il figliastro Eugenio di Beauharnais.<br />
San Marco, 52 – Venezia. Orario 9-17.  Info: 041 2405211  Ingresso per il pubblico: Piazza San Marco, Ala Napoleonica, Scalone monumentale intero 12,00 euro ridotto 6,50 euro</p>
<p><strong>PRANZO</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/cantina-do-mori/" target="_blank">Cantina Do Mori</a></strong><br />
Una cantina nata nel 1462 che ora è l’emblema del classico bacaro veneziano per eccellenza, continuando ad essere fornita di una vasta scelta di vini (più di 150 etichette), da quelli da tavola ai più pregiati. Qui si entra da una parte e si esce dall&#8217;altra, sulla calle parallela, e non ci si siede, ma ci si appoggia al grande bancone in legno. Non si beve spritz. Si accompagna il vino con tramezzini<br />
“francobollo”, paninetti e stuzzichini della tradizione veneziana.<br />
Sestiere San Polo, 429 -Venezia. Info: 0415225401 Aperto dalle ore 8.30 alle ore 20. Chiuso domenica.</p>
<p>Oppure</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/osteria-al-sacro-e-profano/" target="_blank">Osteria  Sacro E Profano</a></strong><br />
La cucina regala sapori tipici della tradizione veneziana, ma anche piatti italiani di carne e di pesce che variano a seconda della stagione e dell&#8217;offerta del mercato ittico e ortofrutticolo adiacente, nonché sfiziose e originali pietanze create in esclusiva in questo locale e già molto apprezzate, in particolare dai clienti più giovani, come mazzancolle al currry, pollo al curry, pollo con kiwi e pomodoro secco. Il tutto accompagnato da ottimi vini bianchi e rossi italiani e dall&#8217;incantevole atmosfera di sacro e profano che si respira solo negli angoli un po&#8217; appartati del sestriere.<br />
Sestiere San Polo, 502 – Venezia. Info: 0415237924. Aperto pranzo e cina fino all&#8217;1. Chiuso il mercoledì e la domenica mattina.</p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/gallerie-darte-e-antichita/collezione-peggy-guggenheim/" target="_blank">Peggy Guggenheim</a></strong><br />
La Collezione è il museo più importante in Italia per l&#8217;arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo. Ha sede presso Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, in quella che fu l&#8217;abitazione di Peggy Guggenheim. Il museo fu inaugurato nel 1980 e ospita la collezione personale di arte del ventesimo secolo di Peggy Guggenheim, ma anche i capolavori della Collezione Gianni Mattioli, il Giardino delle sculture Nasher e mostre temporanee.<br />
Dorsoduro, 704 -  Venezia. Info: 041.2405411 Aperto  con orario 10-18</p>
<p><strong>CENA</strong></p>
<p><strong>Cantina Vecia Carbonera</strong><br />
All’epoca era una vecchia bottega di carbone. Oggi è un’osteria realizzata con legni bruni, dal bancone ai tavoli, che offre un ammirevole assortimento di cichetti e crostini, guarniti con abbinamenti di ingredienti fantasiosi e originali, preparati freschi al momento da baldi e affabili giovani veneziani., una tappa interessante e doverosa per l’aperitivo o per la cena .<br />
Sestiere Cannaregio, 2329 – Venezia. Info: 041710376 Aperto dalle 10 alle 23. Chiuso lunedì.</p>
<p><strong>Alla Vedova</strong><br />
L&#8217;arredo del locale è infatti quello dell&#8217;800 ed entrando si ha la sensazione che il tempo si sia fermato. Sparsi &#8220;in giro&#8221; oggetti in rame, specchi, fumo, banco di mescita. Il pavimento è il tipico veneziano e l&#8217;atmosfera quella delle affollate osterie tipiche veneziane: gente che parla ad voce tra un&#8217;ombra e uno spritz. Tra le pietanze da provare le famose polpette che si accompagnano bene con il vino sfuso della casa, e i numerosi cicchetti. Da non perdere i dolci fatti in casa.<br />
Sestiere Cannaregio, 3912 – Venezia. Info: 0415285324 Aperto a pranzo e cena. Chiuso il giovedì e domenica mattina.</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p><strong>MATTINO</strong></p>
<p>La giornata la potete passare lasciandovi andare tra le calli dei sestieri S. Polo e S. Croce, alla scoperta di viste suggestive. Attorniati dal Canal Grande formano infatti la zona centrale della città e il loro nome si deve alle chiese sorte rispettivamente nei secoli IX e VIII. Rialto è cuore mercantile di Venezia già nell&#8217;XI secolo, con vendita di frutta e verdura, pesce e carni, emntre a San Polo è possibile vedere le bancarelle e negozietti. Tra le visite d&#8217;obbligo il Ponte di Rialto,  con la sua struttura porticata con due file di bazar e una delle più belle viste sul canale è opera di Antonio da Ponte. Il sestiere è tutto da girare: si parte dalla Ruga degli Orefici, per poi proseguire nella medievale Calle della Madonna, e la zona attorno con calli strette e campi fino a Campo S. Polo.<br />
La zona intera è ricca di chiese antichissime: San Giacomo di Rialto (nota pure per la frontale statua del Gobbo di Rialto da cui si leggevano le sentenze) è del V secolo. Da visitare anche: Ca&#8217; Goldoni, il palazzo dove nacque il commediografo, sede ora del museo a lui dedicato, la chiesa dei Francescani Santa Maria dei Frari, la Scuola Grande di San Rocco e Ca&#8217; Pesaro, capolavoro di Baldassarre Longhena, sede della Galleria d&#8217;Arte Moderna.</p>
<p><strong>PRANZO</strong></p>
<p><strong>Trattoria &#8220;All’Antica Sacrestia&#8221;</strong><br />
Locale molto antico e la memoria va a qualche centinaio di anni fa, quando i preti della chiesa, ora sconsacrata, di S. Giovanni Novo (adiacente al ristorante), preparavano cibi per i meno abbienti. Qui si possono assaporare i piatti cari alla gente locale, sapori antichi che ricordano la storicità e la magia di Venezia. Il pesce soprattutto, semplicemente alla griglia, o cucinato da cuochi esperti con salse stuzzicanti. Buoni piatti di carni, con spezie e fattezze che ricordano vecchie ricette medievali, scaturite dall’esigenza di quel periodo di conservare i cibi.<br />
Castello 4442 – Venezia. Info: 0415230749 Aperto tutti i giorni a pranzo e cena</p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/ristoranti-e-locali/al-portego/" target="_blank">Al Portego</a></strong><br />
Piccola osteria molto caratteristica. La Guida alle Osterie d’Italia 2006 di Slowfood la segnala come meta ideale di un giro di ombre, da accompagnare naturalmente con i classici cicheti, qui proposti in infinite varietà. Riccardo in cucina, Sebastiano al banco e Carlo ai tavoli propongono anche qualche piatto caldo: risotto di pesce, bigoli in salsa, fritto misto di pesce, fegato alla veneziana, baccalà in tecia e un buon tiramisù. Vini discreti.<br />
Sestiere Castello, 6015 – Venezia. Info: 0415229038  Aperto da lunedì a sabato, dalle 10.30 alle 15 e dalle 18 alle 22.</p>
<p><strong>POMERIGGIO</strong></p>
<p>Non potete lasciare Venezia senza un souvenir gastronomico, qui riportate di seguito una serie di enoteche dove gustare vino e acquistare bottiglie di ottimo vino.</p>
<p><strong>Enoteca &#8220;al Bottegon&#8221;</strong><br />
Avviso a tutti gli amanti del buon vino: a Venezia, vicino allo Squero, c&#8217;è il vostro &#8220;paese dei balocchi&#8221;: l&#8217;enoteca &#8220;Al Bottegon&#8221;. La sola vista del locale susciterà in voi una fortissima emozione: ovunque poserete il vostro sguardo, troverete file interminabili di bottiglie; ad un più attento<br />
esame, scoprirete con piacere che sugli scaffali è raccolta l&#8217;&#8221;opera omnia&#8221; dell&#8217;enologia.<br />
Fondamenta Nani, 992  &#8211; Venezia. Info: 0415230034</p>
<p><strong>Al Prosecco di Corro&#8217; D. &amp; Bordin E.‎</strong><br />
L&#8217;Enoiteca nasce nel novembre 1999, a Venezia, in Campo San Giacomo da l&#8217;Orio, circuito non turistico, luogo di suggestiva bellezza, tra spazi alberati e un&#8217;antica basilica.<br />
S. Croce, 1657 – Venezia. Info: 041 5240222</p>
<p><strong>Enoteca Al Volto</strong><br />
Un&#8217;accogliente osteria, a due passi da Campo San Luca e dal Canal Grande, in una zona tranquilla, in cui comodamente seduti potrete degustare un bicchiere di buon vino. S. Marco, 4081 Venezia Calle Cavalli 4081 (S. Marco), Venezia. Info: 041 5228945. Aperto pranzo e cena, chouso la domenica</p>
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		<title>Riviera del Brenta: cultura ed eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 22:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[La Riviera del Brenta offre anche al viaggiatore più esigente innumerevoli occasioni di scoperta: non solo l'architettura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Riviera-del-Brenta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3958" title="Riviera-del-Brenta" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Riviera-del-Brenta-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>La Riviera del Brenta offre anche al viaggiatore più esigente innumerevoli occasioni di scoperta: non solo l&#8217;architettura delle splendide ville che sorgono lungo il Naviglio del Brenta, ideale prosecuzione del Canal Grande, ma anche i molti luoghi di preghiera e di culto che arricchiscono il territorio, i forti ormai dismessi che costituivano parte integrante del sistema difensivo terrestre.</p>
<p>Il territorio è ricco di fascino e cultura, culla delle famose Ville Venete, che unisce attraverso il fiume Brenta le città di Venezia e Padova.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Riviera-del-Brenta.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3959" title="Riviera-del-Brenta" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Riviera-del-Brenta-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>PRIMO GIORNO</p>
<p>HOTEL</p>
<p><strong>Hotel Riviera dei Dogi‎ </strong></p>
<p>Nato come casa domenicale dei Contarini, verso la metà del Seicento fu adibito ad uso</p>
<p>&#8220;Osteria&#8221;. Mantenne questa funzione fino alla fine del 1800. È in questi anni che nasce l&#8217;Albergo Cima, primo albergo della Riviera del Brenta, ad offrire una serie di innovazioni che lo renderanno famoso anche tra i nobili veneziani, e che rimarrà operante fino alla fine della seconda guerra.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di abbandono un sapiente restauro conservativo ha riportato l&#8217;edificio alla sua primordiale bellezza, facendo del Riviera dei Dogi un albergo unico nel suo stile.</p>
<p><strong>Via Don Giovanni Minzoni, 33 &#8211; Mira (Venezia). Info: 041 424 466‎ Camera da 50 euro</strong></p>
<p><strong>Agriturismo “Corte del Brenta” </strong></p>
<p>Abitazione colonica del XIX secolo, oggi agriturismo, offre ristorazione e alloggio nelle immediate vicinanze di Venezia, sulla Riviera del Brenta. Corte del Brenta si presenta fedelmente come una tipica abitazione colonica della campagna veneta, di cui conserva ancora una splendida porzione.</p>
<p><strong>Strada Padana, 204 – Malcontenta (Venezia). Info: 041 927582 Camera da 55 euro</strong></p>
<p><strong>Isola di Caprera***</strong></p>
<p>Di piccole dimensioni ma di alta qualità, l&#8217;albergo situato lungo la Riviera del Brenta famosa per le sue Ville Palladiane e a soli 15 minuti da Venezia, offre tutti i confort di un grande albergo con la signorilità di una casa privata. Tutte le camere offrono TV, bagno privato, aria condizionata, mini bar, alcune con vasca idromassaggio e poggiolo. Inoltre è presente parcheggio, privato giardino e piscina.</p>
<p><strong>Via Silvio Trentin, 13 Mira (Ve) Info: 041/4265255. Camera da 65 euro</strong></p>
<p><strong>Hotel Villa Margherita****</strong></p>
<p>Villa Margherita, nel 1600 foresteria appartenuta alla nobile famiglia veneziana Contarini, oggi è un esempio di “casa” veneta, dove semplicità ed eleganza sono al servizio dell’ospite. Nelle camere di Villa Margherita sono presenti arredi eleganti, tecnologia, cura del particolare che personalizza ogni ambiente.</p>
<p><strong>Via Nazionale, 416/417 &#8211;  Mira Porte (Ve). Info: 041.4265800. Camera da 88 euro</strong></p>
<p>Pomeriggio</p>
<p><strong>Villa Foscari “La Malcontenta”</strong></p>
<p>La villa si affaccia al Naviglio del Brenta, il canale navigabile che collega Padova a Venezia. Palladio riceve l&#8217;incarico dai fratelli Foscari di progettare una residenza degna di una delle famiglie più in vista della città e l&#8217;architetto concepisce una villa che appare isolata e maestosa quasi come un castello. Prevalendo la finalità celebrativa, gli annessi agricoli sono collocati in posizione defilata. Nella villa convivono in modo singolare elementi tipici dell&#8217;architettura veneziana e schemi dell&#8217;arte classica. La facciata principale è rivolta verso l&#8217;acqua, come nei palazzi sul Canal Grande, ma le linee, con la maestosa loggia a colonne ioniche affiancata da due solenni scale, sono quelle di edifici romani studiati dall&#8217;architetto.</p>
<p><strong>Via dei Turisti 9 &#8211; Loc. Malcontenta &#8211; Mira (Venezia). Info: 041 5203966. Orari apertura: dal 1 aprile al 31 ottobre, martedì e sabato 9 – 12. www.lamalcontenta.com</strong></p>
<p>CENA</p>
<p><strong>Al Molinetto </strong></p>
<p>Il ristorante accoglie i suoi ospiti nell&#8217;incantevole contesto della seicentesca Villa Malipiero-Caotorta. Gli interni sono arredati in stile rustico, elegante ma quasi volutamente trasandato: fiori freschi, luci soffuse, candelabri, ma anche sedie appese alle travi a vista e calate nel vuoto, scale in legno appoggiate alle pareti, bauli e antiche lampade a petrolio quali soprammobili. Dalla sala principale è possibile accedere alla grande veranda e al delizioso dehors. Il menù propone una reinterpretazione creativa delle ricette del territorio, dalla pasta artigianale fatta in casa (come i bigoli al torchio col ragù d’anatra o le lasagne tirate a mano col radicchio tardivo di Treviso) alle carni di qualità biologica.</p>
<p><strong>Riviera Bosco Piccolo, 84 &#8211; Oriago di Mira. Info: 041 5631799. Cucina aperta tutte le sere e la domenica a pranzo. Chiuso il lunedì.</strong></p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Villa-Foscari-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3960" title="Villa Foscarini" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/Villa-Foscari-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>SECONDO GIORNO</p>
<p>MATTINA</p>
<p><strong>Villa Widmann-Rezzonico </strong></p>
<p>Luogo di incontri e cultura attrezzato per meeting, convegni e attività culturali la villa conserva la propria bellezza architettonica. La possibilità di trovare coniugate, in un luogo ricco di arte e storia, tutte queste caratteristiche fanno di Villa Widmann Rezzonico Foscari un unicum nel patrimonio culturale dell&#8217;entroterra veneziano. Costruita a Mira nei primi anni del ‘700 per volere degli Sceriman, nobile famiglia di origine persiana, questa splendida villa fu abitata per decenni dalla famiglia Widmann. La villa, gioiello del tardo barocco veneziano, divenne grazie a questa famiglia un’accogliente dimora per feste e ricevimenti, ricchi di cibo, musica, ballo e gioco.</p>
<p><strong>Via Nazionale 420 – Mira (Ve).  Info: 041424973.  Periodo di apertura: Mar.-apr.10.00-17.00; mag.-sett.10.00-18.00;ott.10.00-17.00,chiuso il lunedì non festivi; nov-feb.solo nei week end e festivi 10.00-17.00 </strong></p>
<p><strong>Barchessa Valmarana </strong></p>
<p>Nella dimora, perfettamente conservata, si ricrea la magica atmosfera della Villa Veneta. Gli interni affrescati da un allievo del Tiepolo, i mobili d&#8217;epoca e l&#8217;ampio giardino all&#8217;italiana, offrono un contesto suggestivo.</p>
<p><a name="sxaddr"></a><strong>Via Valmarana, 11 &#8211; Mira Porte (Ve). Info: 041 4266387 Aperta da Marzo ad Ottobre:</strong></p>
<p><strong>10.00 – 18.00 Il resto dell&#8217;anno visitabile su appuntamento. </strong></p>
<p>PRANZO</p>
<p><strong>Nalin</strong></p>
<p>Situato fra le ville Settecentesche della Riviera del Brenta, questo due forchette Michelin ha una carta dei vini particolarmente interessante. L’ambiente è caldo e accogliente e la tradizione è di lunga data (dal 1914). Da Nalin è anche possibile mangiare nella bella veranda luminosa. Punto di forza del ristorante è il pesce, che qui si cucina con cura e maestria. Risotti e paste sono di ottima esecuzione e il fritto è da ricordare.</p>
<p><strong>Via Argine Sinistro Novissimo, 29 &#8211; Mira (Ve). Info: 041420083. Aperto da martedì a sabato, a pranzo e a cena. Domenica solo a pranzo. Specialità di mare alla carta da 32 a 47 euro.</strong></p>
<p>POMERIGGIO</p>
<p><strong>Foresteria Alessandri </strong></p>
<p>La seicentesca Foresteria Alessandri sorge accanto alla villa omonima, a Mira, sulla riva sinistra del Naviglio del Brenta. L&#8217;edificio, di fine architettura, conserva una serie di importanti affreschi eseguiti dal pittore G. Antonio Pellegrini (1675-1741). Si tratta di una delle tre opere dell&#8217;autore rimaste in Italia e quella che maggiormente rispecchia il suo rinovamento artistico. Secondo gli esperti è quella che anticipò il linguaggio pittorico settecentesco europeo tanto che Pellegrini venne definito &#8220;il maestro veneto del rococò alle corti d&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p><strong>Via Nazionale 64 – Mira. Info:</strong><strong> 041.415729 </strong><strong>Aperta al pubblico: venerdì, sabato e domenica. Possibili prenotazioni in altri giorni.</strong></p>
<p><strong>Villa Brusoni &#8211; Scalella</strong></p>
<p>La Villa Brusoni Scalella si trova lungo la riva destra del Naviglio. Seicentesca, è composta da due edifici, la barchessa con l&#8217;oratorio e la casa padronale, allungata con un susseguirsi di stanze perfettamente allineate che creano un gioco prospettico. Molto interessante il parco all&#8217;inglese che, date le caratteristiche, è attribuito all&#8217;architetto veneziano Giuseppe Jappelli: con un&#8217;estensione di circa tre ettari, offre piacevoli angoli romantici come i laghetti, le cascate d&#8217;acqua, la casetta del pescatore, la torre con la ghiacciaia, la casa dei Daino, il belvedere e numerosi viali. Al centro del parco c&#8217;è la statua di Apollo attribuita a P. Baratta.</p>
<p><strong>Via E. Tito 76 &#8211; Dolo (Ve). Info: tel. 041421621 </strong></p>
<p>CENA</p>
<p><strong>Vintage</strong></p>
<p>Un ristorante per chi ama la carne alla griglia. ma anche un luogo informale dove placare la fame con un panino al volo, o dove sorseggiare un buon drink. Il menu prevede una buona lista di primi: sughi classici dall&#8217;amatriciana all&#8217;aglio e olio o ricette sfiziose come le mezzelune ripiene ai</p>
<p>porcini, le caramelle ripiene di pere e formaggio, i fiocchi di speck e fontina. Per il secondo solo grigliate, si può scegliere tra costate, filetti, fiorentine o il classico misto.</p>
<p><strong>Via Dauli, 12 &#8211; Dolo (Ve). Info: 3389338387. Aperto solo per cena.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/villa-pisani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2023" title="villa pisani" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/02/villa-pisani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>TERZO GIORNO</strong></p>
<p>MATTINO</p>
<p><strong>Villa Pisani</strong></p>
<p>Dopo aver ospitato nelle sue 114 stanze dogi, re e imperatori, oggi è un museo nazionale che conserva opere d&#8217;arte e arredi del Settecento e dell&#8217;Ottocento tra cui il capolavoro di Gianbattista Tiepolo la “Gloria della famiglia Pisani”, affrescato sul soffitto della sala da ballo. La visita si svolge all&#8217;interno delle trenta sale del piano nobile, dove si conservano affreschi, dipinti e arredi originali. La vita in villa è rappresentata nella decorazione di un cospicuo gruppo di sale settecentesche: la sala del trionfo di Bacco, celebrazione del dio del vino e della musica; la sala della villeggiatura, che dà una gustosa interpretazione dei rapporti tra dame e cavalieri nel secolo di Casanova; la sala delle arti e molte altre ancora. Di particolare interesse è l&#8217;appartamento napoleonico, ricco di tesori: il grandioso letto a baldacchino sormontato dall&#8217;iniziale dell&#8217;imperatore, gli splendidi cassettoni opera dell&#8217;intarsiatore lombardo Giuseppe Maggiolini, prediletto dalle corti europee, i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua che narrano il mito di Eros e Psiche ed i preziosi mobili in stile Impero realizzati appositamente per villa Pisani.</p>
<p>All&#8217;esterno il parco incanta per le scenografiche viste, le originali architetture, il famoso labirinto, la preziosa raccolta di agrumi e le serre di piante e fiori.</p>
<p><strong>Via Doge Pisani, 7 &#8211; Stra (Ve). Info: 049 502074 &#8211; 041 2719019. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18. </strong></p>
<p>PRANZO</p>
<p><strong>Al Cristo</strong></p>
<p>Il ristorante-pizzeria Al Cristo, adiacente ai Molini, con suggestivo terrazzo sul fiume è un posto tranquillo, confortevole ed accogliente in un&#8217;atmosfera familiare. E’ un locale storico, il più vecchio di Dolo, e risale al 1800. Da sempre si propone come punto d&#8217;eccellenza per gustare la cucina veneta. Ogni giorno lo chef elabora il suo personale menu, ed è sempre possibile gustare piatti di carne e di pesce freschi. Per gli amanti della pizza la scelta è tra oltre 100 tipi di sapori diversi; pizze personalizzate e pizze con prodotti biologici: tutte cotte in forno a legna. Vasta scelta di vini e birre, nazionali ed esteri.</p>
<p><strong>Via Mazzini, 9 &#8211; Dolo (Ve). Info: 041410532 Aperto a pranzo e cena. Pasto da 15 euro</strong></p>
<p><strong>Mirage</strong></p>
<p>Il locale è interessante per la proposta molto varia. Si comincia con le colazioni del mattino e si prosegue con snack e piccola cucina sia a pranzo che a cena e poi cocktail e aperitivi fino a tardi. Il locale si segnala soprattutto per le iniziative musicali ed artistiche. In queste occasioni lo chef prepara un menu speciale per accompagnare la serata. Al locale è inoltre possibile trovare esposizione d&#8217;arte e incontri di carattere culturale.</p>
<p><strong>Piazzale Degli Storti, 7 &#8211; Dolo (Ve). Info: 041410654 Aperto a pranzo e cena. Chiuso il lunedì.</strong></p>
<p>POMERIGGIO</p>
<p><strong>Villa Foscarini Rossi </strong></p>
<p>Nei pressi di Villa Pisani sorge il complesso architettonico seicentesco Villa Foscarini-Rossi. I proprietari chiamarono illustri architetti, come Vincenzo Scamozzi, Francesco Contini, Giuseppe Jappelli, pittori e decoratori, come Pietro Liberi e Domenico de Bruni, affidando loro il compito di creare e decorare una residenza che esprimesse l&#8217;importanza del casato, soprattutto da quando la famiglia aveva dato alla Serenissima un Capitano da Mar e un Doge.</p>
<p>In Villa é ospitata una mostra permanente: &#8220;Calzature d&#8217;Autore&#8221; che raccoglie i modelli più rappresentativi della produzione di cinquant&#8217;anni della Rossimoda, la quale da anni realizza le calzature dei più famosi stilisti italiani, francesi, americani.</p>
<p><strong>Via Doge Pisani, 1/2 – Stra (Ve). Info: 049 9800335 &#8211; 0499801091. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18. Domenica solo su prenotazione.</strong></p>
<p><strong>Villa Grimani Valmarana</strong></p>
<p>Il parco occupa un&#8217;intera ansa del naviglio del Brenta, per un&#8217;estensione di ben 11 ettari e un perimetro esterno di circa 1.500 metri. Venne realizzato, prima della villa, su progetto dell&#8217;architetto padovano Girolamo Frigimelica de&#8217; Roberti, autore del famoso labirinto oltre che di alcuni degli originali padiglioni. E&#8217; da segnalare l&#8217;esedra con due gallerie di glicine ai lati, la torretta al centro del labirinto e le scuderie sullo sfondo del grande parterre centrale.</p>
<p><strong>Via Valmarana, 10 &#8211; Noventa Padovana (Pd). Info: 049-625299 visitabile solo su prenotazione </strong></p>
<p><strong>SERA</strong></p>
<p><strong>Brasserie Houblon</strong></p>
<p>Birre di eccellente qualità scelte con grande cura ed esperienza, delizie da addentare anche a tarda ora e situazioni curate nei minimi dettagli per questa storica birreria della Riviera del Brenta. Tre piani, tre atmosfere diverse, e una Stube al piano interrato adatta per una cena romantica o per una serata tranquilla. Dal 1994 la Brasserie Houblon è punto di riferimento per gli amanti della bruna, della bionda o della rossa.</p>
<p><strong>Via chiesa, 3 &#8211; San Pietro di Stra (Ve). Info: 049502102 Aperto dalle 19:30 alle 2:00. chiuso il giovedì. Da 12 euro (vini esclusi)</strong></p>
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		<title>Isole di Venezia: Murano, Burano e Torcello</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 09:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia non è solo il ‘grande pesce’ che vediamo ad altezza aerea, esistono dei ‘fratelli minori’ che vi gravitano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venezia non è solo il ‘grande pesce’ che vediamo ad altezza aerea, esistono dei ‘fratelli minori’ che vi gravitano attorno che hanno in par misura contribuito ampiamente alla storia e all’equilibrio della laguna.</p>
<p>In verità, in passato le isole veneziane venivano destinate principalmente ad orti o luoghi dove decentrare tutto ciò che non si desiderava vedere in centro città (cimiteri, ricoveri per malati infettivi e infermi di mente, produzioni industriali).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_MURANO_1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1988" title="ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_MURANO_1" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_MURANO_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Escludendo le ‘spinelunghe’ come la Giudecca, Pellestrina e il Lido (che funge da ‘scudo’ verso il mare), quando si parla delle isole di Venezia in genere vengono in mente soprattutto <strong>MURANO</strong>, <strong>BURANO </strong>e <strong>TORCELLO</strong>, il ‘trio’ più famoso che si estende verso nord-est (anche se ce ne sono tante altre intrise di fascino e mistero, immerse nell’incanto delle barene).</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/VENEZIA_ISOLE_1_elab.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1987" title="VENEZIA_ISOLE_1_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/VENEZIA_ISOLE_1_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>MURANO</strong>, come Venezia, raggiunge l’apice del suo splendore nel XVI secolo. La sua ricchezza è il vetro – fin dal 1291, anno in cui la Repubblica, a seguito di gravi incendi, vi concentra qui la sua fabbricazione – di cui si conservano gelosamente i tramandati segreti della lavorazione tradizionale. Anche Murano ha un Canal Grande incorniciato da palazzi, chiese, giardini, ed ha un grande ponte, il Vivarini, che divide l’isola in due. Da visitare: il Duomo di San Donato, ricostruito nel XII secolo, con la sua splendida abside a porticato pavimentata in stile veneto-bizantino, dove si alternano le tessere colorate di mosaico marmoreo e quelle di vetro delle fornaci centenarie; il Museo Vetrario che, attraverso i suoi esemplari, racconta la storica tradizione dell’arte della lavorazione del vetro dai tempi più lontani.</p>
<p>A circa mezz’ora di distanza in vaporetto, si può raggiungere Burano e Torcello.</p>
<p>Pittoresche casette colorate che separano il blu del cielo da quello della calma laguna, un campanile storto, delle signore sedute fuori dall’uscio di casa che cuciono e gente pacifica e amichevole che vi intrattiene per le strade: siete a <strong>BURANO</strong>, isola di pescatori e del merletto (punto buranese), ricercato e imitato in tutta Europa. Secondo il mito, l&#8217;arte del merletto ebbe origine qui grazie ad alcune donne che riprodussero un ricamo realizzato con i flutti del mare, donato ad un pescatore del posto fedele alla sua sposa da una sirena innamorata di lui. Il tempo a Burano non ha ancora spezzato il forte legame tra uomo e ambiente acquatico, testimonianza della vera vita veneziana. Da visitare: il Museo del Merletto. Da assaggiare: il bussolà, cerchio di pasta dolce e dura che ben si sposa anche a fine pasto con il ‘vin santo’.</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1989" title="ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_2" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Fra le prime isole ad essere abitate dalle popolazioni di Altino che sfuggivano dalle invasioni barbariche, l’antica ‘Torcellum’ è stata un importante centro urbano dal V al IX secolo, fino a quando l’impaludimento dell’isola ha mosso la gente verso Rialto. <strong>TORCELLO </strong>è una fonte inesauribile di scoperte archeologiche, restano indenni a ricordare un’età lontana solo la cattedrale di Santa Maria Assunta del 639 circa, con il suo inconfondibile campanile a base quadrata, e la chiesa di Santa Fosca dal porticato pentagonale. Il tutto su una stessa piazzetta che si sviluppa su un prato erboso, al centro della quale impera un massiccio sedile in pietra, il ‘Trono di Attila’. La leggenda vuole, infatti, che il trono sia appartenuto al sanguinario condottiero unno: c’è chi dice che ancora, ogni tanto, vi appaia lì seduto…</p>
<p><a href="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_1_elab.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1990" title="ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_1_elab" src="http://www.2venice.it/wp-content/uploads/2011/01/ELENAFERRARESE_VENEZIA_ISOLE_TORCELLO_1_elab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Informazioni</strong>: Murano, Burano e Torcello, situate a pochi chilometri da Venezia, sono raggiungibili con i vaporetti ACTV della linea Laguna Nord che partono ogni 30 minuti da Fondamenta Nuove, oppure ogni ora da San Zacccaria (San Marco), altrimenti in taxi o barca privata.</p>
<p>Bibliografia:<br />
Brusegan M., Scarsella A., Vittoria M., Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Venezia, Roma, Newton &amp; Compton, 2000.</p>
<p><strong>A cura di Elena Ferrarese</strong></p>
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		<title>Venezia nascosta</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio attraverso una Venezia lontana dai luoghi comuni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Segreti e curiosità della città lagunare sestiere per sestiere. Lontano dai luoghi comuni</strong></p>
<p>Un viaggio attraverso una Venezia lontana dai luoghi comuni, quella più nascosta e pittoresca, tra usanze di oggi e di ieri. Il percorso non può che partire dal mercato di Rialto, cuore pulsante e fulcro della più verace vita cittadina, storico e strategico punto di scambio tra Oriente ed Occidente, dove si viene a comprare la frutta e la verdura dell&#8217;isola di Sant&#8217;Erasmo, o il pesce fresco lagunare e a “spettegolare” tra &#8220;un&#8217;ombra&#8221; e l&#8217;altra nei bacari della zona.</p>
<p>Da qui, ci accingiamo ad attraversare il celebre ponte di pietra costruito da Andrea Da Ponte nel 1592, dopo aver subìto diverse trasformazioni, da ponte di legno a ponte levatoio. Nessuno all&#8217;epoca avrebbe potuto credere in  questa grande impresa, lo testimoniano i capitelli del vicino Palazzo dei Camerlenghi, sotto i quali vi consigliamo vivamente di sostare. In uno c&#8217;è un bassorilievo raffigurante una donna con ali e zampe animali che sta seduta su un braciere che le brucia il sesso: una leggenda vuole che questa sia stata la sua penitenza per aver scommesso che il Ponte di Rialto non sarebbe mai stato realizzato in pietra. Nell&#8217;altro capitello si può scorgere un uomo, forse turco, con i baffi arruffati e &#8220;tre&#8221; zampe artigliate: questo illustra un antico detto locale secondo cui il ponte sarebbe stato fatto in pietra il giorno che il &#8220;casso metarà l&#8217;ongia&#8221;.</p>
<p>Usciamo così dal SESTIERE DI SAN POLO e ci addentriamo nel SESTIERE DI SAN MARCO. Vi accorgerete di aver cambiato sestiere proprio in cima al Ponte di Rialto perchè noterete, se fate attenzione, che i numeri civici ricominciano da capo!  Dirigendosi a destra, verso l&#8217;Accademia, si passa davanti al Teatro Carlo Goldoni, una volta chiamato Teatro San Luca. Qui il famoso commediografo, impegnato dal 1753 nella produzione di commedie e tragicommedie, vi ha trovato fortuna diventando una celebrità nazionale, in particolare nell&#8217;ultima stagione, con la messa in scena di “La trilogia della villeggiatura”, “Sior Todero brontolon”, “Le baruffe chiozzotte” e “Una delle ultime sere di carnovale”.</p>
<p>Proseguendo, si arriva in Campo Manin, dove una stretta calle sulla sinistra vi può condurre davanti ad una costruzione che lascia letteralmente senza fiato per la sua bellezza ed imponenza, ma anche proprio perchè là si ritrova all&#8217;improvviso, in una zona interna e di poco passaggio: si tratta della Scala Contarini del Bovolo, uno dei più singolari esempi di architettura veneziana di stile rinascimentale, influenzato dal più datato gotico locale. Una serie di logge sovrapposte unisce i vari piani alla scala a chiocciola &#8211; in dialetto veneziano &#8220;bovolo&#8221; &#8211; all&#8217;interno di una torre cilindrica traforata. Salendo fino al belvedere a cupola, si può ammirare uno speciale panorama sulla città lagunare.<br />
Proseguendo, saprete di essere arrivati in Campo Santo Stefano &#8211; prima che per la targa &#8211; per la presenza della statua del letterato Niccolò Tommaseo, ribattezzato scherzosamente dai veneziani &#8220;il caga libri&#8221;, dal momento che appoggia il fondoschiena su una folta pila di testi ed è rappresentato in un atteggiamento pensoso, con una penna in mano. Poco più in là vi ha sede il Conservatorio, fondato nel 1876, che ha visto insegnare maestri del calibro di Bruno Maderna o Arturo Benedetti Michelangeli e che ha formato noti musicisti, tra i quali Luigi Nono e Giuseppe Sinopoli.</p>
<p>Sempre avanti, si attraversa il Ponte dell&#8217;Accademia e ci si trova nel SESTIERE DI DORSODURO. Al n. 352 è collocato Ca&#8217; Dario, la “Casa che uccide”: tutti i proprietari di questo palazzo, progettato da Giovanni Dario nel 1487, hanno avuto una morte violenta, o per incidente o per suicidio. I primi possessori della casa &#8211; la figlia illegittima di Giovani Dario e il marito – sono finiti in miseria e successivamente morti; Charles Briggs, un americano che fuggì dall&#8217;Italia per un presunto scandalo, morì suicida; anche il manager degli Who, Raul Gardini e Fabrizio Ferrari, tutti morti tragicamente. Le vicine Gallerie dell&#8217;Accademia, con le opere dei più importanti pittori veneziani e veneti, sono sicuramente degne di visita. Tra queste, c&#8217;è “Il Convito in casa Levi” di Paolo Caliari, detto il Veronese, per il quale l&#8217;artista fu protagonista del primo processo sulla libertà di espressione della storia. Il dipinto doveva infatti essere un&#8217;Ultima Cena, ma scatenò l&#8217;ira dei committenti – i frati di San Zanipolo &#8211; per la presenza tra i soggetti di cani, nani e germanici. Il Veronese sfuggì all&#8217;Inquisizione semplicemente cambiando il titolo alla propria opera. Ma se si vuole scoprire altri lavori meno noti del Caliari, vi consigliamo di visitare la non lontana chiesa di San Sebastiano dove, si dice, l&#8217;artista vi fu imprigionato per un lungo periodo e dove anche vi chiese ed ottenne di essere sepolto.</p>
<p>Da San Sebastiano, si fa presto ad arrivare, passando per i famosi Tre Ponti, al SESTIERE DI SANTA CROCE, nel quale rientra Riva de Biasio (con relativa fermata di battello), una denominazione questa volta che non ha niente a che vedere con santi e madonne, ma con il più celebre assassino della laguna. Siamo intorno al 1520 quando questa riva diviene frequentatissima per la presenza dell&#8217;Hostaria di Biagio Cargnio, un “luganegher” della Carnia che diventa famoso per il suo delizioso &#8220;squazeto&#8221; di carne, fino a quando un cliente vi ci trova dentro una falange&#8230; e da lì si risolvono i misteri di vent&#8217;anni di sparizioni di bambini!</p>
<p>Dalla sponda del Canal Grande opposta a Riva De Biasio, si è già nel SESTIERE DI CANNAREGIO, dove si può fare shopping lungo la frequentata Strada Nuova &#8211; sfregio ottocentesco voluto da Napoleone che ha cancellato canali e piccole calli caratteristiche &#8211; che finisce in Campo Santi Apostoli. Girando a sinistra, si può facilmente raggiungere le Fondamenta Nuove, luogo indicato per una romantica e suggestiva passeggiata davanti ad un&#8217;affascinante laguna e alle sue misteriose isole, come quella di San Michele, camposanto dei veneziani, fondamenta che terminano nel SESTIERE DI CASTELLO.</p>
<p>Oltre, ad esempio, allo storico Arsenale e all&#8217;imponente Basilica di San Pietro dell&#8217;omonima isola, in questo sestiere vale la pena spingersi fino alla colorita popolarità di Via Garibaldi, forse il luogo che maggiormente conserva il proprio aspetto originario e le tradizioni dei veneziani. Dall&#8217;inizio di Via Garibaldi a Piazza San Marco il tratto è breve (Riva degli Schiavoni), ma intervallato da ben sette ponti. Castello termina circa all&#8217;altezza del Ponte dei Sospiri, costruzione barocca in pietra d&#8217;Istria, realizzata agli inizi del XVII secolo su progetto dell&#8217;architetto Antonio Contin per ordine del doge Marino Grimani. Collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove e serviva da passaggio per i reclusi dalle Prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato. Tra i prigionieri più noti, Giordano Bruno, Silvio Pellico, Daniele Manin, Niccolò Tommaseo e Giacomo Casanova. Solo ora che si è proprio a pochi metri e non se ne può fare a meno, e che, magari, nel frattempo si è fatta notte e anche i piccioni sono andati a dormire, visitate pure una magica Piazza San Marco, tutta illuminata!</p>
<p>(Elena Ferrarese)</p>
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		<title>Venezia cultura ed eventi</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia, città bellissima, intrigante quanto basta per ghermirti senza mai possederti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venezia, città bellissima, intrigante quanto basta per ghermirti senza mai possederti, giocando insieme come al gatto e il topo. Città mutevole, dai mille volti e dalle mille emozioni che riesce ad evocare. Il pacchetto Cultura/Eventi che hai scelto ti condurrà ad esplorare Venezia prediligendo luoghi intrisi di storia, cultura, opere d&#8217;arte e architettura di mirabile fattura e note in tutto il mondo. Visiterai i più importanti musei e gallerie della città con pause pranzo e cene serali nei ristoranti che meglio interpretano la tradizione culinaria veneziana ma senza rinunciare ad un pizzico di romanticismo che solo certi scorci veneziani sanno dare. Musei, gallerie, ottima cucina autoctona ma non solo&#8230; una selezione di boutique artigianali, del vetro e di oggetti di design rigorosamente made in Italy. Venezia è anche le sue isole, un corollario di piccoli paradisi che nel tempo mantengono immutate le loro peculiarità artigianali e storiche. La ultra chic, meta di celebrity, Giudecca e la piccolissima Torcello, tanto amata da Hemingway.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p>HOTEL:</p>
<p>Ca&#8217; Gottardi<br />
Un compromesso fra moderno e settecento veneziano, fra aree comuni e camere, l&#8217;obbiettivo del recupero di un piano nobile di un antico palazzo. Camere in stile e corridoio moderno, un gioco di superfici e luci con effetti a scomparsa. Camera da 60 euro.<br />
Cannaregio 2283, Salizada Santa Fosca. Info: 0412759333. http://www.cagottardi.com/it/</p>
<p>Hotel Palace Bonvecchiati<br />
Il nuovo Palace trae spunto da elementi della tipicità veneziana traducendoli in chiave moderna. Opera integrale di architettura e design, l&#8217;intervento è studiato nei minimi dettagli e gioca con contrasti di materiali e colori. Camera da 130 euro.<br />
San Marco 4680, Calle dei Fabbri. Info: 041 &#8211; 2963111, 041 5222344. http://www.palacebonvecchiati.it/it/</p>
<p>Charming House DD 724<br />
A due passi dalla collezione Guggenheim, questo B&amp;B offre ospitalità fra design e arte. Sette stanze uniformi per stile e comfort ma ciascuna unica per soluzioni particolari come i mobili in wengé e la scelta di oggetti e opere di rinomati artisti. Standard da 230 euro.<br />
Dorsoduro 724, Ramo da Mula. Info: 0412770262. http://www.thecharminghouse.com/</p>
<p><em>POMERIGGIO</em></p>
<p>MUSEO:</p>
<p>Ca&#8217; Pesaro Museo d&#8217;Arte Moderna<br />
La galleria ospita le collezioni civiche d&#8217;arte moderna e contemporanea, cresciute a margine della Biennale e grazie al lascito Bevilacqua La Masa. Potete ammirare la Giuditta II di Klimt ma anche opere di italiani e veneziani anni cinquanta. Ingresso 10€ ma sono previste riduzioni in casi particolari.<br />
Santa Croce 2076. Info: 0415240695.</p>
<p>Ca&#8217; Pesaro bookshop<br />
Electa &#8211; Mondadori gestisce il bookshop della Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna entro uno degli spazi che affacciano sul grande androne al piano terra. Catalogo del museo, grandi collane d&#8217;arte e le selezioni di testi stranieri.<br />
Santa Croce 2076. Info: 041713623.</p>
<p>Museum Art Cafè<br />
Specchi entro nicchie di legno alle pareti, quasi vetrine per esposizione, alle quali si alternano mattoni a vista. Al centro il bancone a due ali di marmo, vetro blu e acciaio. Offre aperitivi serali e in occasione di eventi e convegni anche posti a sedere nella terrazza.<br />
Ca&#8217; Pesaro, Santa Croce 2076. Info: 0415240695.</p>
<p>in alternativa&#8230;</p>
<p>Gallerie dell&#8217;Accademia<br />
La più grande raccolta di pittura veneziana e veneta, di cui documenta gli sviluppi dal sec. XIV al XVIII. L&#8217;ingresso si apre sulla facciata neoclassica dell&#8217;Ex Scuola Grande, rifatta assieme allo scalone interno tra il 1756 e il 1765. Ingresso 15€ ma sono previste riduzioni in casi particolari.<br />
Campo della Carità 1050. Info: 0415222247.</p>
<p><em>SERA</em></p>
<p>RISTORANTE:</p>
<p>Linea d&#8217;Ombra<br />
Con ottima vista dalla terrazza sul canale della Giudecca, questo ristorante coniuga design minimal e cucina mediterranea con incursioni fusion senza perdere il nesso con la tradizione culinaria locale. Toni mediterranei &#8211; orientaleggianti per l&#8217;ingesso mentre per l&#8217;area pranzo-cena opta per il total white in contrasto con il teak dei tavoli. 50€ a persona bevande escluse.<br />
Dorsoduro 19, Ponte dell&#8217;Umiltà. Info: 0412411881.</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p><em>MATTINO</em></p>
<p>MUSEO:</p>
<p>Peggy Guggenheim Collection<br />
Il più importante museo in Italia per l&#8217;arte europea e americana del primo novecento. Annovera maestri delle avanguardie storiche e capolavori di scultura e pittura del dopoguerra. Tra gli artisti: Picasso, Giacometti, Pollock e il gruppo futurista. Ingresso 20€ ma sono previste riduzioni in casi particolari.<br />
Dorsoduro 701, Palazzo Venier dei Leoni. Info: 0412405411.</p>
<p>Museum Shop<br />
Due negozi che promuovono lo spirito della Collezione e le sue iniziative. Il Museum shop è principalmente dedicato a seguire l&#8217;attività museale, con libri, manifesti e materiali relativi alla collezione permanente e alle esposizioni in corso.<br />
Dorsoduro 701. Info: 0412405411.</p>
<p>PRANZO A TEMA:</p>
<p>Museum Cafè alla Collezione Guggenheim<br />
In un&#8217;ala di Palazzo Venier dei Leoni, gestito dal rinomato ristorante veneziano Ai Gondolieri, costituisce una pausa nel verde alle spalle di Canal Grande. Una trentina di tavolini distribuiti tra le due salette e la terrazza che si affaccia sul “giardino delle sculture”.<br />
Dorsoduro 701. Info: 0415228688.</p>
<p><em>POMERIGGIO</em></p>
<p>GALLERIA D&#8217;ARTE:</p>
<p>Galleria Marina Barovier<br />
La galleria si occupa esclusivamente di vetro, del novecento e contemporaneo d&#8217;artista. I “pulegosi” di Martinuzzi e la rivoluzionaria modernità di Scarpa. Esposizioni e retrospettive sempre accompagnate da accurate ricerche e da cataloghi di pregio.<br />
San Marco 3216, Salizada San Samuele. Info: 0415236748 http://www.barovier.it/</p>
<p>A + A Galleria d&#8217;Arte<br />
Centro per la promozione dell&#8217;arte slovena, di cui è sede espositiva in occasione della Biennale, si è specializzata in video e net art, ma anche performance e stilisti, senza trascurare comunicazione e grafica.<br />
San Marco 3073, Calle Malipiero http://www.aplusa.it/ita/home.asp</p>
<p>San Marco 101 (Ex negozio Olivetti)<br />
L&#8217;ex showroom Olivetti di piazza San Marco è oggi sede di una galleria che espone e vende grafica e multipli di Dalì, Picasso, Chagall. Fra stampe originali, gadget ispirati alle opere e cataloghi e ancora possibile apprezzare l&#8217;architettura di Carlo Scarpa.<br />
San Marco 101, piazza San Marco. Info: 0415201279.</p>
<p>SHOPPING &#8216;VENEZIANO&#8217;:</p>
<p>La Bottega di Giuliana Longo<br />
Volete un cappello davvero originale? Dal 1901 qui si confezionano copricapi di ogni tipo e per tutte le teste: cappelli Panama, da gondoliere, tricorni da carnevale, cappelli per auto d&#8217;epoca. Creazioni originali interamente fatte a mano.<br />
Calle del Lovo. Info: 0415226454</p>
<p>Linea d&#8217;Acqua<br />
Un giovane, Luca Zentilini, ha aperto una libreria di charme, fornitissima su quanto riguarda Venezia ma anche con raffinate edizioni di antiquariato delle memorie del Casanova e non solo.<br />
San Marco 3717, Calle de la Cortesia. Info: 0415224030</p>
<p>VETRERIE</p>
<p>Carlo Moretti<br />
Fondata dai fratelli Carlo e Giovanni, l&#8217;azienda, specie a partire dagli anni settanta, unisce alla tradizione vetraria la ricerca per una linea contemporanea. Lo showroom si organizza per isole di prodotti grazie a pannelli divisori di metallo brunito in sospensione dal soffitto.<br />
San Marco 1468, campo San Moisè. Info: 0415231973 http://www.carlomoretti.com/</p>
<p>Venini<br />
Nata nel 1921 come Cappellin Venini &amp; C., dal 1925 proseguì sotto la guida di Paolo Venini che si avvalse di art director d&#8217;eccezione, capaci di dare uno stile moderno e ancora oggi riconoscibile: da Zecchin fino alla direzione di Scarpa. Ancora forte è il legame con il design non solo nella reinterpretazione dei pezzi storici.<br />
San Marco 314, piazzetta dei Leoni. Info: 0415224045 http://www.venini.it/public/home.htm</p>
<p><em>SERA</em></p>
<p>BACARO TRADIZIONALE:</p>
<p>Bancogiro<br />
Un posto che offe una bella atmosfera, sia per l&#8217;aperitivo che per la cena. D&#8217;estate ci si siede sui tavoli in un campo affacciato sul Ponte di Rialto. Proprio davanti al Canal Grande. 20€ a persona per degustazione di &#8216;cichetti&#8217; e due calici di vino.<br />
San Polo 122, campo San Giacometto. Info: 041716269. http://www.2night.it/v2/venezia/locali/locali/2016,_bancogiro.html</p>
<p>CENA:</p>
<p>La Bitta<br />
Nella vivace zona di San Barnaba, si trova questa trattoria gestita da marito e moglie, chef e sommelier. Debora vi suggerirà il vino più indicato da accompagnare ai piatti creati dal marito. Ideale da sperimentare a primavera, per cenare nella corte interna in una fresca sera veneziana tutta da vivere.60€ a persona bevande escluse.<br />
Dorsoduro 2753, calle Lunga San Barnaba. Info: 0415230531. http://www.qristoranti.it/veneto/venezia/osteria-la-bitta/</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p><em>MATTINO</em></p>
<p>CHIESE E MONUMENTI:</p>
<p>Area Marciana<br />
Era il cuore dello stato veneziano la cui immagine architettonica rispecchia con intenzione la potenza della Repubblica e la cultura del patriziato che la reggeva. Da visitare: Piazza San Marco, la Basilica, Galleria di San Marco, Piazzetta dei Leoni, Campanile, Civico Museo Correr, Palazzo Ducale, Ponte dei Sospiri.</p>
<p>L&#8217;Accademia, Ca&#8217; Rezzonico e le Zattere fino a Santa Maria della Salute<br />
La pittura veneta, fiore dell&#8217;arte di ogni luogo, è particolarmente profusa in questa zona della città in chiese, palazzi, gallerie. Da visitare: Campo San Moisè, Campo San Fantin, Palazzo Fortuny, Palazzo Pisani, Ponte dell&#8217;Accademia, Ca&#8217; Rezzonico, Campo Santa Margherita, Scuola Grande dei Carmini, Punta della Dogana, Santa Maria della Salute.</p>
<p>PRANZO IN ISOLA:</p>
<p>La Locanda Cipriani a Torcello<br />
Inaugurata nel 1935, ad un anno di distanza da quando Giuseppe Cipriani rilevò la vecchia osteria dell&#8217;isola, la Locanda Cipriani nel corso degli oltre sessant&#8217;anni della sua storia ha visto avvicendarsi nelle sue sale molte personalità illustri e personaggi famosi: nobili, stelle dello spettacolo, artisti, capi di stato. 60€ a persona bevande escluse.<br />
Piazza Santa Fosca, 29 – Torcello (VE). Info: 041735433. http://www.locandacipriani.com/italiano/ricordita.htm</p>
<p>in alternativa&#8230;</p>
<p>All&#8217;Altanella alla Giudecca<br />
Il ristorante preferito da François Mitterrand si trova alla Giudecca e le sue specialità sono tutte veneziane come gli spaghetti alla seppia o il risotto al pesce. Il ristorante dispone di un dehors sulla laguna e una veduta eccezionale, diventando un luogo eccezionale per un tête-à-tête romantico. 50€ a persona bevande escluse.<br />
Calle delle Erbe, 268 – Giudecca. Info: 0415227780.</p>
<p><em>POMERIGGIO</em></p>
<p>Visita della Giudecca e di San Giorgio<br />
La Giudecca concilia la tradizione di Venezia con l&#8217; innovazione in atto. L&#8217; isola ha stregato una moltitudine di intellettuali, artisti, architetti, musicisti internazionali che ne hanno fatto la propria dimora stabilendo qui loft e studi. Da visitare: Fondamenta di Sant&#8217;Eufemia, il Redentore, complesso delle Zitelle, San Giorgio Maggiore, la Fondazione Giorgio Cini, il Molino Stucky.</p>
<p><em>SERA</em></p>
<p>CENA:</p>
<p>La Zucca<br />
La bellezza del posto sta anche nel fatto che il ristorante ha una porta d&#8217;accesso sul canale, questo permette ai clienti di arrivare anche via acqua e di “parcheggiare” comodamente la barca. Una volta al tavolo potrete degustare piatti a base di verdure e primizie di stagione. 50€ a persona bevande escluse.<br />
Santa croce 1762, campo San Giacomo dall&#8217;Orio. Info: 0415241570. http://www.lazucca.it/</p>
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